{"id":18994,"date":"2025-05-22T16:45:22","date_gmt":"2025-05-22T16:45:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/bodybuilder-a-rischio-morte-improvvisa-appello-scienziati-per-screening\/"},"modified":"2025-05-22T16:45:22","modified_gmt":"2025-05-22T16:45:22","slug":"bodybuilder-a-rischio-morte-improvvisa-appello-scienziati-per-screening","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/bodybuilder-a-rischio-morte-improvvisa-appello-scienziati-per-screening\/","title":{"rendered":"&#8216;Bodybuilder a rischio morte improvvisa&#8217;, appello scienziati per screening"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Muscoli forti, cuore debole. I bodybuilder maschi rischiano la morte improvvisa, specie i professionisti che corrono un pericolo pi\u00f9 che quintuplo rispetto ai dilettanti. Sotto accusa allenamenti estremi, diete e uso di anabolizzanti per scolpire il fisico. Lancia l&#039;allarme uno studio condotto da un team internazionale coordinato dall&#039;universit\u00e0 di Padova, pubblicato sull&#039;&#039;European Heart Journal&#039;, rivista scientifica di riferimento della Societ\u00e0 europea di cardiologia (Esc). La ricerca ha analizzato oltre 20mila atleti che hanno gareggiato in eventi Ifbb (Federazione internazionale di bodybuilding &amp; fitness) tra il 2005 e il 2020, con un follow-up medio di oltre 8 anni.\u00a0&quot;Negli ultimi anni si \u00e8 assistito a un numero crescente di segnalazioni di morti premature tra praticanti di bodybuilding e fitness influencers &#8211; afferma Marco Vecchiato del Dipartimento di Medicina dell&#039;ateneo patavino, primo autore del lavoro &#8211; Questi tragici eventi, che spesso colpiscono atleti giovani e apparentemente sani, evidenziano una lacuna nella nostra comprensione dei rischi per la salute a lungo termine associati al bodybuilding competitivo. Il nostro \u00e8 il primo studio a riportare l&#039;incidenza della morte e della morte cardiaca improvvisa in questa disciplina sportiva&quot;. Tra i bodybuilder monitorati &quot;sono stati identificati 121 decessi, di cui il 38% imputabili a morte cardiaca improvvisa associata in alcuni atleti ad alterazioni strutturali del cuore e in diversi casi all&#039;uso di sostanze dopanti &#8211; riferisce Andrea Ermolao del Dipartimento di Medicina UniPd, corresponding author dello studio &#8211; Il dato pi\u00f9 rilevante \u00e8 l&#039;elevato rischio di morte cardiaca improvvisa nei bodybuilder professionisti, che risulta oltre 5 volte superiore rispetto agli atleti dilettanti&quot;.\u00a0&quot;I risultati di questo studio non intendono lanciare un giudizio sul bodybuilding &#8211; tiene a precisare Vecchiato &#8211; ma pongono una questione di salute pubblica e di prevenzione in una disciplina in cui si fondono idealizzazione del corpo, competizione estrema e pratiche potenzialmente dannose. La nostra analisi fornisce una base scientifica solida per avviare riflessioni e interventi concreti&quot;. Gli scienziati lanciano un appello per introdurre con urgenza screening cardiovascolari nei giovani bodybuilder professionisti. \u00a0Lo studio \u00e8 frutto di una collaborazione internazionale tra scienziati italiani, statunitensi e austriaci, spiega una nota dell&#039;universit\u00e0 di Padova. La ricerca ha indagato in modo sistematico notizie di decessi riguardanti un campione esteso di bodybuilder internazionali fino al luglio 2023 in 5 lingue diverse attraverso diverse fonti web, tra cui media ufficiali, social, forum e blog dedicati. Tutte le morti segnalate sono state poi incrociate utilizzando pi\u00f9 fonti e questi rapporti sono stati verificati e analizzati per stabilire, per quanto possibile, la causa del decesso. Nei pochi referti autoptici disponibili, i risultati includevano l&#039;ispessimento o l&#039;ingrossamento del cuore, e in alcuni casi una malattia coronarica. Le analisi tossicologiche e i rapporti disponibili pubblicamente hanno rivelato l&#039;abuso di sostanze dopanti in diversi atleti.\u00a0Il bodybuilding competitivo &#8211; osservano da UniPd &#8211; si distingue per un insieme di pratiche che possono comportare stress psicofisico rilevante: allenamenti ad alta intensit\u00e0, regimi alimentari estremi con grandi oscillazioni di peso tra periodi lontani e in prossimit\u00e0 delle gare, tecniche di disidratazione e, in alcuni contesti, uso di sostanze dopanti. Secondo gli autori, &quot;\u00e8 proprio la combinazione di questi fattori a contribuire alla maggiore incidenza di eventi fatali, anche in soggetti giovani e apparentemente sani. Infatti, questi approcci possono mettere a dura prova il sistema cardiovascolare, aumentare il rischio di aritmie pericolose e portare a cambiamenti strutturali del cuore nel corso del tempo&quot;. Lo studio evidenzia che, &quot;se la ricerca dell&#039;eccellenza fisica da un lato \u00e8 ammirevole, il perseguimento di una trasformazione estrema del corpo ad ogni costo pu\u00f2 comportare rischi significativi per la salute, in particolare per il cuore. La consapevolezza di questi rischi dovrebbe incoraggiare pratiche di allenamento pi\u00f9 sicure, controlli medici regolari e un approccio culturale diverso che rifiuti fermamente l&#039;uso di sostanze dopanti&quot;.\u00a0I ricercatori propongono di introdurre &quot;screening cardiovascolari proattivi anche nei giovani atleti e di rafforzare la collaborazione tra la comunit\u00e0 medica, le specifiche federazioni sportive e le istituzioni per garantire una partecipazione pi\u00f9 sicura al bodybuilding. E&#039; necessario un cambiamento culturale &#8211; incalzano gli scienziati &#8211; con misure antidoping pi\u00f9 efficaci, campagne educative sui rischi dell&#039;abuso di sostanze e l&#039;implementazione di programmi di sorveglianza sanitaria&quot;. \u00a0&quot;L&#039;idea che un corpo scolpito equivalga automaticamente a uno stato di salute ottimale merita di essere messa in discussione &#8211; ragiona Vecchiato &#8211; I nostri dati mostrano che l&#039;aspetto esteriore pu\u00f2 nascondere vulnerabilit\u00e0 profonde, in particolare quando viene esasperato da pressioni competitive e obiettivi fisici estremi. Infatti, \u00e8 necessario considerare anche l&#039;impatto psicologico legato a questa disciplina. Alcuni decessi classificati come &#039;morti traumatiche improvvise&#039; &#8211; come incidenti stradali, omicidi, suicidi o overdose &#8211; potrebbero ascriversi a problemi di salute mentale a volte peggiorati con l&#039;abuso di sostanze in grado di aumentare il rischio di comportamenti impulsivi o autodistruttivi. Questo quadro complesso rafforza la necessit\u00e0 di un&#039;attenzione pi\u00f9 ampia e integrata verso la salute degli atleti, che includa anche l&#039;aspetto psicologico&quot;.\u00a0&quot;Questo lavoro &#8211; insistono gli autori &#8211; non vuole essere un&#039;accusa nei confronti dell&#039;allenamento della forza o della cultura del fitness, che anzi possono offrire importanti benefici in termini di salute, benessere e longevit\u00e0. Il messaggio \u00e8 di responsabilit\u00e0 e consapevolezza, a tutela di chi pratica questa disciplina con passione e dedizione&quot;.\u00a0Lo studio si \u00e8 concentrato sui bodybuilder maschi per la maggiore disponibilit\u00e0 di dati &#8211; si puntualizza nella nota &#8211; ma il team di ricerca sta gi\u00e0 lavorando a un&#039;analisi parallela dedicata alle atlete e a un approfondimento per valutare come le pratiche e i rischi associati a questa disciplina si siano evoluti nel tempo.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Muscoli forti, cuore debole. I bodybuilder maschi rischiano la morte improvvisa, specie i professionisti che corrono un pericolo pi\u00f9 che quintuplo rispetto ai dilettanti. Sotto accusa allenamenti estremi, diete e uso di anabolizzanti per scolpire il fisico. 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