{"id":22403,"date":"2025-07-29T14:08:00","date_gmt":"2025-07-29T14:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/malattie-rare-recupera-vista-primo-paziente-curato-con-nuova-terapia-genica\/"},"modified":"2025-07-29T14:08:00","modified_gmt":"2025-07-29T14:08:00","slug":"malattie-rare-recupera-vista-primo-paziente-curato-con-nuova-terapia-genica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/malattie-rare-recupera-vista-primo-paziente-curato-con-nuova-terapia-genica\/","title":{"rendered":"Malattie rare, recupera vista primo paziente curato con nuova terapia genica"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Torna a vedere il primo paziente al mondo trattato con una nuova terapia genica &#039;a doppio vettore&#039; per una rara malattia genetica che colpisce anche la retina, la sindrome di Usher di tipo 1B. L&#039;interveno innovativo \u00e8 stato realizzato presso la Clinica oculistica dell&#039;universit\u00e0 degli Studi della Campania &#039;Luigi Vanvitelli&#039;. &quot;Ho accettato di essere il primo paziente non solo per me, ma per tutti quelli che vivono le mie stesse difficolt\u00e0. Prima della terapia genica tutto era confuso, indistinto. Ora riesco a uscire la sera da solo, riconosco i colleghi, le forme degli oggetti, leggo i sottotitoli in Tv anche da lontano, vedo le corsie del magazzino dove lavoro senza inciampare. Non \u00e8 solo vedere meglio: \u00e8 iniziare a vivere&quot;, ha detto il 38enne italiano, operato a luglio scorso, che a distanza di 1 anno non \u00e8 pi\u00f9 ipovedente. \u00a0Aveva una vista inferiore a 1 decimo e vedeva come dal buco di una serratura, mentre ora riesce a percepire anche i contorni del campo visivo. Un risultato dovuto a una terapia genica messa a punto dall&#039;Istituto Telethon di genetica e medicina di Pozzuoli (Tigem), che \u00e8 stata impiegata anche su altri 7 pazienti italiani, trattati anch&#039;essi nel centro partenopeo, tra ottobre 2024 e aprile 2025. I dati preliminari di questi 7 casi confermano tollerabilit\u00e0 e sicurezza dell&#039;approccio; a loro si stanno per aggiungere ulteriori 7 pazienti che saranno operati a breve. \u00a0&quot;L&#039;intervento di terapia genica non \u00e8, in s\u00e9, particolarmente complesso&quot;,  spiega Francesca Simonelli, ordinaria di Oftalmologia, direttrice della Clinica oculistica e responsabile del Centro di terapie avanzate oculari dell&#039;universit\u00e0 Vanvitelli. &quot;Si svolge in anestesia generale &#8211; descrive &#8211; e prevede l&#039;iniezione, nello spazio al di sotto della retina, di 2 vettori virali distinti che trasportano ciascuno met\u00e0 dell&#039;informazione genetica necessaria per produrre la proteina che manca nei pazienti. Il recupero dall&#039;intervento \u00e8 rapido e l&#039;effetto sull&#039;acuit\u00e0 visiva \u00e8 visibile gi\u00e0 dopo pochi giorni: a 2 settimane di distanza, per esempio, il primo paziente trattato mostrava gi\u00e0 un miglioramento della capacit\u00e0 visiva e a 1 mese era in grado di vedere meglio anche in condizioni di scarsa luminosit\u00e0. A oggi, di fatto, gli \u00e8 stata restituita la vista&quot;. Il primo paziente \u00e8 stato trattato con la dose pi\u00f9 bassa prevista nello studio internazionale di fase I\/II Luce-1, sponsorizzato da AAVantgarde Bio, azienda biotecnologica nata nel 2021 come spin-off dell&#039;Istituto della Fondazione Telethon. \u00a0Lo studio coinvolge, oltre all&#039;universit\u00e0 campana, il Moorsfield Eye Hospital e la The Retina Clinic di Londra. La clinica partenopea a oggi \u00e8 l&#039;unica al mondo ad avere iniziato i trattamenti, intervenendo anche su altri 7 pazienti con sindrome di Usher di tipo 1B che sono stati trattati per met\u00e0 con la dose pi\u00f9 bassa di terapia genica e per met\u00e0 con una dose intermedia. A breve saranno coinvolti nella sperimentazione altri 7 pazienti, nei quali sar\u00e0 testato anche un terzo dosaggio pi\u00f9 elevato. &quot;I dati preliminari raccolti sugli altri 7 pazienti trattati finora &#8211; riferisce Simonelli &#8211; confermano la sicurezza e tollerabilit\u00e0 della terapia genica. Non si sono registrati eventi avversi seri a nessuna delle 2 dosi testate e l&#039;infiammazione oculare osservata in alcuni pazienti \u00e8 poco frequente, limitata e si risolve con una terapia a base di corticosteroidi&quot;. \u00a0&quot;Questi risultati molto incoraggianti &#8211; continua &#8211; costituiscono una speranza per tanti pazienti con malattie retiniche ereditarie. Il nuovo metodo, frutto della ricerca italiana, potr\u00e0 aiutare a recuperare o preservare la funzione visiva di chi soffre della sindrome di Usher di tipo 1B, ma anche di pazienti con altre patologie ereditarie dell&#039;occhio che dipendono da difetti in geni che finora non potevano essere trasferiti attraverso le procedure standard di terapia genica&quot;. Il trattamento &quot;\u00e8 frutto di oltre 10 anni di ricerca condotta al Tigem grazie al costante supporto della Fondazione Telethon&quot;, commenta Alberto Auricchio, direttore del Tigem e della ricerca di AAVantgarde Bio, oltre che professore ordinario di Genetica medica all&#039;universit\u00e0 Federico II di Napoli.\u00a0&quot;La sindrome di Usher rappresenta una delle sfide pi\u00f9 complesse della medicina moderna. Il trattamento sperimentale di terapia genica a doppio vettore rappresenta una pietra miliare nel campo delle malattie genetiche rare&quot;, commenta Maria Rosaria Campitiello, capo Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute. &quot;Come ministero della Salute sosteniamo con determinazione la ricerca. In ambito oculistico abbiamo finanziato un progetto dedicato al glioma del nervo ottico e con le risorse del Pnrr abbiamo sostenuto altri 11 progetti. Il nostro impegno per\u00f2 \u00e8 sistemico: con oltre 524 milioni di euro destinati alla ricerca sanitaria attraverso il Pnrr stiamo promuovendo innovazione, equit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 su tutto il territorio nazionale. Questo \u00e8 il nostro compito: trasformare ogni scoperta in cura, ogni dato in azione, ogni visione in realt\u00e0&quot;, conclude Campitiello. \u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Torna a vedere il primo paziente al mondo trattato con una nuova terapia genica &#039;a doppio vettore&#039; per una rara malattia genetica che colpisce anche la retina, la sindrome di Usher di tipo 1B. 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