{"id":22458,"date":"2025-07-31T16:18:00","date_gmt":"2025-07-31T16:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=22458"},"modified":"2025-07-31T16:18:00","modified_gmt":"2025-07-31T16:18:00","slug":"suicidio-assistito-negato-per-tre-volte-in-italia-martina-oppelli-e-morta-in-svizzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/suicidio-assistito-negato-per-tre-volte-in-italia-martina-oppelli-e-morta-in-svizzera\/","title":{"rendered":"Suicidio assistito negato per tre volte in Italia, Martina Oppelli \u00e8 morta in Svizzera"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Martina Oppelli, 50enne triestina, affetta da sclerosi multipla da oltre 20 anni, \u00e8 morta questa mattina in Svizzera, dove ha avuto accesso al suicidio medicalmente assistito. Lo rende noto l&#039;Associazione Luca Coscioni spiegando che \u00e8 stata accompagnata da Claudio Stellari e Matteo D\u2019Angelo, iscritti a Soccorso civile, l\u2019associazione che fornisce assistenza alle persone che hanno deciso di porre fine alle proprie sofferenze all\u2019estero, e di cui \u00e8 rappresentante legale Marco Cappato. Insieme a loro, hanno fornito aiuto logistico ed economico altre 31 persone, i cui nomi saranno resi pubblici.\u00a0&quot;Lo scorso 4 giugno &#8211; ricorda l&#039;Associazione Luca Coscioni &#8211; Oppelli aveva ricevuto il terzo diniego da parte della azienda sanitaria Asugi in merito alla verifica delle condizioni per accedere al suicidio medicalmente assistito: secondo l\u2019azienda sanitaria non era sottoposta ad alcun trattamento di sostegno vitale, nonostante la completa dipendenza dall\u2019assistenza continuativa dei caregivers e da presidi medici (farmaci, catetere e macchina della tosse)&quot;.\u00a0&quot;Per questo motivo lo scorso 19 giugno \u2013 assistita dal team legale coordinato da Filomena Gallo, avvocata e segretaria nazionale dell\u2019Associazione Luca Coscioni \u2013 Oppelli ha presentato un\u2019opposizione al diniego, accompagnata da una diffida e messa in mora nei confronti dell\u2019azienda sanitaria &#8211; continua l&#039;Associazione -. A seguito della diffida, \u00e8 stata avviata una nuova procedura di valutazione da parte della commissione medica, ma Martina Oppelli ha deciso di andare in Svizzera per accedere all\u2019aiuto alla morte volontaria perch\u00e9 era impossibile per lei attendere altro tempo per una risposta: le sofferenze non erano in alcun modo tollerabili&quot;. \u00a0Prima della procedura, Martina Oppelli ha inviato un ultimo videomessaggio dalla Svizzera. Ecco il testo integrale:\u00a0&quot;Gentili parlamentari e concittadini tutti, non so se vi ricordate di me, sono Martina Oppelli. Pi\u00f9 di un anno fa feci un appello a tutti voi affinch\u00e9 venisse promulgata e approvata una legge, una legge sensata che regoli il fine vita, che porti a un fine vita dignitoso tutte le persone, malate, anziane, ma non importa, prima o poi tutti noi dobbiamo misurarci con la fine della nostra vita terrena. S\u00ec, questo appello \u00e8 finito nel vuoto.\u00a0\u00a0Io all\u2019epoca, ormai due anni fa, mi appellai alla sentenza Cappato per poter accedere al cosiddetto suicidio assistito presso l\u2019azienda sanitaria della mia Regione. Per ben tre volte mi \u00e8 stato negato, bench\u00e9 io ne avessi il diritto, ma chiss\u00e0, forse non abbastanza, forse non lo so perch\u00e9, io non ho tempo per aspettare un quarto diniego, ma anche se fosse un assenso io ero allo stremo delle mie forze. Sono in Svizzera, s\u00ec, forse una fuga direte voi, no, no, no, \u00e8 un ultimo viaggio.\u00a0Ho pensato che forse avrei dato meno fastidio, meno problemi, fuggendo all\u2019estero, com\u2019\u00e8 la cosiddetta fuga di cervelli all\u2019estero, ma non importa, sono qui e voglio restare qui e morire dignitosamente qui in Svizzera. Ma perch\u00e9, perch\u00e9 dobbiamo andare all\u2019estero, perch\u00e9 dobbiamo pagare, anche affrontare dei viaggi assurdi? Io ho fatto un viaggio lunghissimo, dopo che non uscivo da casa da pi\u00f9 di un mese e non lasciavo la mia citt\u00e0 da oltre undici anni, \u00e8 stato veramente uno sforzo titanico, ma l\u2019ho fatto per avere una fine dignitosa alla mia sofferenza, per piacere. Io non voglio che questo iter si ripeta per altre persone, non potete rimandarci sempre a settembre, ogni anno a settembre, perch\u00e9 ci sono urgenze pi\u00f9 grandi.\u00a0Sappiate che sono pienamente consapevole che esistono tragedie enormi, genocidi, terremoti, alluvioni e che magari la misera vita di una singola persona e la sua sofferenza appaiono troppo piccole in confronto a una guerra, ma il macrocosmo \u00e8 fatto da infiniti microcosmi, gi\u00e0, e ogni microcosmo ha un proprio dolore e ogni dolore \u00e8 assoluto nel momento in cui viene vissuto e va rispettato. Quindi, per piacere, ascoltate anche noi, non accomunate immagini di guerre, battaglie, terremoti anche alla mia immagine o all\u2019immagine di altri malati, come se fossi quasi offensivo, s\u00ec, \u00e8 offensivo pensare di sperare, di porre fine alle proprie sofferenze, quando altre persone fanno di tutto per vivere. Anche noi abbiamo fatto di tutto per vivere, credetemi.\u00a0Io sono 30 anni che mi arrampico sugli specchi pur di conservare questo sorriso che si sta lentamente spegnendo, rispettate ognuno di noi. Simone Weil, grande filosofa francese, scriveva \u201cognuno ha il proprio olocausto privato.\u201d Cos\u00ec, il fine vita tocca a tutti prima o poi, pu\u00f2 accadere a 120 anni, pu\u00f2 accadere a 50, pu\u00f2 accadere prima, ogni scelta va rispettata.\u00a0<br \/>\nFate una legge che abbia un senso, una legge che tenga conto di ogni dolore possibile, che ci siano dei limiti, certo, delle verifiche, ma non potete fare attendere due, tre anni prima di prendere una decisione. In questi ultimi due anni il mio corpo si \u00e8 disgregato, io non ho pi\u00f9 forza, ma non ho pi\u00f9 forza nemmeno di respirare delle volte, perfino i comandi vocali non mi capiscono pi\u00f9. Ecco, io ho anche il catetere vescicale, ho un tubo di scappamento come una macchina al quale non sarei mai voluta arrivare, perch\u00e9 io non sono una macchina, sono un essere umano, io non funziono, io vivo e voglio vivere dignitosamente fino alla fine, o desideravo. Adesso desidero morire dignitosamente, per piacere.\u00a0Fate una legge sensata, cercate di mettervi nei panni di chiunque, di chiunque. Non esiste nessuna guerra utile in questo mondo, ogni battaglia \u00e8 inutile, mettiamo da parte le diatribe politiche, perch\u00e9 non esiste destra o sinistra o centro, siamo tutti esseri umani, tutti, per piacere, per piacere, legiferate, ma legiferate con buon senso. Scusate il disturbo, me ne vado in silenzio, io miro all\u2019oblio, non cercavo la fama, forse cercavo solo di evitare la fame in questi anni, lavorando onestamente, pagando le tasse onestamente, pagando anche i contributi di chi mi assisteva giorno e notte in questo paese onestamente. Perch\u00e9 sono dovuta venire qui all\u2019estero? Perch\u00e9 non ce la facevo pi\u00f9 ad aspettare, non ce la facevo pi\u00f9. Per piacere fate una legge che abbia un senso e che non discrimini nessuna situazione plausibile. Scusate il disturbo&quot;, conclude il videomessaggio.\u00a0\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Martina Oppelli, 50enne triestina, affetta da sclerosi multipla da oltre 20 anni, \u00e8 morta questa mattina in Svizzera, dove ha avuto accesso al suicidio medicalmente assistito. 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