{"id":18704,"date":"2025-05-20T17:32:10","date_gmt":"2025-05-20T17:32:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/de-meo-europa-si-svegli-si-a-flessibilita-no-a-marce-indietro\/"},"modified":"2025-05-20T17:32:10","modified_gmt":"2025-05-20T17:32:10","slug":"de-meo-europa-si-svegli-si-a-flessibilita-no-a-marce-indietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/de-meo-europa-si-svegli-si-a-flessibilita-no-a-marce-indietro\/","title":{"rendered":"De Meo, Europa si svegli, s\u00ec a flessibilit\u00e0 no a marce indietro"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;  (di Massimo Germinario) Piccolo \u00e8 bello. O forse pu\u00f2 essere la soluzione per l&#039;industria automobilistica europea per uscire dal guado. E&#039; la visione espressa dall&#039;ad di Renault Luca de Meo &#8211; in audizione alla Commissione Attivit\u00e0 produttive della Camera &#8211; dando prova di pragmatismo in un momento in cui &quot;gli europei fanno fatica ad acquistare auto di piccole dimensioni&quot;. Un &quot;fenomeno &#8211; ha osservato &#8211; che frena i progressi nella decarbonizzazione e spiega anche in buona parte la delocalizzazione delle fabbriche automobilistiche nel sud del Mediterraneo e nell\u2019est dell\u2019Europa. E spiega anche perch\u00e9 la Francia, l\u2019Italia e la Spagna, un tempo grandi produttori di automobili, si sono svuotate&quot;. \u00a0Per de Meo &quot;si pu\u00f2 rispondere a questa situazione fornendo un quadro favorevole alla produzione e all&#039;acquisto di piccole auto elettriche in Europa. La proposta \u00e8 di creare un segmento di piccole auto elettriche concepite per l&#039;uso quotidiano (meno di 4 metri, limitate a 110 km\/h, con batterie da 30 kWh) che beneficino tra l\u2019altro di un quadro fiscale favorevole, facilitazioni nei parcheggi nelle citt\u00e0, obblighi normativi specifici&quot;. E &quot;il quadro potrebbe essere ancora pi\u00f9 favorevole per auto derivanti da una collaborazione europea&quot;.\u00a0L&#039;importante &#8211; \u00e8 stato il suo secondo messaggio &#8211; \u00e8 non fare marcia indietro. &quot;Renault Group &#8211; ha sottolineato &#8211; accoglie con favore il dibattito che si sta aprendo sull&#039;automobile e sulla strategia europea ma tornare indietro sui veicoli elettrici non \u00e8 un\u2019opzione. Significherebbe rimanere indietro nella corsa all\u2019innovazione, voltando le spalle al progresso che, nell\u2019auto, per una grande parte, \u00e8 rappresentato proprio dall\u2019elettrico&quot;. Nel momento in cui l&#039;Europa riflette sul percorso verso la decarbonizzazione dei trasporti, l&#039;ad di Renault ha respinto l&#039;idea di marce indietro anacronistiche visto che, ricorda ai parlamentari, &quot;in termini ambientali, le auto elettriche sono migliori di quelle a combustione interna: nel 2030, l&#039;impronta di carbonio dalla culla alla tomba di un&#039;auto elettrica prodotta e utilizzata in Europa sar\u00e0 del 70% inferiore a quella di un&#039;auto termica&quot;. Peraltro simili &#039;ripensamenti&#039; sarebbero estremamente onerosi per una industria europea che in questa transizione &quot;sta investendo 250 miliardi di euro nei veicoli elettrici e sta lanciando 86 modelli elettrici tra il 2024 e il 2026&quot;. \u00a0\u00a0Resta il fatto che &quot;il metodo di misura delle emissioni dal serbatoio alla ruota ha mostrato i suoi limiti. \u00c8 un approccio parziale, che ignora una parte del calcolo di emissioni&quot; ovvero quelle legate alla produzione: per l&#039;ad Renault sarebbe pi\u00f9 opportuno che l&#039;Europa &quot;adotti un nuovo approccio \u201cCO2 equivalente\u201d, pi\u00f9 oggettivo e completo che guardi le emissioni al di la&#039; della fase di utilizzo&quot;.\u00a0&quot;L&#039;industria automobilistica europea deve essere flessibile e veloce per affrontare le sfide attuali. Oggi non \u00e8 cos\u00ec&quot;, ha sottolineato invocando per l&#039;Europa &quot;la standardizzazione di normative come ha fatto la Cina negli ultimi 15 anni&quot;. Per l&#039;ad Renault, ad esempio, &quot;il 70% del costo dell&#039;architettura software \u2013 quindi cose che non sono visibili e che non fanno alcuna differenza per il cliente \u2013 potrebbe essere messo in comune, aumentando competitivit\u00e0 e velocit\u00e0 di adattamento&quot;. Inoltre &quot;armonizzare le regole della mobilit\u00e0 tra le 200 maggiori citt\u00e0 europee consentirebbe di migliorare l&#039;efficienza, ridurre i costi e beneficiare delle dimensioni che spesso mancano all&#039;Europa di fronte ai suoi grandi concorrenti&quot;.\u00a0L&#039;appuntamento alla Camera ha comunque offerto a de Meo anche l&#039;occasione per ribadire il ruolo e l&#039;attenzione del gruppo all&#039;economia italiana. &quot;Per Renault &#8211; ha spiegato sta crescendo l&#039;importanza dell&#039;Italia: ci appoggiamo sempre pi\u00f9 sull&#039;ecosistema italiano. Abbiamo circa 300 fornitori, i nostri acquisti rappresentano circa un mld di euro e prevediamo una crescita costante fino a 1,6-1,7 miliardi all&#039;orizzonte 2030&quot;. Peraltro come Renault &#8211; ha aggiunto &#8211; &quot;non stiamo solo potenziando gli acquisti ma stiamo anche accrescendo la creazione di valore nel settore dell&#039;energia. Vediamo l&#039;Italia come luogo di opportunit\u00e0 e questo &#8211; ha concluso &#8211; credo che avr\u00e0 connessione con tutto l&#039;ecosistema che stiamo costruendo in Europa&quot;.\u00a0&#8212;motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; (di Massimo Germinario) Piccolo \u00e8 bello. O forse pu\u00f2 essere la soluzione per l&#039;industria automobilistica europea per uscire dal guado. 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