{"id":19805,"date":"2025-06-02T23:35:20","date_gmt":"2025-06-02T23:35:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/justin-timberlake-tra-carisma-e-revival-a-milano-torna-il-re-del-pop\/"},"modified":"2025-06-02T23:35:20","modified_gmt":"2025-06-02T23:35:20","slug":"justin-timberlake-tra-carisma-e-revival-a-milano-torna-il-re-del-pop","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/justin-timberlake-tra-carisma-e-revival-a-milano-torna-il-re-del-pop\/","title":{"rendered":"Justin Timberlake tra carisma e revival, a Milano torna il re del pop"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; C\u2019\u00e8 un nome che mancava da tempo nella stagione dei grandi live italiani: Justin Timberlake. Milano lo accoglie come si fa con i ritorni importanti, quelli che segnano un\u2019epoca. E Timberlake non delude. Il ragazzo d\u2019oro d\u2019America torna a suonare in Italia dopo 18 anni: era dal 2007 che non si esibiva nel nostro Paese (quel concerto fu al forum di Milano). \u00a0Sul palco degli I-Days all\u2019ippodromo Snai San Siro, davanti a 30mila persone, Justin entra in scena per l\u2019unica data italiana del suo tour europeo con la sicurezza di un veterano del pop e con quella sua attitudine innata da intrattenitore a tutto tondo: cantante, ballerino, produttore, frontman.  Il pubblico \u00e8 trasversale e affettuosamente nostalgico: ventenni e trentenni in cerca di un revival adolescenziale. Ma soprattutto ci sono loro, le ex ragazzine nate alla fine degli anni \u201980, cresciute a pane e \u2019N Sync, ora adulte ma ancora capaci di emozionarsi come ai tempi dei poster di Justin attaccati in cameretta.\u00a0Timberlake arriva subito dopo la norvegese Dagny, su un palco con una lunga passerella centrale, accompagnato da 17 elementi, tra ballerini e band. \u201cQuant\u2019\u00e8 che mancavo dall\u2019Italia? Troppo, ma siamo qui stasera. Ai nuovi arrivati benvenuti alla festa e a chi \u00e8 a far rock con me da 30 anni grazie per l\u2019affetto &#8211; dice -. Questo \u00e8 il mio Paese preferito al mondo, sognavo tutto questo. Grazie per aver realizzato il sogno di un ragazzino del Tennessee\u201d.  \u00a0Completo gessato verde, occhiali da sole e sneakers, si affida subito a un brano ormai classico del repertorio: \u2018Mirrors\u2019, che apre le danze richiamando all\u2019istante l\u2019anima pi\u00f9 sentimentale della sua produzione. La setlist alterna brani da club a ballate confessionali, in un\u2019altalena calibrata con precisione. \u2018Cry Me a River\u2019 arriva subito dopo, segno che Timberlake conosce il pubblico e non ha paura di giocare subito le carte forti. \u2018LoveStoned\u2019 e \u2018Like I Love You\u2019, (durante la quale imbraccia la chitarra e aggiunge un intermezzo dei N.E.R.D.), ci riportano alla sua stagione d\u2019oro di met\u00e0 anni Duemila, con arrangiamenti fedeli alle versioni originali ma potenziati dal respiro della band dal vivo.\u00a0Vocalmente, Justin appare in forma: l\u2019estensione c\u2019\u00e8, la timbrica \u00e8 limpida, il falsetto fa ancora centro. E in scena \u00e8 un ballerino provetto che d\u00e0 tutto s\u00e9 stesso: corpo, voce e ritmo. Intrattiene il pubblico con destrezza e fa persino intonare alla folla \u2018tanti auguri a te\u2019 per una fan, Serena, che compie gli anni sotto al palco. In scaletta non mancano tre estratti dall\u2019ultimo album \u2018Everything I Thought It Was\u2019: \u2018No Angels\u2019, \u2018Play\u2019, e \u2018Selfish\u2019. Sono i momenti pi\u00f9 recenti di un set per lo pi\u00f9 ancorato al passato, e sebbene non abbiano lo stesso impatto delle hit storiche, confermano la coerenza del suo percorso sonoro. \u00a0Justin gioca sul sicuro e spara in sequenza \u2018Rock Your Body\u2019, l\u2019hit globale \u2018Can\u2019t Stop The Feeling\u2019, \u2018What Goes Around\u2026Comes Around\u2019 in versione acustica e poi il trittico conclusivo con \u2018Let the Groove Get In\u2019, la hit pop planetaria \u2018SexyBack\u2019, \u2018Until the End of Time\u2019. E\u2019 uno dei momenti pi\u00f9 sentiti, tra coreografie, luci colorate e pubblico entusiasta. Tra le sorprese, dopo \u2018Tko\u2019, spunta una mini-suite dedicata alle sue collaborazioni: \u2018Ayo Technology\u2019 (resa con taglio pi\u00f9 asciutto rispetto all\u2019originale di 50 Cent ) \u2018Chop Me Up\u2019, \u2018Give It to Me\u2019 e persino \u20184 Minutes\u2019 &#8211; omaggi a quella stagione in cui il nome di Timberlake era sinonimo di hit globali e di pop prodotto con l\u2019impronta inconfondibile di Timbaland. Brani che funzionano ancora, soprattutto grazie a un\u2019esecuzione live asciutta ma centrata. \u00a0Il verdetto? A 44 anni, Timberlake, che \u00e8 sulla scena da quando ne aveva 11 e ha lasciato gli \u2018N Sync nel 2002, \u00e8 un professionista impeccabile, uno showman che domina il palco con esperienza e mestiere. La scelta di concentrarsi quasi esclusivamente sul repertorio storico crea un effetto nostalgia palpabile ma resta l\u2019impressione di un artista ancora solido, capace di portare in scena uno show completo, elegante e coinvolgente. Quello di Milano non \u00e8 solo un ritorno: \u00e8 una celebrazione pop a tutto tondo, fatta con mestiere e presenza scenica totale. (di Federica Mochi)\u00a0&#8212;spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; C\u2019\u00e8 un nome che mancava da tempo nella stagione dei grandi live italiani: Justin Timberlake. Milano lo accoglie come si fa con i ritorni importanti, quelli che segnano un\u2019epoca. E Timberlake non delude. 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