{"id":18335,"date":"2025-05-15T14:17:00","date_gmt":"2025-05-15T14:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/economia-circolare-litalia-leader-ma-limport-di-materiali-rimane-elevato\/"},"modified":"2025-05-15T14:17:00","modified_gmt":"2025-05-15T14:17:00","slug":"economia-circolare-litalia-leader-ma-limport-di-materiali-rimane-elevato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/economia-circolare-litalia-leader-ma-limport-di-materiali-rimane-elevato\/","title":{"rendered":"Economia circolare, l&#8217;Italia leader ma l&#8217;import di materiali rimane elevato"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;<br \/>\nL\u2019Italia mantiene il suo primato per livelli di circolarit\u00e0, in seconda posizione dopo i Paesi Bassi tra i 27 Paesi Ue ma in prima posizione nel confronto con le altre principali economie europee (Germania, Francia e Spagna). E aumenta la produttivit\u00e0 delle risorse, con un miglioramento del 20% rispetto al 2019. Allo stesso tempo, per\u00f2, la dipendenza dalle importazioni di materiali rimane elevata. Nel 2023 \u00e8 stata pari al 48% del fabbisogno complessivo, valore nettamente superiore a quello dell\u2019Ue che nello stesso anno si \u00e8 attestato al 22%. Il costo delle nostre importazioni \u00e8 salito da 424,2 Mld di euro nel 2019 a ben 568,7 Mld nel 2024, con un aumento del 34%. Questa l&#039;analisi contenuta nel Rapporto 2025 sull\u2019economia circolare del Circular Economy Network (Cen), promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e realizzato in collaborazione con Enea, presentato in occasione della Conferenza nazionale sull\u2019economia circolare. \u00a0\u201cBene ma non benissimo &#8211; dice Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile &#8211; In un contesto economico e politico incerto, con l\u2019aggravarsi di conflitti internazionali, in cui anche le materie prime giocano un ruolo fondamentale, l\u2019Italia deve decidere se rafforzare la sua leadership nella circolarit\u00e0 o perdere questo vantaggio. Per far decollare davvero l\u2019economia circolare dobbiamo cambiare prospettiva. Oggi si punta troppo sulla gestione dei rifiuti e troppo poco su azioni a monte, come progettare prodotti che durano di pi\u00f9, si riparano facilmente e si possono riutilizzare. Inoltre, il mercato delle materie prime seconde \u00e8 ancora debole e mancano strumenti efficaci per monitorare i veri progressi sulla circolarit\u00e0 che non si misurano solo dai rifiuti. Per superare questi ostacoli, bisogna rendere pi\u00f9 convenienti per tutti, sia per chi produce sia per chi consuma, le scelte sostenibili; usare la leva fiscale per premiare chi riduce gli sprechi e introdurre criteri circolari anche negli acquisti pubblici. L\u2019economia circolare non \u00e8 solo una buona idea per l\u2019ambiente, ma \u00e8 un\u2019occasione concreta di innovazione e sviluppo\u201d.\u00a0 \u201cL\u2019Italia si conferma tra i primi in Europa in termini di circolarit\u00e0, in particolare su produttivit\u00e0 delle risorse, riciclo dei rifiuti e tasso di utilizzo circolare dei materiali, rimane invece indietro negli investimenti privati per la circolarit\u00e0 delle attivit\u00e0 produttive &#8211; afferma Claudia Brunori, direttrice del dipartimento di Sostenibilit\u00e0, circolarit\u00e0 e adattamento al cambiamento climatico dei Sistemi Produttivi e Territoriali di Enea &#8211; Nell\u2019attuale quadro di instabilit\u00e0 geopolitica e climatica occorre limitare la nostra dipendenza dall\u2019importazione di materiali che \u00e8 oltre il doppio rispetto alla media europea. Pertanto, risulta urgente l\u2019implementazione di un sistema economico basato su un approccio circolare a partire dall\u2019eco-design e dall\u2019innovazione di prodotto, che garantisca un approvvigionamento sostenibile e sicuro delle materie prime, con particolare riguardo a quelle critiche e strategiche\u201d. \u00a0IL RAPPORTO &#8211; Utilizzando il sistema europeo di indicatori, l\u2019Italia risulta leader per livello complessivo di circolarit\u00e0 fra le principali economie europee e seconda fra i 27 Paesi europei. La performance migliore \u00e8 dei Paesi Bassi (70,6 punti), seguita dal nostro Paese con 65,2 punti. La Germania si classifica in terza posizione (60,6 punti). La Francia e la Spagna si trovano in quinta e settima posizione totalizzando rispettivamente, 58,7 e 56,9 punti. Nel 2023 l\u2019Italia ha raggiunto una produttivit\u00e0 delle risorse pari a 4,3 euro di Pil per ogni kg di risorse consumate. Si tratta di un dato nettamente superiore alla media Ue (2,7 euro\/kg) e anche a quella di Paesi come Spagna (4,1 euro\/kg), Francia (3,5 euro\/kg) e Germania (3,4 euro\/kg). L\u2019Italia ha confermato nel 2023 gli ottimi livelli di tasso di utilizzo circolare di materia, facendo segnare un valore pari al 20,8%, a fronte di una media dell\u201911,8% nell\u2019Ue, con una crescita di 2 punti percentuali rispetto al 2019. \u00c8 la performance migliore tra i principali Paesi europei, seguita dalla Francia (17,6%), dalla Germania (13,9%) e dalla Spagna (8,5%). \u00a0Ottime le performance dell\u2019Italia anche nella gestione dei rifiuti. Il tasso di riciclaggio dei rifiuti urbani in Italia \u00e8 cresciuto di 3,2 punti percentuali rispetto al 2019, attestandosi al 50,8% nel 2023. Confrontando le performance dei quattro principali Paesi europei, solo la Germania fa meglio dell\u2019Italia con il 68,2%, mentre risultano peggiori le performance di Francia (42,2%) e Spagna (41,4%). Il consumo dei materiali per abitante (11,1 tonnellate nel 2023) \u00e8 minore della media europea (14,1 t) ma \u00e8 in crescita, mentre altri Paesi come Germania, Francia e Spagna lo stanno riducendo.\u00a0Nel 2023, gli investimenti privati in alcune attivit\u00e0 tipiche dell\u2019economia circolare (riciclo, riparazione, riutilizzo, noleggio e leasing) nell\u2019Ue 27 sono stati pari a 130,6 miliardi di euro (0,8% del Pil). L\u2019Italia, con 10,2 miliardi (0,5% del Pil), si colloca al terzo posto dopo Germania e Francia, ma registra un calo significativo rispetto al 2019: -22% in valore assoluto e -0,2 punti percentuali in rapporto al Pil. Anche sul fronte occupazionale l\u2019Italia perde terreno in valore assoluto: 508mila occupati in alcune attivit\u00e0 tipiche dell\u2019economia circolare, con un calo del 7% rispetto al 2019. Tuttavia, in rapporto al totale degli occupati, l\u2019Italia si allinea alla media Ue del 2%, superando Francia (1,8%) e Germania (1,7%).\u00a0UNO SCENARIO PIU&#039; CIRCOLARE &#8211; Uno studio della Fondazione per lo sviluppo sostenibile ha stimato i potenziali benefici per l\u2019Italia con una crescita del tasso di riciclo dell\u20191,5% annuo, una riduzione della produzione di rifiuti dell\u20191% annuo e una riduzione del consumo di materiali del 3,5% annuo. Questo scenario pi\u00f9 circolare genererebbe al 2030 una riduzione del 14,5% del consumo di materiali (rispetto al 2020), una diminuzione di 17 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti, un aumento del tasso di riciclo fino all\u201989,8% (+18%), e soprattutto una riduzione di 40 milioni di tonnellate della dipendenza da importazioni con un risparmio di 82,5 miliardi di euro. Va inoltre considerato che a livello di impatto climatico le misure di circolarit\u00e0 hanno un valore strategico nel percorso di decarbonizzazione verso la neutralit\u00e0 climatica. \u00a0E la Commissione europea stima che l\u2019aumento della circolarit\u00e0 pu\u00f2 ridurre i costi del sistema energetico in Europa del 7% tra il 2031 e il 2050, pari a 45 miliardi di euro di risparmio annuo.\u00a0&#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L\u2019Italia mantiene il suo primato per livelli di circolarit\u00e0, in seconda posizione dopo i Paesi Bassi tra i 27 Paesi Ue ma in prima posizione nel confronto con le altre principali economie europee (Germania, Francia e Spagna). E aumenta la produttivit\u00e0 delle risorse, con un miglioramento del 20% rispetto al 2019. 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