{"id":24069,"date":"2025-10-12T16:36:00","date_gmt":"2025-10-12T16:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=24069"},"modified":"2025-10-12T16:36:00","modified_gmt":"2025-10-12T16:36:00","slug":"aumentano-i-decessi-tra-adolescenti-e-giovani-adulti-una-crisi-emergente-lo-studio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/aumentano-i-decessi-tra-adolescenti-e-giovani-adulti-una-crisi-emergente-lo-studio\/","title":{"rendered":"Aumentano i decessi tra adolescenti e giovani adulti, \u201cuna crisi emergente\u201d: lo studio"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Nonostante la crescita e l&#039;invecchiamento della popolazione, a livello globale il tasso di mortalit\u00e0 standardizzato per et\u00e0 nel 2023 \u00e8 diminuito del 67% rispetto al 1950, e tutti i Paesi e territori hanno registrato cali. L&#039;aspettativa di vita globale \u00e8 tornata ai livelli pre-pandemici, a 76,3 anni per le donne e 71,5 anni per gli uomini, pari a oltre 20 anni in pi\u00f9 rispetto al 1950. Nonostante questi miglioramenti, per\u00f2, &quot;il mondo si trova ad affrontare una crisi emergente&quot;. Si registrano infatti &quot;tassi di mortalit\u00e0 pi\u00f9 elevati tra gli adolescenti e i giovani adulti&quot; in diverse aree geografiche. Si segnala inoltre &quot;l&#039;aumento vertiginoso&quot; dei disturbi di salute mentale, con una crescita del 63% per l&#039;ansia e del 26% per la depressione.\u00a0Il maggiore aumento dei decessi &quot;\u00e8 stato registrato tra i 20 e i 39 anni nel Nord America ad alto reddito dal 2011 al 2023, principalmente a causa di suicidi, overdose di droga e alti livelli di alcol. Nello stesso periodo, i decessi nella fascia d&#039;et\u00e0 5-19 anni sono aumentati nell&#039;Europa orientale, nel Nord America ad alto reddito e nei Caraibi&quot;. Permangono inoltre forti differenze geografiche, con un&#039;aspettativa di vita che va da un massimo di 83 anni nelle regioni ad alto reddito a un minimo di 62 anni nell&#039;Africa subsahariana. \u00a0E&#039; il quadro tracciato dall&#039;ultimo studio &#039;Global Burden of Disease&#039; (Gbd) pubblicato su &#039;The Lancet&#039; e presentato al World Health Summit di Berlino. Tra le tendenze, gli autori segnalano che le malattie non trasmissibili rappresentano ormai quasi due terzi della mortalit\u00e0 e morbilit\u00e0 totali a livello mondiale, con cardiopatia ischemica, ictus e diabete in testa. Nell&#039;analisi, si stima anche che &quot;quasi la met\u00e0 di tutti i decessi e le disabilit\u00e0 potrebbero essere prevenuti modificando alcuni dei principali fattori di rischio&quot;, come la riduzione di alti livelli di glicemia e di un elevato indice di massa corporea (Bmi). \u00a0&quot;La rapida crescita dell&#039;invecchiamento della popolazione mondiale e l&#039;evoluzione dei fattori di rischio hanno inaugurato una nuova era di sfide per la salute globale&quot;, sottolinea Christopher Murray, direttore dell&#039;Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme) all&#039;University of Washington School of Medicine. &quot;Le evidenze presentate nello studio sono un campanello d&#039;allarme, che esorta i governi e i leader del settore sanitario a rispondere rapidamente e strategicamente alle tendenze preoccupanti che stanno rimodellando le esigenze di salute pubblica&quot;. Il team di Murray e la rete del Gbd, composta da 16.500 scienziati e ricercatori, hanno raccolto e analizzato dati e prodotto stime per 375 malattie e infortuni e 88 fattori di rischio per et\u00e0 e sesso a livello globale, regionale e nazionale per 204 paesi e territori e 660 localit\u00e0 subnazionali dal 1990 al 2023. Il che rende il Gbd la ricerca pi\u00f9 completa che quantifica la perdita di salute. \u00a0Nell&#039;intero periodo di studio, il numero di decessi infantili, quindi dei bimbi pi\u00f9 piccoli, \u00e8 diminuito pi\u00f9 che in qualsiasi altra fascia d&#039;et\u00e0. Dal 2011 al 2023, l&#039;Asia orientale ha registrato la maggiore diminuzione del tasso di mortalit\u00e0 nella fascia d&#039;et\u00e0 inferiore ai 5 anni, pari al 68%, grazie a una migliore alimentazione, ai vaccini e a sistemi sanitari pi\u00f9 solidi. E&#039; emerso poi che la mortalit\u00e0 nei bambini di 5-14 anni in Africa subsahariana dal 1950 al 2021 \u00e8 stata superiore a quanto stimato in precedenza, un aumento dovuto agli alti tassi di infezioni respiratorie e tubercolosi, altre malattie infettive e lesioni accidentali. Nuovi calcoli hanno anche mostrato che la mortalit\u00e0 nelle giovani donne adulte di et\u00e0 compresa tra 15 e 29 anni nell&#039;Africa subsahariana \u00e8 stata superiore del 61% rispetto a quanto stimato in precedenza, principalmente per mortalit\u00e0 materna, incidenti stradali e meningite. \u00a0L&#039;altra tendenza \u00e8 lo spostamento delle cause di morte dalle malattie infettive a quelle non trasmissibili. Per esempio il Covid, dopo essere stato la principale causa di morte nel 2021, \u00e8 precipitato al 20esimo posto nel 2023, riportando la cardiopatia ischemica e l&#039;ictus al vertice della classifica, seguiti dalla broncopneumopatia cronica ostruttiva, dalle infezioni delle basse vie respiratorie e dalle patologie neonatali. Dal 1990, i tassi di mortalit\u00e0 per cardiopatia ischemica e ictus sono diminuiti, cos\u00ec come le malattie diarroiche, la tubercolosi, il cancro allo stomaco e il morbillo. Al contrario, nello stesso periodo il tasso di mortalit\u00e0 \u00e8 aumentato per diabete, malattie renali croniche, morbo di Alzheimer e Hiv\/Aids.\u00a0Mentre l&#039;et\u00e0 media globale al decesso \u00e8 aumentata da 46,4 anni nel 1990 a 62,9 anni nel 2023, le disuguaglianze geografiche sono rimaste profonde: l&#039;et\u00e0 media al decesso pi\u00f9 alta \u00e8 stata registrata nella super-regione ad alto reddito (80,5 anni per le donne e 74,4 anni per gli uomini), la pi\u00f9 bassa \u00e8 stata registrata nell&#039;Africa subsahariana (37,1 anni per le donne e 34,8 anni per gli uomini). La probabilit\u00e0 di morte per tutte le cause prima dei 70 anni \u00e8 diminuita in ogni super-regione e regione analizzata dal 2000 al 2023. Nella super-regione ad alto reddito \u00e8 aumentata per i disturbi da uso di droghe e a questa voce l&#039;et\u00e0 media di morte \u00e8 risultata inferiore al previsto.\u00a0Quasi la met\u00e0 della mortalit\u00e0 e morbilit\u00e0 globale nel 2023 era attribuibile a 88 fattori di rischio modificabili. I 10 fattori di rischio con la pi\u00f9 alta percentuale di perdita di salute sono: pressione alta, inquinamento da particolato, fumo, glicemia a digiuno elevata, basso peso alla nascita e prematurit\u00e0, indice di massa corporea elevato, colesterolo Ldl elevato, disfunzione renale, ritardo della crescita infantile ed esposizione al piombo. Per quest&#039;ultimo fattore di rischio nuovi metodi hanno anche rilevato un legame diretto con le malattie cardiovascolari. I rischi legati al clima, come l&#039;inquinamento atmosferico e il caldo, continuano ad avere un impatto significativo sulla salute globale, specie in Asia meridionale, Africa subsahariana, Nord Africa e Medio Oriente. \u00a0E gli autori segnalano infine &quot;l&#039;aumento vertiginoso&quot; dei disturbi di salute mentale, con una crescita del 63% per l&#039;ansia e del 26% per la depressione. Inoltre, l&#039;abuso sessuale e la violenza del partner sono stati identificati come fattori prevenibili che contribuiscono alla depressione, all&#039;ansia e ad altre conseguenze sulla salute. Tra i bambini sotto i 5 anni, i principali fattori di rischio nel 2023 erano la malnutrizione infantile e materna, l&#039;inquinamento da particolato e l&#039;acqua, i servizi igienico-sanitari e l&#039;igiene non sicuri. Nella fascia 5-14, la carenza di ferro era il rischio principale. Per la fascia 15-49, i due principali rischi erano rapporti sessuali non protetti e infortuni sul lavoro, seguiti da Bmi elevato, pressione alta e fumo. Per la fascia 50-69 anni, la pressione altra era il rischio principale, seguito da fumo e glicemia, Bmi, colesterolo Ldl alti, e in ultimo disfunzione renale.\u00a0Lo studio Gbd 2023, concludono gli autori, &quot;evidenzia l&#039;urgente necessit\u00e0 che i decisori politici estendano le priorit\u00e0 sanitarie oltre la riduzione della mortalit\u00e0 infantile, includendo anche adolescenti e giovani adulti, in particolare nelle aree con tassi di mortalit\u00e0 pi\u00f9 elevati di quanto precedentemente noto&quot;. Decenni di lavoro fatto per colmare i divari &quot;rischiano di essere vanificati dai recenti tagli agli aiuti internazionali&quot;, \u00e8 la denuncia di Emmanuela Gakidou, autrice senior e professoressa dell&#039;Ihme. &quot;Questi Paesi fanno affidamento sui finanziamenti sanitari globali per l&#039;assistenza primaria salvavita, i farmaci e i vaccini. Senza di essi, il divario \u00e8 destinato ad aumentare&quot;.\u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Nonostante la crescita e l&#039;invecchiamento della popolazione, a livello globale il tasso di mortalit\u00e0 standardizzato per et\u00e0 nel 2023 \u00e8 diminuito del 67% rispetto al 1950, e tutti i Paesi e territori hanno registrato cali. 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