{"id":18814,"date":"2025-05-21T15:33:37","date_gmt":"2025-05-21T15:33:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/leonardo-da-vinci-scoperto-cromosoma-y-della-famiglia\/"},"modified":"2025-05-21T15:33:37","modified_gmt":"2025-05-21T15:33:37","slug":"leonardo-da-vinci-scoperto-cromosoma-y-della-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/leonardo-da-vinci-scoperto-cromosoma-y-della-famiglia\/","title":{"rendered":"Leonardo Da Vinci, scoperto cromosoma Y della famiglia"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; A oltre cinquecento anni dalla morte, Leonardo Da Vinci (1452-1519) continua a generare scoperte rivoluzionarie. Per la prima volta, un team internazionale di studiosi \u00e8 riuscito a identificare il cromosoma Y condiviso da sei discendenti viventi della linea paterna della famiglia Da Vinci, aprendo la strada alla possibile ricostruzione del profilo genetico del genio del Rinascimento. Intanto, nel borgo natale di Vinci (Firenze) sono stati avviati gli scavi archeologici nella tomba familiare, dove i primi resti ossei compatibili con i suoi antenati sono gi\u00e0 in fase di analisi.\u00a0Queste straordinarie novit\u00e0 sono presentate nel volume &quot;Gen\u00eca Da Vinci. Genealogia e genetica per il Dna di Leonardo&quot;, pubblicato da Angelo Pontecorboli Editore e firmato dal leonardista Alessandro Vezzosi e dalla storica Agnese Sabato, fondatori dell&#039;Associazione Leonardo Da Vinci Heritage. Il progetto \u00e8 sostenuto dal Comune di Vinci e coinvolge, tra gli altri, l&#039;Universit\u00e0 di Firenze, la Rockefeller University di New York e il J. Craig Venter Institute in California.\u00a0Il volume &quot;Gen\u00eca Da Vinci&quot; aggiorna e amplia un complesso albero genealogico iniziato nel 1993. Dal 1331 a oggi, sono state documentate 21 generazioni, per un totale di oltre 400 individui, di cui 219 (119 maschi e 100 femmine) appartenenti al ramo Da Vinci\/Vinci. Tra questi, gli autori hanno ricostruito la discendenza patrilineare fino a identificare 15 discendenti diretti maschi &#8211; di cui 2 recentemente scomparsi &#8211; parenti in linea genealogica del padre di Leonardo, ser Piero, e del fratellastro Domenico Benedetto. Sei di loro sono stati sottoposti ad analisi genetiche, coordinate da David Caramelli, antropologo molecolare e presidente del Sistema museale dell&#039;ateneo fiorentino, insieme a Elena Pilli, antropologa forense.\u00a0Le analisi hanno rivelato corrispondenze nel cromosoma Y &#8211; il marcatore genetico trasmesso esclusivamente da padre in figlio &#8211; confermando cos\u00ec la continuit\u00e0 della linea genetica maschile della famiglia Da Vinci, almeno dalla quindicesima generazione in poi.\u00a0Nel frattempo, sono partiti gli scavi archeologici nella chiesa di Santa Croce a Vinci, storicamente documentata come luogo di sepoltura della famiglia. Le ricerche, guidate dagli antropologi Alessandro Riga e Luca Bachechi del Dipartimento di Biologia dell&#039;Universit\u00e0 di Firenze, hanno gi\u00e0 portato al recupero di alcuni frammenti ossei. Uno di questi, datato con il radiocarbonio, \u00e8 stato selezionato per analisi paleogenomiche: le indagini preliminari, condotte da Martina Lari, indicano che si tratta di un individuo maschile, compatibile con l&#039;et\u00e0 dei presunti parenti di Leonardo.\u00a0&quot;Sar\u00e0 necessario valutare se il Dna estratto \u00e8 sufficientemente preservato&quot;, spiega David Caramelli. &quot;Se le condizioni lo permetteranno, procederemo alla comparazione con il cromosoma Y dei discendenti viventi&quot;. Un esito positivo confermerebbe la validit\u00e0 della ricostruzione genealogica e darebbe il via a una nuova fase del progetto: la ricerca del Dna di Leonardo nei manoscritti, nelle opere o nei resti attribuiti. Il profilo genetico di Leonardo potrebbe rivelare tratti biologici come mancinit\u00e0, percezione visiva, alimentazione, predisposizioni sanitarie e aspetto fisico.\u00a0Lanciato nel 2016, il Leonardo da Vinci Dna Project \u00e8 coordinato dalla Rockefeller University e coinvolge istituzioni di primo piano tra cui il J. Craig Venter Institute e l&#039;Universit\u00e0 di Firenze, con il sostegno della Achelis and Bodman Foundation (New York), della Richard Lounsbery Foundation (Washington D.C.) e altri partner pubblici e privati. Il principio guida \u00e8 la tracciabilit\u00e0 del cromosoma Y, rimasto invariato per secoli. &quot;Studiare il Dna di Leonardo pu\u00f2 portarci a scoprire le basi biologiche della sua genialit\u00e0, della sua acutezza visiva, della creativit\u00e0, e forse anche della sua salute e delle cause della morte&quot;, afferma Vezzosi.\u00a0Il volume &quot;Gen\u00eca Da Vinci&quot; \u00e8 anche un affascinante viaggio tra documenti, luoghi e figure storiche. Gli autori ricostruiscono con rigore la rete delle dimore della famiglia Da Vinci, tra il borgo e la campagna di Vinci, individuando sette abitazioni familiari e due case appartenute a Leonardo, ereditate dallo zio Francesco e oggetto di dispute con i fratellastri.\u00a0Particolare attenzione \u00e8 riservata a due figure fondamentali: il nonno paterno Antonio &#8211; non un semplice agricoltore bens\u00ec un mercante viaggiatore tra la Spagna Catalana e il Marocco &#8211; e la madre di Leonardo, Caterina. Grazie a un&#039;accurata analisi delle ricerche esistenti, delle fonti e dei documenti d&#039;archivio, la figura di Caterina emerge sempre pi\u00f9 chiara &#8211; e non romanzata &#8211; \u00e8 sempre pi\u00f9 plausibile la sua identificazione con la schiava al servizio del ricco banchiere Vanni di Niccol\u00f2 di ser Vanni. Sono una serie di atti testamentari e di donazioni a documentare, dal 1449, i rapporti tra quest&#039;ultimo (morto nel 1451) e il giovane notaio ser Piero, suo esecutore testamentario.\u00a0Tra le rivelazioni pi\u00f9 sorprendenti del volume curato da Vezzosi e Sabato, anche un&#039;inedita scoperta artistica. Sulla cappa di un camino dell&#039;ex casa Bracci a Vinci \u00e8 stato rinvenuto un grande disegno a carboncino di rara intensit\u00e0 espressiva, raffigurante una creatura fantastica: un &quot;Drago Unicorno&quot;, con corno a spirale, becco arcuato, denti ricurvi, ali membranose, coda serpentina e lingua infuocata.  Secondo Vezzosi e Sabato, le sue caratteristiche iconografiche anticipano alcuni studi leonardiani sul volo e sull&#039;anatomia comparata. L&#039;attribuzione, ancora in fase di verifica scientifica, \u00e8 condivisa dalla direttrice del Museo Leonardiano, Roberta Barsanti, e dal sindaco di Vinci, Daniele Vanni. Il disegno (circa 80&#215;70 cm) sar\u00e0 restaurato a cura della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.\u00a0Il volume dedica spazio anche al pensiero di Leonardo sull&#039;ereditariet\u00e0. Nei suoi scritti, il genio toscano riflette sull&#039;influenza dell&#039;ambiente, dell&#039;alimentazione e del comportamento dei genitori sui figli: osservazioni straordinariamente attuali, che anticipano concetti oggi riconducibili all&#039;epigenetica. &quot;Leonardo si interrog\u00f2 sull&#039;origine dell&#039;essere umano non solo da un punto di vista biologico: nei suoi studi sulla generazione, il concepimento diventa un atto complesso in cui natura, affetti e destino si intrecciano anticipando temi che oggi rientrano nel dibattito tra genetica ed epigenetica&quot;, spiega Agnese Sabato.\u00a0Il libro si chiude con un suggestivo confronto tra alcuni tratti somatici dei discendenti e il celebre autoritratto di Leonardo. Ma l&#039;elemento centrale resta la scienza: se il sequenziamento di frammenti di Dna dar\u00e0 esito positivo, potremo conoscere tratti fisici, predisposizioni sanitarie, capacit\u00e0 visive e forse anche le cause della morte del genio. &quot;Non \u00e8 solo l\u2019autore della Gioconda&quot;, conclude Jesse Ausubel della Rockefeller University. &quot;\u00c8 una sfida per ridefinire i limiti della conoscenza storica e culturale&quot;.\u00a0Per Vinci, il borgo che accolse un bambino illegittimo destinato a cambiare la storia dell&#039;arte e della scienza, il progetto rappresenta orgoglio identitario e nuova linfa culturale. La ricerca sar\u00e0 anche alla base di un documentario internazionale e di una futura produzione cinematografica. L&#039;anteprima del libro \u00e8 prevista al Teatro di Vinci gioved\u00ec 22 maggio, alle 21. &quot;E una cosa appare ancor pi\u00f9 certa: la conoscenza di Leonardo Da Vinci \u00e8 tutt&#039;altro che conclusa&quot;, conclude Vezzosi. La presentazione alla stampa internazionale delle novit\u00e0 leonardiane si \u00e8 tenuta oggi pomeriggio a Firenze, in Palazzo Medici Riccardi, alla presenza degli autori Alessandro Vezzosi e Agnese Sabato con gli interventi di Daniele Vanni, sindaco di Vinci, e Simone Sartini, vicedirettore dell&#039;Archivio di Stato di Firenze. Durante la conferenza \u00e8 stato letto un contributo scritto di Jesse H. Ausubel della Rockefeller University, direttore del &quot;Leonardo Dna Project&quot;. (di Paolo Martini)\u00a0&#8212;culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; A oltre cinquecento anni dalla morte, Leonardo Da Vinci (1452-1519) continua a generare scoperte rivoluzionarie. 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