{"id":23670,"date":"2025-09-24T16:51:40","date_gmt":"2025-09-24T16:51:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=23670"},"modified":"2025-09-24T16:51:40","modified_gmt":"2025-09-24T16:51:40","slug":"sclerosi-multipla-da-merck-nuovi-dati-su-efficacia-cladribina-a-lungo-termine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/sclerosi-multipla-da-merck-nuovi-dati-su-efficacia-cladribina-a-lungo-termine\/","title":{"rendered":"Sclerosi multipla, da Merck nuovi dati su efficacia cladribina a lungo termine"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Merck ha presentato oggi nuovi risultati a 4 anni provenienti da 2 studi di fase 4 su larga scala. I dati evidenziano l&#039;efficacia a lungo termine, gli esiti favorevoli in termini di disabilit\u00e0 e l\u2019impatto duraturo di cladribina compresse nelle persone con sclerosi multipla recidivante. &quot;La nostra ultima analisi conferma ulteriormente che cladribina compresse offre un&#039;efficacia duratura senza la necessit\u00e0 di un&#039;immunosoppressione continua, garantendo un controllo prolungato sia sugli aspetti infiammatori che su quelli non infiammatori della disabilit\u00e0 legata alla sclerosi multipla &#8211; ha dichiarato Alex Kulla, Senior Vice President &amp; Global Head of the Neurology &amp; Immunology Medical Unit di Merck &#8211; L&#039;efficacia e la sicurezza di cladribina compresse sono state ampiamente dimostrate attraverso endpoint tradizionali, sia negli studi clinici che in quelli real world. Oggi, grazie a questi nuovi endpoints, possiamo rappresentare in modo ancora pi\u00f9 completo l&#039;impatto del trattamento sull&#039;intero spettro della malattia&quot;. \u00a0Un&#039;analisi integrata dei dati raccolti nell&#039;arco di 4 anni dagli studi Clarify-Ms (n=482) e Magnify-Ms (n=270), comprensiva del periodo di 2 anni senza trattamento &#8211; riporta una nota &#8211; ha evidenziato una bassa incidenza di accumulo di disabilit\u00e0 e di progressione indipendente dall&#039;attivit\u00e0 di recidiva (Pira) nei pazienti trattati con cladribina. Tale effetto \u00e8 risultato particolarmente marcato nei soggetti pi\u00f9 giovani e in quelli che hanno iniziato il trattamento nelle fasi precoci della malattia. A 2 anni dalla conclusione del trattamento attivo, l&#039;83% dei pazienti non presentava progressione di disabilit\u00e0 confermata (Cdp), mentre oltre l&#039;89% era libero da Pira. Inoltre, il 15,4% dei pazienti ha mostrato un miglioramento confermato della disabilit\u00e0 (Cdi), con un numero di recidive inferiore rispetto al gruppo con Cdp. Inoltre, i pazienti pi\u00f9 giovani (?40 anni) hanno mostrato una minore probabilit\u00e0 di accumulare Pira.\u00a0Nello studio di estensione Magnify-Ms (m=219), i dati di imaging cerebrale hanno evidenziato che il tasso di atrofia cerebrale nei pazienti trattati con cladribina \u00e8 rimasto entro i limiti del normale declino fisiologico, rafforzando il ruolo cruciale della preservazione del volume cerebrale come obiettivo terapeutico nella sclerosi multipla. Tra il secondo e il quarto anno di osservazione, la variazione percentuale annualizzata del volume cerebrale \u00e8 rimasta inferiore allo 0,4% in tutti i sottogruppi esaminati. I pazienti con tassi ridotti di atrofia cerebrale al quarto anno hanno presentato un tasso annualizzato di recidive (Arr) pi\u00f9 basso (0,04 \u00b1 0,12 vs. 0,16 \u00b1 0,26) e un deterioramento clinico meno marcato rispetto a quelli con una riduzione del volume cerebrale superiore allo 0,4%. Un&#039;eccessiva atrofia cerebrale \u00e8 riconosciuta come un importante predittore della progressione della malattia e del declino cognitivo nei pazienti con sclerosi multipla recidivante.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Merck ha presentato oggi nuovi risultati a 4 anni provenienti da 2 studi di fase 4 su larga scala. 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