{"id":22598,"date":"2025-08-07T14:10:00","date_gmt":"2025-08-07T14:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/sara-campanella-dopo-lomicidio-la-beffa-risarcimento-per-il-killer-suicida-e-non-per-i-familiari-della-vittima\/"},"modified":"2025-08-07T14:10:00","modified_gmt":"2025-08-07T14:10:00","slug":"sara-campanella-dopo-lomicidio-la-beffa-risarcimento-per-il-killer-suicida-e-non-per-i-familiari-della-vittima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/sara-campanella-dopo-lomicidio-la-beffa-risarcimento-per-il-killer-suicida-e-non-per-i-familiari-della-vittima\/","title":{"rendered":"Sara Campanella, dopo l&#8217;omicidio la beffa: risarcimento per il killer suicida e non per i familiari della vittima"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La mattina del 6 agosto 2025, nel carcere di Gazzi a Messina, le guardie trovano il corpo senza vita di Stefano Argentino, 27 anni, impiccato con un lenzuolo alle grate della finestra. Argentino era accusato di aver sgozzato in pieno centro la collega universitaria Sara Campanella, 22 anni, dopo mesi di stalking: lei lo aveva allontanato pi\u00f9 volte e la sera dell\u2019omicidio aveva scritto alle amiche \u201cil malato mi segue\u201d. Il delitto era avvenuto davanti a molti testimoni e lei era riuscita anche a registrare con il telefono gli ultimi momenti della sua vita.\u00a0Dal giorno dell\u2019arresto Argentino, reo confesso, era ritenuto a rischio suicidio: digiuno prolungato, depressione, colloqui con gli psicologi. Era stato posto in \u201cgrande sorveglianza\u201d, un protocollo che prevede controllo a vista e cella singola senza oggetti pericolosi. Negli ultimi colloqui sembrava pi\u00f9 stabile; per questo, due settimane fa, la direzione ha revocato le misure di prevenzione, riassegnandolo a una cella comune. \u00c8 in questo contesto, meno controllato, che il giovane riesce a farla finita.\u00a0&quot;\u00c8 il triste, drammatico, epilogo di una storia di cui si supponeva gia il finale. Sara \u00e8 stata uccisa, Stefano si \u00e8 tolto la vita e l\u2019unica responsabilit\u00e0 \u00e8 da attribuire allo Stato&quot;, ha detto ieri all&#039;Adnkronos l&#039;avvocato Giuseppe Cultrera, legale di Stefano Argentino. &quot;Avevo chiesto una perizia psichiatrica perch\u00e9 avevo compreso Stefano e i suoi problemi e il gip me l\u2019ha negata &#8211; prosegue il legale &#8211; Avrebbe potuto salvare almeno una delle due vite, invece lo Stato dovr\u00e0 sentirsi responsabile del misfatto\u201d. Il problema, come ha spiegato il sindacato di polizia penitenziaria Spp, \u00e8 che in Italia mancano migliaia di guardie carcerarie e non \u00e8 affatto facile mantenere un detenuto in sorveglianza speciale mentre a malapena si riesce a gestire l&#039;ordinario.\u00a0Il 10 settembre sarebbe dovuta iniziare la prima udienza davanti alla Corte d\u2019assise. Con la morte dell\u2019imputato, il reato di omicidio si estingue (\u201cmors rei\u201d), il procedimento penale si chiude e le parti civili perdono ogni spazio processuale. \u00a0Questo apre un cortocircuito etico: ora c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 che la famiglia del suicida ottenga un risarcimento dallo Stato per omessa vigilanza, mentre la famiglia di Sara Campanella non avr\u00e0 mai nessun indennizzo n\u00e9 da lui n\u00e9 dai suoi genitori. Al massimo potr\u00e0 accedere al fondo pubblico per le vittime di reati intenzionali violenti. \u00a0L\u2019Adnkronos ha contattato l\u2019avvocato e direttore di \u201cGiurisprudenza Penale\u201d Guido Stampanoni Bassi, per capire cosa pu\u00f2 succedere ora: \u201cLa famiglia del detenuto suicida pu\u00f2 ottenere un risarcimento dallo Stato, indipendentemente dal reato compiuto o se era stato accertato o meno. L\u2019art. 2 della Convenzione europea sui diritti dell\u2019uomo impone allo Stato di proteggere la vita di chi \u00e8 sotto la sua custodia; la mancata prevenzione di un suicidio configura responsabilit\u00e0 civile (e talvolta penale) dell\u2019amministrazione penitenziaria&quot;. \u00a0\u201cIl caso ricorda la sentenza &#039;Citraro e Molino c. Italia&#039; della Corte di Strasburgo\u201d, prosegue l\u2019avvocato Stampanoni Bassi: \u201cAntonio Citraro si era impiccato nel 2001 nello stesso carcere, il Gazzi di Messina. Dopo ben 19 anni e molti procedimenti, nel 2020, i genitori ottennero 32.900 euro perch\u00e9 lo Stato, pur conoscendo il rischio, non aveva impedito il gesto&quot;.\u00a0Il nostro ordinamento prevede un risarcimento civile, a carico del responsabile, a favore dei coniugi, genitori o figli delle vittime di omicidio, che viene liquidato durante il processo penale. Ma cosa pu\u00f2 fare ora la famiglia di Sara Campanella? \u201cIn teoria potrebbe citare in giudizio (civile) i familiari di Stefano Argentino, ma attenzione: se non dovessero accettare l\u2019eredit\u00e0 del defunto, questa strada si chiude immediatamente\u201d. \u00a0Dunque l\u2019unica via resterebbe il fondo pubblico per le vittime di reati intenzionali violenti, istituito nel 1999 e riformato varie volte per includere via via nuove categorie, dai morti di mafia agli orfani di femminicidio. \u201cSi tratta di un indennizzo da 50mila euro, una cifra simbolica rispetto al valore di una vita umana, che si riceve al termine di un procedimento piuttosto complesso\u201d, spiega Stampanoni Bassi. La cifra \u00e8 simbolica rispetto a quanto viene normalmente liquidato in questi casi. Per fare un esempio tornato di recente al centro della cronaca: Alberto Stasi in questi 16 anni ha dovuto versare oltre 850mila euro alla famiglia di Chiara Poggi, indebitandosi e lavorando in carcere. Filippo Turetta dovr\u00e0 versare 500 mila euro a Gino Cecchettin, 100 mila euro ciascuno ai due fratelli di Giulia e anche 30 mila euro alla nonna e allo zio. La famiglia di Fabiana Luzzi, uccisa a 16 anni a Corigliano dall&#039;ex fidanzato Davide Morrone, all&#039;epoca minorenne, ricever\u00e0 1,3 milioni di euro che dovranno essere versati dall&#039;omicida in solido con i suoi genitori.\u00a0E cos\u00ec potrebbe verificarsi il paradosso per cui la famiglia della vittima avr\u00e0 al massimo una somma simbolica, mentre quella dell\u2019omicida reo confesso potrebbe ricevere molto di pi\u00f9, a spese dei contribuenti. (di Giorgio Rutelli)\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La mattina del 6 agosto 2025, nel carcere di Gazzi a Messina, le guardie trovano il corpo senza vita di Stefano Argentino, 27 anni, impiccato con un lenzuolo alle grate della finestra. 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