{"id":18714,"date":"2025-05-20T18:37:28","date_gmt":"2025-05-20T18:37:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/microsoft-dipendente-interrompe-keynote-complici-di-israele-a-gaza\/"},"modified":"2025-05-20T18:37:28","modified_gmt":"2025-05-20T18:37:28","slug":"microsoft-dipendente-interrompe-keynote-complici-di-israele-a-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/microsoft-dipendente-interrompe-keynote-complici-di-israele-a-gaza\/","title":{"rendered":"Microsoft, dipendente interrompe keynote: \u201cComplici di Israele a Gaza\u201d"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;  Durante la conferenza per sviluppatori Microsoft Build 2025 a Seattle, un dipendente dell\u2019azienda ha interrotto il discorso di apertura del CEO Satya Nadella, protestando contro i contratti di fornitura tecnologica stipulati da Microsoft con il governo israeliano. L\u2019intervento, avvenuto nei primi minuti del keynote, ha visto il manifestante gridare slogan a favore della Palestina prima di essere accompagnato fuori dalla sala senza che Nadella interrompesse la sua presentazione. L\u2019autore della protesta \u00e8 Joe Lopez, ingegnere informatico nel team Azure Hardware Systems da quattro anni. Il gesto si inserisce in una campagna di contestazione pi\u00f9 ampia, denominata \u201cNo Azure for Apartheid\u201d, condotta da attuali ed ex dipendenti Microsoft contrari alla collaborazione dell\u2019azienda con il Ministero della Difesa israeliano. Alla protesta ha partecipato anche un ex dipendente Google gi\u00e0 coinvolto in precedenti manifestazioni analoghe contro i contratti cloud di Google con Israele.\u00a0Poco dopo l\u2019interruzione del keynote, Lopez ha diffuso un\u2019email interna indirizzata a migliaia di colleghi e alla dirigenza, nella quale ha espresso la sua profonda disillusione verso l\u2019azienda, accusandola di complicit\u00e0 nei crimini di guerra in corso nella Striscia di Gaza. Lopez si \u00e8 detto \u201csconvolto dal silenzio della leadership\u201d, accusando Microsoft di ignorare le evidenze sull\u2019utilizzo della propria tecnologia da parte dell\u2019esercito israeliano a fini bellici. Secondo il suo messaggio, l\u2019infrastruttura cloud Azure potrebbe essere sfruttata per attivit\u00e0 di sorveglianza e operazioni militari lesive dei diritti umani. La protesta si colloca temporalmente a pochi giorni da una dichiarazione ufficiale di Microsoft in cui l\u2019azienda ha reso noto di aver completato una revisione interna, supportata anche da una societ\u00e0 esterna non nominata, circa l\u2019impiego della propria tecnologia nei contesti di conflitto. Secondo quanto riportato, Microsoft non avrebbe riscontrato alcuna violazione dei propri termini di servizio o del codice etico sull\u2019uso dell\u2019intelligenza artificiale, e ha descritto il rapporto con il Ministero della Difesa israeliano come \u201cdi natura commerciale standard\u201d.\u00a0Tuttavia, il gruppo \u201cNo Azure for Apartheid\u201d contesta apertamente queste conclusioni, ritenendole prive di trasparenza e finalizzate a ripulire l\u2019immagine pubblica dell\u2019azienda. Gli attivisti fanno riferimento a inchieste giornalistiche che descrivono l\u2019impiego da parte dell\u2019esercito israeliano di tecnologie Microsoft e OpenAI per attivit\u00e0 di sorveglianza di massa, analisi automatica di contenuti audio e testuali, e operazioni di targeting militare. Le proteste interne a Microsoft si sono intensificate nelle ultime settimane. Due ex dipendenti avevano gi\u00e0 interrotto l\u2019evento per il 50\u00b0 anniversario dell\u2019azienda, accusando pubblicamente i vertici di trarre profitto dal conflitto e di alimentare, tramite l\u2019IA, azioni di violenza sistemica. In quell\u2019occasione era stato interpellato anche l\u2019ex CEO Bill Gates.\u00a0Nel suo lungo messaggio, Lopez si \u00e8 rivolto direttamente ai colleghi, esortandoli a non restare in silenzio. Ha definito \u201cinsopportabile\u201d continuare a lavorare su tecnologie che potrebbero contribuire alla distruzione di vite umane e ha espresso rimorso per non aver preso posizione prima. Secondo il suo racconto, la consapevolezza sul potenziale impatto del suo lavoro \u00e8 maturata nel tempo, anche grazie all\u2019attivit\u00e0 di sensibilizzazione del collettivo \u201cNo Azure for Apartheid\u201d. Microsoft, al momento, non ha rilasciato commenti ufficiali sull\u2019accaduto. La vicenda si inserisce in un contesto di crescente tensione tra lavoratori del settore tecnologico e grandi aziende statunitensi coinvolte, direttamente o indirettamente, in forniture strategiche per teatri di conflitto internazionali.\u00a0&#8212;tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Durante la conferenza per sviluppatori Microsoft Build 2025 a Seattle, un dipendente dell\u2019azienda ha interrotto il discorso di apertura del CEO Satya Nadella, protestando contro i contratti di fornitura tecnologica stipulati da Microsoft con il governo israeliano. 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