{"id":19169,"date":"2025-05-23T10:12:40","date_gmt":"2025-05-23T10:12:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/speranza-contro-rara-forma-sla-lo-studio-in-2-casi-risposte-sorprendenti\/"},"modified":"2025-05-23T10:12:40","modified_gmt":"2025-05-23T10:12:40","slug":"speranza-contro-rara-forma-sla-lo-studio-in-2-casi-risposte-sorprendenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/speranza-contro-rara-forma-sla-lo-studio-in-2-casi-risposte-sorprendenti\/","title":{"rendered":"Speranza contro rara forma Sla, lo studio: &#8220;In 2 casi risposte sorprendenti&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Quando Neil Shneider, neurologo e scienziato della Columbia University, parla con i suoi pazienti affetti da Sla che si offrono volontari per terapie sperimentali, cerca di essere onesto fino in fondo. &quot;Mi chiedono sempre: &#039;Cosa posso sperare di ottenere?&#039; &#8211; racconta &#8211; E io rispondo che, nella maggior parte degli studi clinici, la nostra speranza \u00e8 di poter rallentare la malattia, forse di arrestarne la progressione&quot;. Ma quello che \u00e8 successo con alcuni pazienti affetti da una forma rara di Sla e trattati con un farmaco sperimentale ha preso l&#039;esperto in contropiede. &quot;Quando testiamo nuovi farmaci per la Sla non ci aspettiamo un miglioramento clinico. Quello che invece abbiamo visto in un paziente&quot; coinvolto nel trial &quot;\u00e8 un recupero funzionale davvero senza precedenti&quot;, spiega. I dati di 12 pazienti, tutti trattati con la nuova terapia per una rara forma di Sla causata da una mutazione genetica in un gene chiamato Fus, sono stati presentati in una serie di casi pubblicati da Shneider online sulla rivista &#039;Lancet&#039;. \u00a0Queste mutazioni genetiche, va precisato, sono responsabili solo dell&#039;1-2% dei casi di Sla, ma causano alcune delle forme pi\u00f9 aggressive della malattia che esordiscono negli adolescenti e nei giovani adulti. Nei pazienti con queste mutazioni, le proteine ??tossiche Fus si accumulano nei motoneuroni che controllano i muscoli del paziente, causandone infine la morte. Dei pazienti inclusi nella serie di casi pubblicata, 2 in particolare vengono messi in luce: si tratta di pazienti che &quot;hanno mostrato una risposta notevole&quot; alla terapia sperimentale ulefnersen (precedentemente nota come jacifusen), sviluppata da Shneider in collaborazione con l&#039;azienda Ionis Pharmaceuticals.\u00a0La prima storia \u00e8 quella di una giovane donna, che ha ricevuto iniezioni di questa terapia dalla fine del 2020, e ha recuperato la capacit\u00e0 di camminare senza aiuto e di respirare senza l&#039;uso di un ventilatore, entrambe funzioni precedentemente perdute a causa della Sla. La paziente ha vissuto con questa malattia pi\u00f9 a lungo di qualsiasi altro paziente noto affetto da questa forma giovanile di Sla. Il secondo paziente, un uomo sulla trentina, era asintomatico all&#039;inizio del trattamento, ma i test dell&#039;attivit\u00e0 elettrica muscolare indicavano che i sintomi sarebbero probabilmente emersi a breve. In 3 anni di trattamento continuativo con il farmaco sperimentale, non ha ancora sviluppato alcun sintomo di Sla-Fus e l&#039;attivit\u00e0 elettrica anomala nei suoi muscoli \u00e8 migliorata, riportano gli esperti. \u00a0Nel complesso, dopo 6 mesi di trattamento, i pazienti sottoposti allo studio hanno riscontrato una riduzione fino all&#039;83% di una proteina chiamata neurofilamento leggero, biomarcatore del danno ai nervi. &quot;Queste risposte dimostrano che, se interveniamo abbastanza precocemente e aggrediamo il bersaglio giusto al momento giusto nel corso della malattia, \u00e8 possibile non solo rallentarne la progressione, ma addirittura invertire alcune delle perdite funzionali&quot;, afferma Shneider. &quot;\u00c8 questo anche un esempio di medicina di precisione e di sviluppo terapeutico basato sulla scienza e sulla comprensione della biologia delle malattie&quot;.\u00a0Sebbene la maggior parte degli altri pazienti sintomatici della serie di casi non sia sopravvissuta alla malattia aggressiva, Shneider dichiara che &quot;molti hanno apparentemente tratto beneficio dal trattamento. La progressione della loro malattia \u00e8 rallentata e, di conseguenza, hanno vissuto pi\u00f9 a lungo&quot;. La serie di casi ha poi dimostrato che il farmaco \u00e8 sicuro e ben tollerato, senza gravi effetti avversi correlati. L&#039;azienda, dopo aver visto i risultati sui primi pazienti, si \u00e8 impegnata a sponsorizzare una sperimentazione clinica globale del farmaco, guidata da Shneider, attualmente in corso. &quot;Ora aspettiamo con ansia i risultati, che speriamo porteranno all&#039;approvazione dell&#039;ulefnersen&quot;, conclude Shneider. \u00a0Lo sviluppo di questo farmaco \u00e8 iniziato come tentativo di aiutare un singolo paziente e si \u00e8 trasformato in una sperimentazione clinica su larga scala che potrebbe aiutare pi\u00f9 pazienti con questa forma aggressiva di Sla. Shneider ha testato la terapia per la prima volta 6 anni fa su una paziente dell&#039;Iowa, Jaci Hermstad, la cui gemella monozigote era morta a causa della malattia anni prima. Shneider ha collaborato con Ionis per sviluppare un farmaco che potesse rallentare la progressione dei sintomi della ragazza. Il trattamento appartiene a una classe emergente che utilizza brevi frammenti di Dna, chiamati oligonucleotidi antisenso o Aso, per silenziare geni specifici e bloccare la produzione delle proteine ??che codificano. Ulefnersen \u00e8 stato progettato per silenziare il gene Fus e ridurre la produzione di proteine ??Fus tossiche e normali. &quot;Abbiamo scoperto che i neuroni maturi tollerano una riduzione della proteina Fus normale, e i nostri studi hanno fornito le basi per il trattamento dei pazienti con Sla-Fus&quot;, dice Shneider che ha chiesto l&#039;ok alla somministrazione su Jaci nel 2019, per uso compassionevole. La ragazza \u00e8 poi morta all&#039;et\u00e0 di 26 anni. Ma da allora almeno 25 pazienti sono stati trattati in tutto il mondo con ulefnersen (originariamente chiamato jacifusen in onore della paziente zero) tra cui i 12 protagonisti dell&#039;articolo su Lancet. \u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Quando Neil Shneider, neurologo e scienziato della Columbia University, parla con i suoi pazienti affetti da Sla che si offrono volontari per terapie sperimentali, cerca di essere onesto fino in fondo. &quot;Mi chiedono sempre: &#039;Cosa posso sperare di ottenere?&#039; &#8211; racconta &#8211; E io rispondo che, nella maggior parte degli studi clinici, la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[828],"tags":[3535,1732],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19169"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19169"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19169\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}