{"id":2427,"date":"2014-03-11T16:26:14","date_gmt":"2014-03-11T16:26:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=2427"},"modified":"2014-03-11T16:26:14","modified_gmt":"2014-03-11T16:26:14","slug":"investiamo-nel-vostro-futuro-il-salento-tra-sacro-e-profano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/investiamo-nel-vostro-futuro-il-salento-tra-sacro-e-profano\/","title":{"rendered":"Investiamo nel vostro futuro: il Salento tra sacro e profano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">E la festa continui! Su questa affermazione beneaugurante per i carnevali futuri, all\u2019insegna del bel vivere quotidiano, \u00e8 calato il sipario sulla 26\u00b0 edizione del Carnevale di Aradeo e gi\u00e0 si pensa a quello dell\u2019anno prossimo.<br \/>\nNell\u2019immaginario collettivo si ritiene che le origini della festa siano religiose, infatti il Carnevale \u00e8 direttamente collegato alla Pasqua, ma in realt\u00e0 il Carnevale ha un&#8217;origine pi\u00f9 antica, che affonda le sue radici nei Saturnali della Libert\u00e0, una festa pagana che risale agli antichi romani. Nei riti del Carnevale confluiscono anche antiche tradizioni contadine, riti di purificazione e di propiziazione all&#8217;inizio del ciclo stagionale, ispirati al bisogno di rinnovamento, con l&#8217;espulsione dei mali accumulati durante il corso dell&#8217;anno, come le malattie e i peccati.<br \/>\nE poi, \u201cA Carnevale ogni scherzo vale\u201d: dice il proverbio. Non \u00e8 certo uno scherzo organizzare tour operator ai giornalisti per far conoscere nuovi aspetti del Salento. E vari protagonisti salentini sono scesi in campo per l\u2019educational, organizzato da Carmen Mancarella, direttore della rivista \u201cSpiagge\u201d (www.mediterraneantourism.it), per conto della Regione Puglia &#8211; Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo e dell\u2019agenzia regionale del turismo \u201cPromozione Puglia\u201d, attraverso l\u2019utilizzo dei fondi strutturali europei.<br \/>\n\u201cInvestiamo nel vostro futuro:\u00a0 Puglia, mille e una emozione\u201d: questo il tema che ha visto collaborare insieme per promozionare la Puglia, i comuni di: Aradeo, Nard\u00f2, Giurdignano, Oria e Castellana Grotte.<br \/>\nIn primavera aumenta la voglia di festeggiare: dal Carnevale tipico di Aradeo dove sacro e profano si intrecciano alle spettacolarit\u00e0 della natura circostante, alle tavole di San Giuseppe del 19 marzo di Giurdignano che preparano alla Pasqua. In attesa dell\u2019estate, perch\u00e9 non vivere a pieno i weekend lunghi di primavera, facendo base ad Aradeo?<br \/>\nIl Carnevale aradeino<br \/>\nDa Aradeo facilmente si raggiungono i due mari del Salento, lo Jonio e l\u2019Adriatico, nonch\u00e9 si pu\u00f2 partire alla scoperta del meglio della Puglia. Le origini della citt\u00e0 sono tanto antiche quanto contraddittorie: dopo le dominazioni greca e poi romana i saraceni distrussero numerosi casali nei pressi delle cittadine di Nard\u00f2 e Galatina. Gli esuli arrivati nel vicino territorio salentino, libero dagli invasori, eressero un altare e questa potrebbe essere l\u2019origine del nome Aradeo dal termine latino \u201cara\u201d, ma il nome potrebbe rifarsi anche all\u2019abbondanza di acqua per un terreno fertile solcato da torrenti. Per il sindaco di Aradeo, Daniele Perulli, la cittadina ha scelto di presentarsi come capofila per il Bando Ospitalit\u00e0 dei fondi europei, attivato dalla Regione Puglia, per presentarsi nel suo aspetto migliore in occasione del Carnevale. \u00abIntanto stiamo lavorando &#8211; ha detto il sindaco &#8211; anche per favorire i progetti culturali, rendere sempre pi\u00f9 attraenti le stagioni teatrali nel nostro teatro comunale, intitolato a Domenico Modugno che qui si esib\u00ec\u00bb. \u00c8 da 28 anni che tra il 2 e il 4 marzo si svolge la gran festa, momento di aggregazione e di pura allegria che fa rivivere a pieno la tradizione carnevalesca, voluta da un gruppo di amici, riuniti poi in associazione, che decisero di unire i \u201cfestini privati\u201d al fine di poter coinvolgere l\u2019intera cittadinanza. L\u2019associazione oggi porta il nome del primo presidente, Oscar Tramacere, che decise negli anni Ottanta di dar vita ad una sfilata di tantissimi \u201cmasci\u201d, le maschere carnevalesche che dovevano percorrere le vie del paese su carri allegorici realizzati con carta, cartone, colla, fil di ferro, colori e tanta tanta fantasia. L\u2019Associazione \u00e8 presieduta oggi da Ettore Greco coadiuvato dalla vicepresidente Maria Rosaria Bruno. C\u2019\u00e8 anche, come si conviene, una mascotte del Carnevale che \u00e8 lo Shacudhruzzi, un folletto dispettoso della famiglia dei Lauri, che d\u00e0 il via alla sfilata lanciandosi da un edificio del centro storico in uno spettacolare \u201cvolo dell\u2019angelo\u201d. Ad avere il privilegio di questo tuffo beneaugurante \u00e8 stata quest\u2019anno la giornalista milanese, Martina Fragale, che ha avuto ben 15.000 spettatori trepidanti. L\u2019ospitalit\u00e0 \u00e8 di casa nell\u2019agriturismo Tenuta Mezzana di Cutrufiano, a pochi passi da Aradeo, dove tutta la giovane famiglia \u00e8 impegnata: da Maria Casto, che si occupa della tenuta e della migliore accoglienza degli ospiti, al marito l\u2019agronomo Giacomo Stifani, che ha deciso di ristrutturare una sua vecchia abitazione rurale, circondata da uliveti e viti. Il ristorante \u00e8 a chilometro zero e si avvale della competenza dello chef\u00a0 Claudio Amato che, ispirandosi alla cucina mediterranea, prepara tante prelibatezze: dalle pittule di borragine, al maialino con le cicorie creste, alla pasta d\u2019orzo con i ceci, alla carbonara di zucchine.<br \/>\nLa storia \u201cmilionaria\u201d delle Grotte di Castellana<br \/>\nPrima di giungere nel Salento una visita \u00e8 d\u2019obbligo alle Grotte di Castellana (www.grottedicastellana.it), in provincia di Bari, che regalano un crescendo di emozioni. In un tempo che percepiamo quasi infinito, la natura ha generato scenari di inimmaginabile bellezza. Sono opere uniche, modellate dalla forza dell\u2019acqua e celate nelle grotte. Stalattiti, stalagmiti, concrezioni dalle forme pi\u00f9 insolite e dalle suggestive sfumature di colore si alternano e, ancora oggi, continuano a mostrare tanto splendore. I dati parlano chiaro: settantasei anni sono passati dalla scoperta delle Grotte, che risalgono a 90 milioni di anni fa, tre chilometri \u00e8 il percorso sotterraneo lungo e un chilometro \u00e8 l\u2019itinerario breve. Vivere le Grotte di Castellana significa immergersi in un\u2019esperienza capace di coinvolgere ogni senso, significa ritrovare profonde emozioni legate a memorie ancestrali, significa riscoprire l\u2019essenza della bellezza, incontaminata e pura. Oggi la societ\u00e0 Grotte di Castellana, con socio unico il Comune e presieduta da Domi Ciliberti, d\u00e0 la possibilit\u00e0 di assistere a concerti, eventi culturali, performance teatrali per amalgamare alla creativit\u00e0 dell\u2019uomo la spettacolare unicit\u00e0 di un luogo senza tempo. A scoprirle fu Franco Anelli, oggi ad accompagnare i turisti sono gli speleologi del Gruppo Puglia Grotte, che, come da tradizione, il 23 gennaio scendono nella caverna della Grave, calandosi dall\u2019alto come un tempo, dall\u2019ingoiatoio di 70 metri, chiamato anche \u201cbocca dell\u2019inferno\u201d. Gli ambienti interni si succedono uno dopo l\u2019altro, prendendo i nomi fantasiosi che furono dati dai primi esploratori: la Lupa, i Monumenti, la Civetta, la Madonnina, l\u2019Altare, il Precipizio, il Corridoio del deserto, la Colonna rovesciata, il Corridoio Rosso, la Cupola. Si arriva poi all\u2019ultima e pi\u00f9 bella caverna del sistema sotterraneo, la Grotta Bianca, scoperta da Vito Matarrese, che pi\u00f9 che speleologo era spinto a recuperare il busto in bronzo del sindaco di Putignano, scaraventato l\u00ec da una squadra di fascisti. La grotta, uno scrigno di alabastro, definita bianca per il biancore che la contraddistingue, ha meritato la definizione di \u201cpi\u00f9 splendente del mondo\u201d. \u00c8 previsto anche un percorso attrezzato per i disabili che ha fatto s\u00ec che Castellana, con il suo sindaco Francesco Tricase, fosse premiata a Bruxelles come destinazione italiana di eccellenza per il Progetto Eden 2013 riguardante il turismo accessibile.<br \/>\nNella citt\u00e0 d\u2019arte di Nard\u00f2 trionfa la pietra leccese<br \/>\nDal romanico al barocco, il tour ha portato a Nard\u00f2, citt\u00e0 d\u2019arte della provincia di Lecce, le cui discendenze risalgono ai Messapi. Qui \u00e8 un vero trionfo della tipica pietra leccese, scolpita dai maestri scalpellini. Un esempio sono le chiese che impreziosiscono il centro storico come la chiesa di S. Giuseppe dalla facciata a tamburo in cui \u00e8 riscontrabile il barocco del Borromini e nella quale \u00e8 conservata in una grande teca la statua del Santo, che pu\u00f2 essere prenotata dai cittadini devoti affinch\u00e9 sosti per tre giorni nella propria abitazione. Dall\u2019ariosa piazza Salandra, dominata dalla colonna dell\u2019Immacolata, che viene adornata dai fiori l\u20198 dicembre e che ricorda quella di Piazza del Ges\u00f9 a Napoli, si dipanano le vie del centro storico, nelle vicinanze la fontana del toro che fugg\u00ec dalla campagna e raspando il terreno trov\u00f2 una falda acquifera, origine stessa del nome della citt\u00e0. Ma Nard\u00f2 \u00e8 da visitare anche per i panorami mozzafiato di Portoselvaggio, un parco regionale affacciato sul mare, a soli sei chilometri dal centro. \u00ab\u00c8 anche citt\u00e0 dell\u2019accoglienza &#8211; ha ricordato l\u2019Assessore al turismo di Nard\u00f2, Maurizio Leuzzi &#8211; per la qual cosa \u00e8 stata insignita della medaglia d\u2019oro al valor civile dal presidente della Repubblica Ciampi per aver accolto pi\u00f9 di 800mila ebrei, che erano stati liberati dai campi di concentramento dalle Forze Alleate e che vennero in quel tempo ospitati nelle case prima di raggiungere Israele\u00bb.<br \/>\nLe tavole di San Giuseppe a Giurdignano<br \/>\nLe tradizioni gastronomiche sono un punto di forza nel Salento. Tra il 18 e il 19 marzo gli abitanti di Giurdignano, terra di antiche dimore e di incantevoli borghi, sito a soli cinque chilometri da Otranto, allestiscono nelle proprie case le Tavole di San Giuseppe. Si tratta di grandi mense, ricoperte con tovaglie ricamate dove spiccano pani a forma di ruota e ben tredici pietanze: il pesce, simbolo del miracolo della moltiplicazione; i ciceri e tria, pasta fatta in casa met\u00e0 bollita e met\u00e0 fritta con i ceci, che indica l\u2019arrivo della Primavera; le ncartiddhate, dolci fritti a forma di rosa e conditi con il miele, che ricordano le fasce di Ges\u00f9 bambino. \u00abQuesta tradizione &#8211; hanno spiegato il Sindaco Monica Laura Gravante e il Vicesindaco, Gabriella Vilei &#8211; \u00e8 molto sentita nel Salento. Infatti le Tavole di San Giuseppe sono nate a Giurdignano e si sono poi diffuse in altri paesi come Minervino e Uggiano\u00bb. Anche qui il territorio circostante \u00e8 ricco di storia e si pu\u00f2 passeggiare nel giardino dei megaliti pi\u00f9 grande d\u2019Europa, dove si possono vedere ben 23 menhir (pietre stiliformi) e 28 dolmen (tombe o forse altari) che risalgono a 16mila anni fa.<br \/>\nI riti della Pasqua ad Oria<br \/>\nAnche Oria, in provincia di Brindisi, con il suo quartiere ebraico ed il castello di Federico II val bene una visita. Infatti questo borgo medioevale, che affascina per le sue viuzze arrampicate sulla rocca dove sorge il maestoso castello federiciano, ha dato i natali a un medico farmacista cos\u00ec famoso che a lui \u00e8 stato dedicato il modernissimo ospedale di Tel Aviv, Donnolo. Federico II scelse la citt\u00e0 per attendere la sua sposa, Jolanda di Brienne, in viaggio dall\u2019Oriente. I due si unirono in matrimonio nel 1225 nel Duomo di Brindisi, poco distante da Oria. Il castello domina i Due Mari essendo costruito su uno dei tre colli di Oria. Per ingannare il tempo l\u2019imperatore indisse anche il Torneamento dei Rioni, che gli abitanti festeggiano ancora oggi il secondo weekend di agosto con uno spettacolare\u00a0 corteo storico e il Palio in abiti medioevali che ricordano l\u2019arrivo di Federico II. Il castello, di propriet\u00e0 privata \u00e8 visitabile grazie agli alunni dell\u2019Istituto per il turismo della citt\u00e0 e dai volontari dell\u2019associazione Legambiente (iter.oria@libero.it). Nella Settimana Santa la Statua di Cristo Morto, custodita nella chiesa delle suore benedettine, viene portata in spalla dagli arciconfratelli della Morte vestiti di nero, in una breve ma intensa processione che termina con l\u2019ingresso di Ges\u00f9 nella Cattedrale, poco distante. Il rito si ripete tutti i gioved\u00ec di marzo fino al Gioved\u00ec Santo. La domenica delle Palme i volontari del Gruppo di promozione umana portano in scena la Passione vivente. Di turismo religioso parla dal canto suo lo storico Pino Malva, entusiasta cultore delle tradizioni della sua terra, messapica, medioevale e seicentesca al tempo stesso. Ne \u00e8 un esempio la grande festa arricchita da luminarie che si rinnova ogni quinto gioved\u00ec dopo Pasqua e che vede sfilare in processione migliaia di fedeli provenienti da tutta la Puglia, che seguono con devozione le statue dei Santi Medici orientali: Cosma, Damiano, Antimo, Leonzio ed Euprepio e del Patrono di Oria S. Barsanofio.<\/p>\n<p><em>Harry di Prisco<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E la festa continui! Su questa affermazione beneaugurante per i carnevali futuri, all\u2019insegna del bel vivere quotidiano, \u00e8 calato il sipario sulla 26\u00b0 edizione del Carnevale di Aradeo e gi\u00e0 si pensa a quello dell\u2019anno prossimo. 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