{"id":21158,"date":"2025-07-02T20:39:00","date_gmt":"2025-07-02T20:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/caso-garlasco-consulenza-poggi-impronta-33-inutilizzabile-non-e-nitida-le-foto-esclusive\/"},"modified":"2025-07-02T20:39:00","modified_gmt":"2025-07-02T20:39:00","slug":"caso-garlasco-consulenza-poggi-impronta-33-inutilizzabile-non-e-nitida-le-foto-esclusive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/caso-garlasco-consulenza-poggi-impronta-33-inutilizzabile-non-e-nitida-le-foto-esclusive\/","title":{"rendered":"Caso Garlasco, consulenza Poggi: &#8220;Impronta 33 inutilizzabile, non \u00e8 nitida&#8221;. Le foto esclusive"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L\u2019impronta 33 non \u00e8 di Andrea Sempio e \u201cnon \u00e8 utile per i confronti dattiloscopici\u201d (FOTO). La traccia \u00e8 stata prodotta da un palmo \u201cin movimento, sudato, magari sporco, ma non insanguinato\u201d ed \u00e8 stata lasciata a una distanza dalla porta a libro di 114 centimetri e a un\u2019altezza dal secondo gradino (tra i 135 e i 156 centimetri) \u201cfacilmente raggiungibile per chiunque impegnasse la scala, curva, ripida, priva di corrimano ma soprattutto di appoggio a sinistra nel primo tratto\u201d che si apre quasi sul vuoto. Sono le conclusioni della consulenza tecnica del dattiloscopista Calogero Biondi e del criminalista Dario Redaelli, consulenti della famiglia di Chiara Poggi uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007.\u00a0La relazione, in possesso dell\u2019Adnkronos, contrasta con i risultati degli esperti (Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli) incaricati dalla Procura di Pavia. Per loro l\u2019impronta della mano destra lasciata sulla parete delle scale, poco distante da dove \u00e8 stato trovato il corpo senza vita della ventiseienne, \u00e8 di Sempio, indagato per l\u2019omicidio in concorso (con ignoti o Alberto Stasi condannato in via definitiva a 16 anni di carcere). Una diversit\u00e0 di opinioni che, salvo mosse della difesa di Sempio che pu\u00f2 direttamente rivolgersi al giudice per le indagini preliminari, non verr\u00e0 risolta nell\u2019incidente probatorio: la Procura ha respinto la richiesta formulata dalla parte offesa e cos\u00ec sull\u2019impronta diventata centrale nell\u2019attuale indagine si prospetta un acceso scontro tra esperti.   \u00a0Nel parere di 22 pagine, i consulenti dei Poggi criticano il metodo usato dai \u2018colleghi\u2019 &#8211; ossia l\u2019essere partiti dall\u2019impronta del sospettato e non dal reperto &#8211; e sottolineano come \u201cnel frammento in esame non c&#039;\u00e8 sufficiente nitidezza, non c&#039;\u00e8 distinzione tra cresta papillare e solco. Tra le 15 minuzie segnate solo 7\/8 hanno caratteristiche qualitative appena sufficienti per essere confrontabili\u201d si legge. Inoltre, \u201cnella parte alta della traccia 33 \u00e8 presente una minuzia non evidenziata dai consulenti tecnici (della procura, ndr) e non presente sulla palmare assunta all&#039;indagato\u201d. Per Redaelli e Biondi \u201cle corrispondenze appena visibili si fermano a 7, non c&#039;\u00e8 niente di nitido, qualcosa \u00e8 stato segnato dove non \u00e8 presente la minuzia o in una posizione non corrispondente\u201d.\u00a0E ancora: \u201cL&#039;errore pi\u00f9 grave &#8211; scrivono Biondi e Redaelli nella consulenza &#8211; \u00e8 considerare minuzie i punti 6-7-8-9 appena visibili sul frammento e dovuti ad una pieghetta cutanea sul palmo del Sempio. Se avessero considerato minuzie tutte quelle dovute a pieghe presenti sulla palmare assunta con l&#039;inchiostro, non essendo presenti sul frammento evidenziato con la ninidrina, avrebbero dovuto dire che il frammento non \u00e8 stato lasciato da Sempio\u201d. In conclusione, \u201cil frammento d&#039;impronta numero 33 non \u00e8 utile per i confronti dattiloscopici, la dimostrazione prodotta non supera questo giudizio e pertanto giuridicamente non pu\u00f2 essere attribuito\u201d. \u00a0L\u2019impronta 33, rilevata dal Ris di Parma subito dopo il delitto di quasi 18 anni fa, \u00e8 una delle 12 tracce trovate sulle scale (una attribuita al fratello della vittima e un\u2019altra a un carabiniere) su cui furono subito eseguiti i rilievi dattiloscopici. Quella impronta come altre 10 delle 12 trattate con ninidrina (la sostanza che conferisce il colore rossastro, ndr) gi\u00e0 allora non fu ritenuta utile per i confronti e l\u2019intonato grattato dalla parete in corrispondenza di quel palmo destro sottoposto a Obti test diede invece esito negativo, escludendo quindi la presenza di sangue. L\u2019esame delle fotografie dell\u2019epoca &#8211; prima che fosse utilizzato lo spray a base di ninidrina &#8211; \u201csembra non lasciare dubbi circa l\u2019assenza, nel punto di esaltazione dell\u2019impronta 33, di eventuali tracce di origine ematica\u201d. \u00a0Le caratteristiche della traccia prima del trattamento \u201cappaiono quelle di un appoggio veloce\u201d scrivono i consulenti della famiglia di Chiara Poggi. \u201cAppare evidente che la traccia 33 fosse gi\u00e0 presente sulla bianca parete destra della scala ed avesse le caratteristiche di un appoggio, come visto in un punto agevolmente raggiungibile, prodotto da un palmo in movimento, sudato, magari sporco, ma non insanguinato. Inutile sottolineare quanto sarebbe stata pi\u00f9 utile una tamponatura al fine di ricercare tracce genetiche che non il trattamento con ninidrina effettuato dagli operanti\u201d.\u00a0\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L\u2019impronta 33 non \u00e8 di Andrea Sempio e \u201cnon \u00e8 utile per i confronti dattiloscopici\u201d (FOTO). 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