{"id":19663,"date":"2025-05-30T16:34:00","date_gmt":"2025-05-30T16:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=19663"},"modified":"2025-05-30T16:34:00","modified_gmt":"2025-05-30T16:34:00","slug":"farmaci-pneumologo-papi-nuove-prospettive-di-cura-per-bpco-con-infiammazione-t2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/farmaci-pneumologo-papi-nuove-prospettive-di-cura-per-bpco-con-infiammazione-t2\/","title":{"rendered":"Farmaci, pneumologo Papi: &#8220;Nuove prospettive di cura per Bpco con infiammazione T2&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Per molti anni abbiamo considerato la Bpco come una patologia strettamente legata all&#039;infiammazione generica di tipo T1. Sappiamo per\u00f2 che c&#039;\u00e8 una quota di pazienti che esprime un&#039;infiammazione detta T2, identificabile con un semplice prelievo del sangue&quot; per la presenza di un tipo di globuli bianchi, gli &quot;eosinofili, che hanno risposte diverse ai trattamenti farmacologici. Questo apre per i pazienti possibilit\u00e0 di intervento specifiche e selettive con target terapeutici su queste vie patogenetiche&quot;. Cos\u00ec Alberto Papi, direttore della Clinica pneumologica dell&#039;Universit\u00e0 di Ferrara, rientrato dal congresso dell&#039;American Thoracic Society (Ats), che si \u00e8 recentemente concluso a San Francisco, interviene all&#039;Adnkronos Salute sulla broncopneumopatia cronico-ostruttiva e il ruolo dell&#039;infiammazione di tipo 2 nel sottogruppo di pazienti affetti dalla forma eosinofilica, tra i temi pi\u00f9 trattati in uno degli appuntamenti internazionali di riferimento nel campo delle malattie respiratorie.\u00a0&quot;Lo studio Matinee &#8211; spiega Papi &#8211; ha suscitato notevole interesse proprio perch\u00e9 si rivolge a questa popolazione che, nonostante sia trattata con il massimo della terapia inalatoria oggi disponibile (2 broncodilatatori e uno steroide inalatorio), ha ancora riacutizzazioni, cio\u00e8 episodi acuti che possono essere anche molto severi. La popolazione che ha questo tipo di infiammazione T2, facilmente identificabile, pu\u00f2 beneficiare di un intervento farmacologico selettivo. Si tratta di un anticorpo monoclonale che blocca gli eosinofili, quindi la cellula coinvolta in questo tipo di infiammazione. I risultati del trial Matinee ci dicono che pazienti non controllati, che hanno cio\u00e8 ancora riacutizzazioni nonostante siano massimalizzati con le terapie attualmente esistenti, hanno beneficio nel ridurre le riacutizzazioni, qualora abbiano il marker infiammatorio, gli eosinofili nel sangue periferico, una volta trattati con il mepolizumab&quot;. Questo significa &quot;offrire un&#039;azione terapeutica per pazienti che in questo momento non avevano opzioni terapeutiche per ridurre le loro riacutizzazioni&quot;. \u00a0Oltre allo studio Matinee, &quot;altri studi conclusi con il mepolizumab, che in Italia e altrove \u00e8 gi\u00e0 approvato per altre indicazioni&quot;, sono necessari per completare &quot;l&#039;iter regolatorio ed avere l&#039;approvazione per l&#039;utilizzo&quot; del farmaco anche  &quot;nella broncopneumopatia cronico-ostruttiva &#8211; chiarisce lo pneumologo &#8211; Questo tipo di pazienti che, gi\u00e0 trattati col massimo della terapia hanno ancora riacutizzazioni, \u00e8 ovvio che rappresentino un fabbisogno clinico che in questo momento non \u00e8 completamente soddisfatto&quot;. I benefici &quot;maggiori da questo tipo di intervento terapeutico &#8211; precisa Papi &#8211; ruotano attorno al ruolo delle riacutizzazioni nella Bpco, eventi acuti anche fatali, in termini di gravit\u00e0. Al di l\u00e0 dell&#039;evento&quot; in s\u00e9, per\u00f2, &quot;le riacutizzazioni impattano su tutte le conseguenze della malattia: dalla qualit\u00e0 di vita, al rischio di futuri eventi, alla mortalit\u00e0&quot;, ma anche &quot;al peggioramento e alla progressione della malattia&quot;. Mepolizumab, &quot;agendo sulla parte principale della storia naturale della malattia, che sono le riacutizzazioni&quot;, va a impattare positivamente &quot;anche sugli altri outcome, in primis qualit\u00e0 di vita e progressione della malattia&quot;. \u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Per molti anni abbiamo considerato la Bpco come una patologia strettamente legata all&#039;infiammazione generica di tipo T1. 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