{"id":22375,"date":"2025-07-28T12:36:17","date_gmt":"2025-07-28T12:36:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/gasbarrini-cattolica-ancora-300mila-con-virus-hcv-che-si-puo-eradicare\/"},"modified":"2025-07-28T12:36:17","modified_gmt":"2025-07-28T12:36:17","slug":"gasbarrini-cattolica-ancora-300mila-con-virus-hcv-che-si-puo-eradicare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/gasbarrini-cattolica-ancora-300mila-con-virus-hcv-che-si-puo-eradicare\/","title":{"rendered":"Gasbarrini (Cattolica): &#8220;Ancora 300mila con virus Hcv che si pu\u00f2 eradicare&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;L&#039;epatite B e l&#039;epatite C sono ancora una realt\u00e0 ben presente nel nostro Paese. Si tratta di due malattie diverse: per l&#039;epatite B esiste una vaccinazione efficace, che rappresenta uno dei pi\u00f9 grandi successi della sanit\u00e0 pubblica italiana. Per l&#039;epatite C, invece, non abbiamo un vaccino, ma la disponibilit\u00e0 di farmaci antivirali ha consentito l&#039;eradicazione del virus in oltre 500mila persone. Tuttavia, la battaglia non \u00e8 ancora vinta. Si stima che nel nostro Paese ci siano ancora almeno 300mila persone positive al virus dell&#039;epatite C, spesso inconsapevoli&quot;. Lo ha detto Antonio Gasbarrini, professore di Medicina interna dell&#039;Universit\u00e0 Cattolica e direttore scientifico della Fondazione Policlinico universitario Gemelli Irccs di Roma, all&#039;Adnkronos Salute in occasione della Giornata mondiale delle epatiti del 28 luglio.\u00a0&quot;Fino all&#039;inizio degli anni &#039;90 &#8211; spiega lo specialista &#8211; l&#039;epatite C era sconosciuta, poich\u00e9 mancavano i test per diagnosticarla. Quando sono diventati disponibili, si \u00e8 scoperto che in Italia c&#039;era una prevalenza altissima, dal 2,5% al 4%, legata a pratiche sanitarie non sicure negli anni &#039;70-&#039;80. Oggi abbiamo ridotto enormemente questi numeri, ma esiste ancora un &#039;esercito invisibile&#039; di malati: persone con transaminasi alterate o senza sintomi, che non vengono diagnosticate perch\u00e9 non c&#039;\u00e8 abbastanza attenzione al problema&quot;.\u00a0&quot;L&#039;Italia ha messo in campo una campagna di screening mirata alla popolazione nata tra il 1969 e il 1989, poich\u00e9 in quella fascia di et\u00e0 l&#039;intervento \u00e8 risultato costo-efficace. Tuttavia &#8211; osserva l&#039;esperto &#8211; questa strategia ha dei limiti: l&#039;infezione \u00e8 presente anche in persone nate prima del 1968, e si sta diffondendo anche tra i giovani, complici l&#039;uso di droghe, pratiche a rischio e la falsa percezione che le malattie sessualmente trasmesse non esistano pi\u00f9&quot;. Per questo &quot;dobbiamo intensificare lo screening proattivo, andando a cercare i pazienti sommersi&quot;, avverte Gasbarrini. &quot;Le Regioni italiane si sono mosse in maniera disomogenea &#8211; riflette &#8211; ma \u00e8 fondamentale cercare i soggetti a rischio: detenuti, tossicodipendenti, persone che hanno subito trasfusioni prima degli anni &#039;90, o che hanno subito interventi o tatuaggi in contesti non controllati. Inoltre &#8211; aggiunge &#8211; dobbiamo essere attenti nei casi di transaminasi elevate, che non sempre sono dovute a steatosi o abuso di alcol: spesso dietro c&#039;\u00e8 un&#039;epatite C misconosciuta&quot;.\u00a0L&#039;epatite C si cura molto bene. &quot;Gli antivirali ad azione diretta hanno un&#039;efficacia superiore al 95%, con poche settimane di terapia orale, ben tollerata e con minimi effetti collaterali &#8211; sintetizza Gasbarrini &#8211; Nessun antibiotico ha una potenza paragonabile a questi farmaci. Tuttavia, dobbiamo ricordare che l&#039;eradicazione non conferisce immunit\u00e0: chi guarisce pu\u00f2 reinfettarsi se mantiene comportamenti a rischio. Ecco perch\u00e9 la prevenzione resta fondamentale&quot;.\u00a0Il rischio pi\u00f9 grande oggi \u00e8 abbassare la guardia. &quot;Se non intensifichiamo lo screening e l&#039;identificazione precoce &#8211; rimarca lo specialista &#8211; rischiamo di vedere una riemersione dell&#039;epatite C in Italia. L&#039;epatite C resta una delle prime cause di epatite fibrosi e cirrosi e delle complicanze della cirrosi: dallo scompenso ascitico all&#039;emorragia digestiva, all&#039;encefalopatia porto-sistemica, all&#039;insufficienza epatica e, soprattutto, al tumore del fegato. L&#039;epatocarcinoma &#8211; aggiunge &#8211; \u00e8 ancora oggi un big killer nel nostro Paese e spesso rappresenta la conseguenza di un&#039;epatite C non trattata. Ridurre i casi di epatite C significa anche ridurre i trapianti di fegato, liberando organi per altre patologie&quot;. Non abbiamo ancora &quot;un vaccino per l&#039;epatite C e non possiamo aspettare &#8211; incalza Gasbarrini &#8211; Dobbiamo agire con gli strumenti che abbiamo: test, screening, trattamenti. E dobbiamo educare i cittadini e i professionisti sanitari a riconoscere i segnali dell&#039;infezione. Anche in un&#039;epoca in cui crescono obesit\u00e0, infiammazione cronica e patologie metaboliche come la Mafld&quot;, una malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica, precedentemente nota come Nafld, &quot;non dobbiamo dimenticare che dietro a un aumento delle transaminasi pu\u00f2 celarsi l&#039;epatite C&quot;. \u00a0Questa malattia &quot;esiste ancora. Ma oggi possiamo curarla e possiamo prevenirla, se non abbassiamo l&#039;attenzione &#8211; prosegue l&#039;esperto &#8211; Viviamo in un Paese che ha investito nella salute pubblica, ha messo a disposizione dei cittadini terapie di altissima qualit\u00e0, e si \u00e8 dimostrato che le campagne di screening per l&#039;epatite C sono costo-efficaci cio\u00e8 vale la pena investire per diagnosticare la malattia perch\u00e9 l&#039;eradicazione porta a una netta riduzione delle complicanze e dei costi&quot;. Si tratta per\u00f2 di identificare le persone che non sanno di essere infette, ma che hanno comportamenti a rischio, e lavorare sulla prevenzione, eliminando i fattori di trasmissione perch\u00e9, &quot;se non vengono identificate e curate, svilupperanno nella grande maggioranza dei casi, epatite fibrosi cirrosi e le complicanze&quot;, mentre abbiamo terapie in grado di eradicare il virus.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;L&#039;epatite B e l&#039;epatite C sono ancora una realt\u00e0 ben presente nel nostro Paese. Si tratta di due malattie diverse: per l&#039;epatite B esiste una vaccinazione efficace, che rappresenta uno dei pi\u00f9 grandi successi della sanit\u00e0 pubblica italiana. 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