{"id":19179,"date":"2025-05-23T13:45:16","date_gmt":"2025-05-23T13:45:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/anghileri-giovani-confindustria-imprese-resilienti-e-pronte-a-innovare-ma-pesa-incertezza-dazi\/"},"modified":"2025-05-23T13:45:16","modified_gmt":"2025-05-23T13:45:16","slug":"anghileri-giovani-confindustria-imprese-resilienti-e-pronte-a-innovare-ma-pesa-incertezza-dazi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/anghileri-giovani-confindustria-imprese-resilienti-e-pronte-a-innovare-ma-pesa-incertezza-dazi\/","title":{"rendered":"Anghileri (Giovani Confindustria): &#8220;Imprese resilienti e pronte a innovare ma pesa incertezza dazi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il contesto geopolitico complesso, tra guerre e allarme dazi, non frena le imprese industriali italiane. Che sono resilienti, pronte a innovare, investire e aprirsi a nuovi mercati, cercando soluzioni alla produzione industriale in calo. E&#039; il messaggio che lancia, in un&#039;ampia intervista ad Adnkronos\/Labitalia, Maria Anghileri, da novembre 2024 presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, alla vigilia dell&#039;assemblea dell&#039;associazione, in programma il prossimo 27 maggio a Bologna. \u00a0Presidente Anghileri, quale il messaggio che lancerete come Confindustria in occasione dell&#039;evento?\u00a0&quot;Si avvicina un appuntamento molto importante. Il presidente di Confindustria, Orsini, presenter\u00e0 le richieste degli industriali italiani di fronte al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. Noi giovani saremo presenti con una delegazione numerosa, saremo al fianco del presidente Orsini. Noi vogliamo sottolineare che la voglia di fare impresa in Italia c&#039;\u00e8, gli imprenditori giovani hanno entusiasmo, hanno passione, hanno bisogno per\u00f2 di essere maggiormente supportati&quot;.\u00a0Quale \u00e8 oggi lo &#039;stato di salute&#039; dell&#039;industria italiana?\u00a0&quot;Noi stiamo vivendo sicuramente un momento complesso dato dal contesto geopolitico, da questa guerra mondiale a pezzi e anche dalla situazione economica creatasi, con primo fra tutti il problema energetico che incide particolarmente sulle nostre aziende. Questo ha portato ad avere 24 mesi di calo della produzione industriale. Le aziende nonostante questo contesto hanno per\u00f2 dimostrato la propria forza e la propria resilienza e questo lo vediamo in un dato positivo che \u00e8 quello del Pil del primo trimestre, che seppur di 0,3% \u00e8 comunque un dato positivo, soprattutto se confrontato con i nostri principali competitor, Francia, in linea, e Germania che ha fatto peggio di noi&quot;. \u00a0A una situazione internazionale gi\u00e0 difficile si \u00e8 aggiunta la questione dazi Usa, con l&#039;avvio dell&#039;amministrazione Trump. Come ha influito finora sulle imprese italiane e come potrebbe influire se non si troveranno accordi?\u00a0&quot;L&#039;incertezza \u00e8 sicuramente negativa per tutte le imprese, non solo per quelle che esportano molto negli Stati Uniti. L&#039;Italia \u00e8 un grande Paese esportatore, 626 miliardi nel 2024 e gli Stati Uniti sono il nostro primo paese extraeuropeo per quanto concerne l&#039;export. Quindi questi dazi prima annunciati, poi imposti e poi sospesi non hanno certamente fatto bene alle nostre imprese. E&#039; fondamentale che l&#039;Unione Europea unita tratti con gli Stati Uniti. Sicuramente la diversificazione&quot; nell&#039;export &quot;\u00e8 la strada da seguire. I nostri associati, tante imprese e anche come Confindustria siamo impegnati per promuovere nuovi mercati, il Mercosur, l&#039;India. Non dobbiamo chiuderci, dobbiamo stare pi\u00f9 aperti possibile&quot;. E all&#039;interno dell&#039;Ue &quot;dobbiamo fare sinergia perch\u00e9 se anche i Paesi a noi vicini vanno bene si genera un effetto positivo per tutti&quot;.\u00a0Nonostante la crisi della produzione industriale, l&#039;occupazione cresce, anche se da parte dei sindacati si denunciano i bassi salari. Confindustria condivide questa tesi?\u00a0&quot;Prima di tutto il fatto che l&#039;occupazione cresca \u00e8 un fatto positivo. Poi dobbiamo dire che il problema dei bassi salari c&#039;\u00e8, ma non possiamo generalizzare. E&#039; infatti presente principalmente in alcuni settori, soprattutto nei servizi a basso valore aggiunto, nella pubblica amministrazione. Per quanto riguarda l&#039;industria, noi abbiamo dimostrato che nei contratti maggiormente rappresentativi il salario \u00e8 sopra la soglia del salario minimo dei 9 euro. Invitiamo i sindacati a lavorare insieme su questo&quot;.<br \/>\n\u00a0Venendo al tema delle competenze, vi soddisfano le misure messe in campo dal governo sulla formazione?\u00a0<\/p>\n<p>&quot;Sicuramente il Fondo Nuove Competenze l&#039;abbiamo salutato con favore, sono pi\u00f9 di 700 milioni dedicati a formare i collaboratori in digitalizzazione e intelligenza artificiale. Bisogna sicuramente fare di pi\u00f9, quello che noi chiediamo in particolare \u00e8 una revisione dell&#039;industria 5.0, della misura 5.0. Ci ci sono i fondi, 6,3 miliardi, purtroppo utilizzati solo il 10%. Penso che \u00e8 un&#039;occasione che non possiamo perdere.<br \/>\nLe imprese  non possono farlo da sole, abbiamo bisogno anche di un supporto delle istituzioni, soprattutto per agganciare la nuova rivoluzione industriale che stiamo vivendo, quella dell&#039;intelligenza artificiale che richiede investimenti enormi che le aziende non possono sostenere da sole&quot;.<br \/>\n\u00a0Si avvicinano le date per i referendum su lavoro e cittadinanza, in programma l&#039;8 e 9 giugno prossimi. Qual \u00e8 la vostra posizione sui quesiti in merito al lavoro? \u00a0<\/p>\n<p>&quot;Noi, come ha ricordato anche il presidente Orsini, vediamo questo referendum sul Job Act come un tuffo nel passato, perch\u00e9 si parla di una riforma di pi\u00f9 di dieci anni fa, e i dati dimostrano che quella paura sull&#039;ondata di licenziamenti immotivati non c&#039;\u00e8 stata, ed anzi si \u00e8 dimostrata che la flessibilit\u00e0 ha portato a un incremento dei contratti a tempo indeterminato&quot;.<br \/>\n\u00a0Gli ultimi dati parlano di bollette sempre pi\u00f9 care per le imprese italiane. Come agire a vostro parere?\u00a0<br \/>\n&quot;Noi parliamo spesso di competitivit\u00e0, ma come facciamo a essere competitivi quando paghiamo la bolletta energetica pi\u00f9 alta d&#039;Europa. Noi paghiamo pi\u00f9 del 30% in pi\u00f9 della Germania, quasi l&#039;80% in pi\u00f9 della Francia e il 70% in pi\u00f9 della Spagna. E quindi quando guardiamo i dati positivi del Pil di questo trimestre, ricordiamoci che oltretutto sono fatti in un contesto dove siamo fortemente penalizzati a livello di bolletta energetica. Bisogna intervenire, bisogna intervenire subito anche perch\u00e9 sono quelle imprese che generano 626 miliardi di euro di export e che consentono alla nostra economia di sopravvivere. Come farlo? Sicuramente investendo di pi\u00f9 su un mix energetico, quindi anche sul nucleare di nuova generazione, sicuro, che consenta la continuit\u00e0 energetica nelle nostre aziende, con il graduale disaccoppiamento gas e puntando anche sulle energie rinnovabili&quot;.<br \/>\n\u00a0Come l&#039;intelligenza artificiale sta agendo sul mondo del lavoro e delle imprese?\u00a0&quot;L&#039;intelligenza artificiale \u00e8 la nuova rivoluzione industriale che stiamo vivendo e che viviamo tutti i giorni come cittadini e come imprese. Non possiamo fermarla, ma dobbiamo governarla. Non nasceranno imprese a guida autonoma, ma sicuramente le nostre imprese sono gi\u00e0 fortemente impattate. Il treno dell&#039;applicazione dell&#039;intelligenza artificiale nelle nostre aziende non pu\u00f2 e non deve essere perso&quot;. \u00a0L&#039;Istat ha certificato la &#039;fuga&#039; all&#039;estero di quasi 100mila giovani laureati all&#039;estero negli ultimi dieci anni. Cosa fare per frenarla?\u00a0&quot;97.000 giovani laureati persi negli ultimi 10 anni non \u00e8 pi\u00f9 accettabile. Noi vogliamo riaffermare la libert\u00e0 di restare o di tornare. Per far questo dobbiamo attrarre questi talenti investendo sicuramente sulla produttivit\u00e0. E per farlo \u00e8 centrale l&#039;innovazione&quot;.\u00a0Cosa serve oggi alle giovani imprese per crescere e innovare?\u00a0&quot;Il primo problema per un&#039;impresa giovane \u00e8 l&#039;accesso al credito, in un Paese dove il venture capital non \u00e8 presente in modo significativo e dove il sistema bancario non supporta adeguatamente le imprese giovani. Bisogna ripensare a nuove forme di finanziamento magari incentivate per le imprese under 35 con meno burocrazia. Bisogna incentivare il venture capital, soprattutto a livello europeo. Bisogna superare la frammentazione. Una proposta concreta che c&#039;\u00e8 nella bussola di competitivit\u00e0 europea \u00e8 quella del 28\u00b0 Stato&quot;. &quot;Come negli Stati Uniti una pmi pu\u00f2 operare con le stesse regole in tutti gli Stati Uniti, cos\u00ec anche in Europa noi vorremmo che fosse possibile per un&#039;azienda operare con le stesse regole di diritto commerciale in tutti i 27 Stati&quot;. \u00a0(di Fabio Paluccio)\u00a0\u00a0&#8212;lavoro\/sindacatiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il contesto geopolitico complesso, tra guerre e allarme dazi, non frena le imprese industriali italiane. Che sono resilienti, pronte a innovare, investire e aprirsi a nuovi mercati, cercando soluzioni alla produzione industriale in calo. 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