{"id":18776,"date":"2025-05-21T16:43:00","date_gmt":"2025-05-21T16:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/inps-fava-ripensare-rapporto-giovani-welfare\/"},"modified":"2025-05-21T16:43:00","modified_gmt":"2025-05-21T16:43:00","slug":"inps-fava-ripensare-rapporto-giovani-welfare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/inps-fava-ripensare-rapporto-giovani-welfare\/","title":{"rendered":"Inps, Fava: &#8220;Ripensare rapporto giovani-welfare&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Il rapporto tra giovani e welfare, oggi, \u00e8 il vero banco di prova del patto sociale. I ragazzi vivono un mercato del lavoro instabile. L\u2019accesso all\u2019autonomia \u2014 economica, abitativa, personale \u2014 \u00e8 ancora troppo difficile. E molti percepiscono il welfare come un sistema pensato per altri, per le generazioni precedenti. Per questo serve un cambio di paradigma: serve un welfare che non si limiti a distribuire risorse, ma che generi opportunit\u00e0. Che coinvolga, ascolti, includa. Che parli il linguaggio dei giovani, nei luoghi e nei modi che loro riconoscono&quot;. Cos\u00ec il presidente dell&#039;Inps, Gabriele Fava, intervenendo al Forum Pa. &quot;In Italia &#8211; ha continuato -, ci sono 10,4 milioni di giovani tra i 18 e i 34 anni. Di questi, circa 7 milioni lavorano. E l\u201980% ha una contribuzione stabile negli ultimi cinque anni, coprendo in media l\u201980% dell\u2019intero periodo. Numeri incoraggianti, che per\u00f2 nascondono una realt\u00e0 pi\u00f9 complessa: i restanti 3 milioni hanno una contribuzione frammentata o assente. Sono i precari, i disoccupati, i Neet. Sono le donne che hanno lasciato il lavoro. Sono una parte della nostra societ\u00e0 che rischia di restare indietro. Anche tra chi lavora, poi, pochi sanno davvero cosa significhi &#039;contribuire&#039;. Pochi controllano il proprio estratto conto. Pochi sanno che quello che fanno oggi costruisce, giorno dopo giorno, la pensione di domani&quot;. \u00a0Secondo Fava &quot;viviamo una stagione istituzionale in cui le trasformazioni non sono pi\u00f9 solo tecnologiche, ma anche culturali, sociali e perfino antropologiche. Una rivoluzione profonda, che ridisegna i rapporti tra persone, istituzioni e conoscenza. In questo scenario, il nostro compito non pu\u00f2 pi\u00f9 limitarsi all\u2019attuazione di norme e prestazioni. Dobbiamo comprendere, anticipare, generare questo vuol dire essere un &#039;motore di intelligenza sociale&#039;, significa assumere un ruolo propositivo e riflessivo. Un\u2019istituzione che non solo eroga, ma pensa, ascolta, interpreta, che trasforma i dati in previsioni, le tendenze in politiche, i numeri in storie. Un\u2019intelligenza capace di leggere dentro le cose e, da l\u00ec, guardare oltre&quot;. Ed ancora: &quot;La transizione verso un welfare generativo \u00e8 anche un passo verso la modernizzazione dell\u2019Inps. \u00c8 un progetto che mira a rendere i nostri servizi pi\u00f9 vicini alle reali esigenze della societ\u00e0, delle persone e delle imprese, puntando a un sistema che non solo assicura le prestazioni, ma che promuove anche la partecipazione attiva e la crescita. Fondamentale il ruolo dell\u2019Intelligenza artificiale. In questo cammino, l\u2019Inps non \u00e8 solo un ente che distribuisce risorse, ma un motore che, insieme alla collettivit\u00e0, contribuisce a creare un futuro pi\u00f9 sostenibile&quot;.\u00a0&quot;La nuova App Inps mobile in 5 mesi \u00e8 stata scaricata da oltre 2 milioni di utenti. La versione 4.0 lanciata il 20 dicembre scorso \u00e8 gi\u00e0 utilizzata da 6,1 milioni di utenti, +36% rispetto ai 3,9 del 2024. Nei primi cinque mesi dal rilascio della nuova versione sono stati registrati gi\u00e0 23 milioni di accessi. L\u2019obiettivo della nuova App \u00e8 avere il welfare tascabile a disposizione di tutti ovunque si trovino&quot; conclude il presidente Inps.\u00a0&#8212;lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Il rapporto tra giovani e welfare, oggi, \u00e8 il vero banco di prova del patto sociale. I ragazzi vivono un mercato del lavoro instabile. L\u2019accesso all\u2019autonomia \u2014 economica, abitativa, personale \u2014 \u00e8 ancora troppo difficile. E molti percepiscono il welfare come un sistema pensato per altri, per le generazioni precedenti. 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