{"id":19703,"date":"2025-05-30T19:23:01","date_gmt":"2025-05-30T19:23:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/demenza-diffusa-variante-genetica-raddoppia-il-rischio-negli-uomini\/"},"modified":"2025-05-30T19:23:01","modified_gmt":"2025-05-30T19:23:01","slug":"demenza-diffusa-variante-genetica-raddoppia-il-rischio-negli-uomini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/demenza-diffusa-variante-genetica-raddoppia-il-rischio-negli-uomini\/","title":{"rendered":"Demenza, diffusa variante genetica raddoppia il rischio negli uomini"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Una comune variante genetica (la presenta 1 persona su 36) raddoppia il rischio di demenza negli uomini, ma non nelle donne. Lo ha scoperto un team di scienziati australiani, autori di uno studio, pubblicato su &#039;Neurology&#039;. Un lavoro che, secondo i ricercatori, potrebbe contribuire e migliorare e mirare gli interventi prevenzione, ma che apre diversi interrogativi ai quali rispondere. Il primo: perch\u00e9 nei maschi s\u00ec e nelle femmine no?<br \/>\n\u00a0Gli scienziati sono partiti dai dati dello studio Aspree, un trial in doppio cieco, randomizzato contro placebo, sull&#039;assunzione quotidiana di Aspirina a basso dosaggio &#8211; la cosiddetta &#039;aspirinetta&#039; &#8211; in 19.114 anziani sani di Australia e Usa. Disegnato per valutare i rischi-benefici dell&#039;acido acetilsalicilico a basso dosaggio giornaliero in questa coorte, Aspree ha generato un prezioso database di informazioni sull&#039;invecchiamento che ha supportato un&#039;ampia gamma di altre ricerche. Gli autori hanno usato le informazioni raccolte da Aspree per indagare se le persone con varianti del gene dell&#039;emocromatosi (Hfe), fondamentale per la regolazione dei livelli di ferro nell&#039;organismo, potessero avere un maggior rischio di demenza. \u00a0John Olynyk della Curtin Medical School, co-autore del lavoro, spiega che 1 persona su 3 \u00e8 portatrice di una copia della variante nota come H63D, mentre 1 persona su 36 presenta 2 copie. &quot;Avere una sola copia di questa variante genetica non influisce sulla salute n\u00e9 aumenta il rischio di demenza. Tuttavia, avere 2 copie della variante ha pi\u00f9 che raddoppiato il rischio di demenza negli uomini, ma non nelle donne&quot;, riferisce Olynyk. &quot;Sebbene la variante genetica in s\u00e9 non possa essere modificata &#8211; precisa l&#039;esperto &#8211; i percorsi cerebrali che influenza, portando al danno che causa la demenza, potrebbero potenzialmente essere trattati se ne capissimo di pi\u00f9&quot;. Sono, dunque, necessarie ulteriori ricerche, rimarca Olynyk, ad esempio per indagare perch\u00e9 la variante aumenta il ??rischio di demenza nei maschi e non nelle femmine.\u00a0&quot;Il gene Hfe &#8211; prosegue Olynyk &#8211; viene regolarmente testato nella maggior parte dei Paesi occidentali, inclusa l&#039;Australia, quando si valuta l&#039;emocromatosi, una malattia che provoca un eccessivo assorbimento di ferro da parte dell&#039;organismo. I nostri risultati suggeriscono che forse questo test potrebbe essere offerto agli uomini in modo pi\u00f9 ampio&quot;. Puntualizza il ricercatore: &quot;Sebbene il gene Hfe sia fondamentale per il controllo dei livelli di ferro nell&#039;organismo, non abbiamo trovato alcun collegamento diretto tra i livelli di ferro nel sangue&quot;, misurabili attraverso un semplice prelievo, &quot;e l&#039;aumento del rischio di demenza negli uomini affetti. Questo indica&quot; l&#039;esistenza di &quot;altri meccanismi in gioco, che potrebbero riguardare l&#039;aumento del rischio di lesioni cerebrali, dovute a infiammazione e danno cellulare nell&#039;organismo&quot;.\u00a0Per Paul Lacaze della Monash University, co-autore dello studio, questi risultati potrebbero contribuire a migliorare la prognosi per le persone a rischio di sviluppare demenza. &quot;Oltre 400mila australiani convivono attualmente con la demenza, di cui circa un terzo sono uomini &#8211; osserva -. Capire perch\u00e9 gli uomini con la doppia variante H63D siano a maggior rischio potrebbe aprire la strada ad approcci pi\u00f9 personalizzati alla prevenzione e al trattamento&quot;.&quot;Questo studio &#8211; conclude Lacaze &#8211; \u00e8 un ottimo esempio di come diversi gruppi di ricerca e universit\u00e0 australiane possano collaborare efficacemente per approfondire la conoscenza di queste malattie progressive e, in definitiva, migliorare la salute delle persone in tutto il mondo&quot;. \u00a0Il lavoro \u00e8 frutto di una sinergia tra Curtin University, Monash University, universit\u00e0 di Melbourne, Royal Children&#039;s Hospital, Murdoch Children&#039;s Research Institute e Fiona Stanley Hospital.\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Una comune variante genetica (la presenta 1 persona su 36) raddoppia il rischio di demenza negli uomini, ma non nelle donne. 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