{"id":22728,"date":"2025-08-13T14:21:06","date_gmt":"2025-08-13T14:21:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/io-sopravvissuta-allo-stesso-incidente-della-signora-cecilia-a-milano-mai-avuto-giustizia\/"},"modified":"2025-08-13T14:21:06","modified_gmt":"2025-08-13T14:21:06","slug":"io-sopravvissuta-allo-stesso-incidente-della-signora-cecilia-a-milano-mai-avuto-giustizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/io-sopravvissuta-allo-stesso-incidente-della-signora-cecilia-a-milano-mai-avuto-giustizia\/","title":{"rendered":"&#8220;Io sopravvissuta allo stesso incidente della signora Cecilia a Milano, mai avuto giustizia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Travolta a 21 anni da un\u2019auto rubata, guidata da due rom minorenni. Nella tragedia di Milano, dove la signora Cecilia De Astis, 71enne in pensione, travolta e uccisa luned\u00ec da un\u2019auto rubata, con a bordo quattro ragazzini tra gli 11 e i 13 anni, oggi rivive il suo stesso incubo: &quot;Stessa dinamica. Ma io sono viva, lei non c\u2019\u00e8 pi\u00f9&quot; dice all\u2019AdnKronos Stefania Livoli, 58enne romana, oggi professionista dell\u2019informazione. Quando ha sentito la notizia della 71enne ha sentito il cuore fermarsi. \u00a0&quot;E\u2019 successa esattamente la stessa dinamica &#8211; racconta Stefania &#8211; tranne che io non ero alla fermata di un tram. La ferita si \u00e8 riaperta e mi ha fatto ripensare a quel giorno. Se non lo hai provato riesci a capire a met\u00e0. Il destino ha voluto che tu fossi l\u00ec in quel momento, esattamente in quel punto, ed un po&#039; quello che \u00e8 successo a me\u201d. Stefania aveva 21 anni, viveva a Roma. \u201cEra il 22 ottobre 1988, un sabato mattina &#8211; spiega -. Sono entrata in una pasticceria in via Oderisi da Gubbio, vicino a viale Marconi, per ordinare la torta di compleanno di mia madre. Ho parcheggiato in seconda fila, ero di corsa, sono entrata a fare l\u2019ordine, e poi prima di uscire ho detto: \u2018Torno dopo a prenderla\u2019. \u00c8 l\u2019ultimo ricordo che ho\u201d.\u00a0Quando usc\u00ec per aprire la portiera dell\u2019auto, due ragazzi &#8211; di 16 e 14 anni &#8211; le piombarono addosso a tutta velocit\u00e0. \u201cAvevano rubato una macchina, scippato una donna e stavano scappando. Hanno perso il controllo e mi hanno centrata. Non ho visto nulla. Mi hanno raccontato che sono volata pi\u00f9 in alto di un camion e poi ricaduta sfondando il parabrezza. Avevo vetri e schegge in tutta la schiena, i piedi distrutti, la spalla in frantumi, un trauma cranico. Ricordo di essermi svegliata in ospedale e aver detto: &#039;Mi \u00e8 passato un treno sopra&#039;\u201d.\u00a0La riabilitazione fu lunga e dolorosa. \u201cNon ero in coma profondo ma in uno stato di semi-incoscienza. Mi svegliavo, perdevo conoscenza, poi mi risvegliavo di nuovo. I medici mi dissero che forse il non aver visto arrivare l\u2019auto mi aveva salvato: non ho avuto il tempo di irrigidirmi\u201d. Durante la fuga, i due investirono anche un\u2019altra donna anziana, ferendola gravemente al volto. \u201cLe misero 50 punti in faccia, lei non denunci\u00f2 per paura. Io invece s\u00ec. La mia vita poteva finire l\u00ec, e pensavo fosse giusto denunciare\u201d.\u00a0Ma in tribunale la realt\u00e0 fu amara. \u201cUno dei due minorenni era seduto sulle panche prima di entrare nella stanza del giudice e ricordo ancora la sua faccia. Il giudice mi disse: \u2018Si metta una mano sulla coscienza: la sua denuncia potrebbe segnare il loro destino, sono incensurati\u2019. Alla fine mollai. L\u2019anno dopo vidi la sua foto sul giornale: aveva legato un ragazzino a un albero e spento sigarette sul suo corpo. Lo stesso per cui mi avevano chiesto di chiudere un occhio\u201d. \u00a0Oggi la sensazione \u00e8 la stessa di allora. \u201cNon \u00e8 colpa di un bambino se nasce in un campo nomadi, se cresce allo stato brado &#8211; osserva &#8211; ma qualcuno deve occuparsene. In qualche maniera devi essere educato. Il giudice ricordo mi disse di aver ritracciato a fatica uno dei due, perch\u00e9 la famiglia l&#039;aveva disconosciuto. Ma andava fatto qualcosa. Ci pu\u00f2 stare fare uno sbaglio, ma se si lascia correre si sentiranno autorizzati a continuare a sbagliare, perch\u00e9 si sentiranno invincibili e impuniti\u201d. \u00a0<br \/>\nNella sua tragedia c&#039;\u00e8 stata anche una nota \u2018comica\u2019. Qualche mese dopo l\u2019incidente, Stefania viene chiamata dai carabinieri e torna nella pasticceria di via Oderisi da Gubbio. \u201cEro ancora ingessata e dentro questa pasticceria trovai Mario Brega, l\u2019attore &#8211; ricorda -. Un omone, era gigantesco. Quando ci fu l\u2019incidente molta gente scese in strada. Lui abitava sopra la pasticceria, vide tutto. Il titolare gli domand\u00f2: \u2018Mario, ma sai chi \u00e8 questa ragazza? E\u2019 quella che hanno investito\u2019. Lui si gir\u00f2, mi guard\u00f2, mi tir\u00f2 a s\u00e9, e cominci\u00f2 a piangere. Mi disse: \u2018Ti avevano coperta con il lenzuolo bianco ma avevo visto che ti eri mossa dalla finestra, che eri viva. Piangeva neanche fossi la figlia\u201d. \u00a0Stefania non \u00e8 d\u2019accordo con chi dice oggi che \u00e8 inutile punire i quattro minori di Milano perch\u00e9 la soluzione \u00e8 la scuola: \u201cSono madre. La scuola deve fare la sua parte ma l&#039;educazione inizia a casa &#8211; rimarca -. Se non ci sono regole, i ragazzi crescono senza senso del limite. E quando si mettono alla guida, il limite lo scoprono ai danni di qualcun altro. Credo piuttosto che qualcuno dovrebbe assicurarsi che questi bambini vadano a scuola, perch\u00e9 alle spalle non c&#039;\u00e8 nessuno che si preoccupa e si prende la briga di andare a controllare quanti bambini in un campo rom vanno a scuola&quot;.\u00a0Quando le chiediamo cosa direbbe ai figli della 71enne investita a Milano, si ferma un attimo. &quot;Mi \u00e8 venuta la pelle d\u2019oca &#8211; confessa -. La penso esattamente come loro: non \u00e8 una disgrazia, \u00e8 un omicidio. Purtroppo, nessuno restituir\u00e0 loro la mamma e, difficilmente, avranno giustizia. \u00c8 qualcosa con cui dovranno convivere, e che lascer\u00e0 sempre un senso di insoddisfazione. Perch\u00e9 finir\u00e0 come tante altre storie che leggiamo ogni giorno: la persona che amavi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, e tutto si riduce al fatto di essersi trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma qui non si pu\u00f2 parlare di disgrazia: \u00e8 stata la disattenzione o l\u2019irresponsabilit\u00e0, di un gruppo di adulti che ha permesso a dei ragazzini di guidare un\u2019auto\u201d. Stefania sa cosa significhi sentirsi dire parole che feriscono. \u201cLe parole della madre di uno dei quattro minorenni mi hanno lasciata sconcertata. A volte basta un gesto o un\u2019ammissione di colpa per aiutare chi soffre. Non rid\u00e0 indietro la vita di una persona, ma fa la differenza. Per questo capisco la rabbia dei figli della signora\u201d.\u00a0<br \/>\nPoi il ricordo torna al padre. \u201cNon ne abbiamo mai parlato in famiglia, ma anni dopo ho scoperto che lui considerava il mio incidente il pi\u00f9 grande shock della sua vita. Lo disse durante un test medico, quando gli diagnosticarono una malattia neurodegenerativa. Quel giorno fu il primo a sapere dell\u2019incidente: un mio amico, che aveva trovato per terra il mio foulard e il mio orologio, li port\u00f2 da lui. Era pallido come un lenzuolo, sotto shock. Mio padre pens\u00f2 persino che volesse rapinarlo. Solo dopo cap\u00ec e dovette affrontare quella scena. Non credo, conoscendolo, che avrebbe mai ridotto tutto a una \u2018disgrazia\u2019\u201d. Stefania ne \u00e8 convinta: quello che stanno vivendo quei figli non si pu\u00f2 capire fino in fondo se non ci passi attraverso. \u201cDa fuori, si pu\u00f2 intuire, ma solo vivendolo lo comprendi davvero. Per questo ribadisco: non \u00e8 una disgrazia. \u00c8 un omicidio. Qualcuno dovrebbe prendersi la responsabilit\u00e0 di quanto accaduto\u201d. (di Federica Mochi)\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Travolta a 21 anni da un\u2019auto rubata, guidata da due rom minorenni. Nella tragedia di Milano, dove la signora Cecilia De Astis, 71enne in pensione, travolta e uccisa luned\u00ec da un\u2019auto rubata, con a bordo quattro ragazzini tra gli 11 e i 13 anni, oggi rivive il suo stesso incubo: &quot;Stessa dinamica. 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