{"id":14400,"date":"2022-12-08T09:30:12","date_gmt":"2022-12-08T09:30:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=14400"},"modified":"2023-01-28T12:05:22","modified_gmt":"2023-01-28T12:05:22","slug":"14400-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/14400-2\/","title":{"rendered":"CASTAGNACCIO TOSCANO"},"content":{"rendered":"<p>Il\u00a0<strong>castagnaccio Toscano<\/strong>\u00a0\u00e8 un tipico dolce autunnale che si prolunga anche per l\u2019inizio dell\u2019inverno fino alla disponibilit\u00e0 delle castagne, un piatto povero di origine contadina, le prime notizie di questo dolce risalgono al 1500.<\/p>\n<div><\/div>\n<div>Era definito \u201cil pane dei poveri\u201d perch\u00e9, a differenza di oggi, le castagne e la farina che ne deriva costavano davvero poco.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Le massaie allora dovevano ingegnarsi per rendere la farina di castagne appetibile e diversa, cos\u00ec fino ad arrivare a creare il castagnaccio costituito solo di farina, acqua, olio e rosmarino.<\/div>\n<p>Si racconta che\u00a0<strong>Pillade da Luca<\/strong>\u00a0\u00e8 stato il primo a mangiare \u201ccastagnazzi\u201d. Pare per\u00f2 che solo intorno all\u2019Ottocento il dolce fosse esportato dalla Toscana e che da allora la farina venisse mescolata anche con uvetta, pinoli, noci ed aghi di rosmarino.<\/p>\n<p><strong>Curiosit\u00e0<\/strong>: si diceva che gli aghi di rosmarino usati nel castagnaccio fossero un filtro d\u2019amore, il ragazzo che avesse mangiato il dolce offertogli da una fanciulla si sarebbe innamorato di lei e l\u2019avrebbe sposata.<\/p>\n<p>Anche il grande\u00a0<strong>Pellegrino Artusi<\/strong>\u00a0ne parlava in \u201cla scienza in cucina e l\u2019arte di mangiar bene\u201d chiamandolo migliaccio di farina dolce volgarmente detto castagnaccio: \u201c<em>Anche qui non posso frenarmi dal declamare contro la poca inclinazione che abbiamo noi Italiani all\u2019industria. In alcune province d\u2019Italia non si conosce per nulla la farina di castagne e credo che nessuno abbia mai tentato d\u2019introdurne l\u2019uso; eppure pel popolo, e per chi non ha paura della ventosit\u00e0, \u00e8 un alimento poco costoso, sano e nutriente.<\/em>\u201d<\/p>\n<p><strong>Artusi<\/strong>\u00a0spiega ancora che le castagne sono state per lunghissimo tempo alimento base della gente di montagna: la polenta di farina di castagne, semplice o condita con salsiccia, fagioli, formaggio e cos\u00ec via, ha sfamato intere generazioni.<\/p>\n<div>Nell\u2019Appenino tosco-emiliano si cuocevano tra due ferri delle focaccine, dette \u201cpatolle\u201d, mentre a Bologna su una piastra caldissima e si vendevano per strada con il nome di \u201cmistocchine\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>In Toscana invece con la farina di castagne si cucinava una specie di pane chiamato \u201cpattona\u201d o \u201cpolenda\u201d; e il \u201cneccio\u201d, piccola pattona cotta tra due testi caldi.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>L&#8217;ideale sarebbe una teglia di rame bassa come vuole la tradizione ma non tutti l&#8217;abbiamo! Io ho usato quella di ferro che utilizzo per la pizza.<\/div>\n<div><\/div>\n<p><strong>Ingredienti<\/strong><\/p>\n<div><\/div>\n<div>&#8211; 100 gr di uvetta<\/div>\n<div><\/div>\n<div>&#8211; 500 gr di farina di castagne<\/div>\n<div><\/div>\n<div>&#8211; 640 gr di acqua<\/div>\n<div><\/div>\n<div>&#8211; 100 gr di pinoli<\/div>\n<div><\/div>\n<div>&#8211; un goccino di rum<\/div>\n<div><\/div>\n<div>&#8211; aghi di rosmarino quanto bastano<\/div>\n<div><\/div>\n<div>&#8211; un pizzico di sale<\/div>\n<div><\/div>\n<div>&#8211; olio evo quanto basta<\/div>\n<p><strong>Preparazione<\/strong><\/p>\n<div><\/div>\n<div>Prima di tutto mettere in ammollo l&#8217;uvetta con un po&#8217; di acqua e un goccino di rum per 15-20 minuti: toccando l&#8217;uvetta ci si accorge che \u00e8 pronta perch\u00e9 morbida.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Scolarla quindi e tenerla da parte.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>In una ciotola mettere la farina di castagne con l\u2019acqua e mescolare bene con una frusta a mano.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Unire anche la met\u00e0 dell&#8217;uvetta, la met\u00e0 dei pinoli, il pizzico di sale, un po&#8217; di aghi di rosmarino e un filo di olio evo ed amalgamare tutto.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Ungere una teglia con olio evo e versarci il composto.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Aggiungere in superficie la restante uvetta e i restanti pinoli, ancora qualche ago di rosmarino e un filo di olio evo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Cuocere in forno gi\u00e0 caldo a 190 gradi per circa 35 minuti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Annamaria Leo<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il\u00a0castagnaccio Toscano\u00a0\u00e8 un tipico dolce autunnale che si prolunga anche per l\u2019inizio dell\u2019inverno fino alla disponibilit\u00e0 delle castagne, un piatto povero di origine contadina, le prime notizie di questo dolce risalgono al 1500. 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