{"id":14033,"date":"2022-09-22T22:30:50","date_gmt":"2022-09-22T22:30:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=14033"},"modified":"2024-02-23T15:59:43","modified_gmt":"2024-02-23T15:59:43","slug":"la-mostra-del-polacco-lukas-glinkowski-alla-luigi-solito-galleria-contemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/la-mostra-del-polacco-lukas-glinkowski-alla-luigi-solito-galleria-contemporanea\/","title":{"rendered":"La mostra del polacco Lukas Glinkowski alla Luigi Solito Galleria Contemporanea"},"content":{"rendered":"<p>Luigi Solito Galleria Contemporanea riparte dopo la pausa estiva con la propria programmazione,\u00a0annunciando la prima personale in Italia dell\u2019artista polacco <strong>Lukas Glinkowski<\/strong>.\u00a0<strong>\u201c00\u201d<\/strong> solo exhibition \u00e8 frutto di un lavoro di produzione condivisa con la galleria che lo\u00a0rappresenter\u00e0 in Italia, sostenendolo anche all\u2019estero.<br \/>\n<strong>Venerd\u00ec 23 settembre dalle 19:00<\/strong> la galleria apre al pubblico con 13 lavori inediti pensati\u00a0dall\u2019artista per lo spazio nell\u2019ex Lanificio. Lukas Glinkowski, che vive e lavora a Berlino, sar\u00e0\u00a0presente in galleria anche per accogliere il confronto con critici, curatori, giornalisti, collezionisti e\u00a0il pubblico interessato.<br \/>\n<strong>Lukas Glinkowski<\/strong>, nato a Chelmno (Polonia) nel 1984, si trasferisce a Berlino all&#8217;et\u00e0 di tre anni. Dal\u00a02007 al 2014 studia belle arti alla Kunstakademie D\u00fcsseldorf con Reinhold Braun, diplomandosi\u00a0come allievo master di Katharina Grosse.<br \/>\nDopo numerose mostre collettive in spazi off-space e destinati a progetti sociali, Lukas Glinkowski nel 2017 espone la sua prima mostra personale al Bruch &amp; Dallas di Colonia: \u201cI Like Disco &amp; Disco\u00a0Likes Me\u201d \u2013 un&#8217;installazione interattiva che fa riferimento alle sue frequentazioni della scena disco\u00a0club. Nel 2019 Glinkowski ha ricevuto il Villa Aurora Stipend a Los Angeles ed \u00e8 stato insignito del\u00a0Berlin Hyp F\u00f6rderpreis. Nel 2019-2020 ha partecipato alla mostra itinerante \u201cNOW! Painting in\u00a0Germany today\u201d dove presentato opere con specchi di grande formato al Kunstmuseum di Bonn,\u00a0al Museum Wiesbaden, al Kunstsammlungen Chemnitz &#8211; Museum Gunzenhauser e al\u00a0Deichtorhallen di Amburgo.<br \/>\nPi\u00f9 recentemente (2020-2021) Lukas Glinkowski ha esposto le sue opere allo Studio Berlin sotto la\u00a0direzione artistica della Boros Foundation insieme a molti famosi artisti berlinesi. Nel 2021, con la\u00a0<strong>galleria di Luigi Solito<\/strong> ha partecipato con un suo lavoro alla mostra \u201cPortal #2 &#8211; Napoli\/Berlino\u201d,\u00a0una collettiva di 16 artisti internazionali legati alla scena berlinese.\u00a0Lukas Glinkowski vive e lavora a Berlino.<\/p>\n<blockquote><p>Il lavoro di Lukas Glinkowski si concentra principalmente sulla <strong>pittura<\/strong>, creando spesso un\u00a0immaginario che si combina con frammenti di luoghi urbani, film e fumetti. Spazi che riflettono la\u00a0cultura quotidiana, come per esempio i bagni pubblici o le stazioni della metropolitana,\u00a0strettamente collegati alle tendenze della musica elettronica, dei fumetti e della cultura pop.<\/p><\/blockquote>\n<p>Attraverso il proprio punto di vista artistico sulle strutture architettoniche e sociologiche, esamina\u00a0questi spazi come riflesso della societ\u00e0.\u00a0Come supporto per i suoi dipinti, l\u2019artista non usa la tela ma materiali come gli specchi, le\u00a0piastrelle, il legno, il vetro e le carte da parati.<br \/>\n<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-14043 alignleft\" src=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Lukas-Glinkowski__-300x227.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"227\" srcset=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Lukas-Glinkowski__-300x227.jpg 300w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Lukas-Glinkowski__-768x582.jpg 768w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Lukas-Glinkowski__-1024x776.jpg 1024w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Lukas-Glinkowski__-1320x1001.jpg 1320w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Lukas-Glinkowski__.jpg 1575w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Negli ultimi anni <strong>Lukas Glinkowski<\/strong> ha ampliato il suo lavoro creativo coinvolgendo gli spettatori.\u00a0Per la sua personale \u201cI like disco &amp; disco likes me\u201d (2017, Colonia) si \u00e8 ispirato al suo passato di\u00a0frequentatore della vita notturna degli anni Novanta, allestendo uno show room con piastrelle\u00a0bianche, lavandini e specchi che ricordavano l\u2019estetica dei bagni delle discoteche. I visitatori della\u00a0mostra sono stati invitati a lasciare degli \u201cscarabocchi\u201d sulle pareti per fare propria questa stanza econtribuire a renderla pi\u00f9 autentica. Prendendo spunto dalla cultura dei fumetti e della pop art,\u00a0Lukas utilizza figure della letteratura per l\u2019infanzia e la giovent\u00f9, figure di finzione (avatar) che\u00a0collegano lo spettatore \u2013 attraverso il proprio riflesso \u2013 agli eroi e agli idoli della cultura pop.<br \/>\nInfatti, Glinkowski fa riferimento a diversi presupposti psicologici: uno di questi \u00e8 la \u201c<strong>teoria del\u00a0riflesso<\/strong>\u201d. Secondo questa teoria, osservando e analizzando il comportamento degli altri, iniziamo a\u00a0identificarci con esso, proprio come se ci guardassimo allo specchio. Aprendo, quindi, uno scenario\u00a0sulla storia dello specchio nell\u2019arte, da Vel\u00e1zquez fino a Pistoletto. Utilizza una versione anche pi\u00f9\u00a0deformata (come nella vita) grazie alla pellicola specchiante che, a differenza dei veri e propri\u00a0specchi, non restituisce mai le forme in maniera chiara e netta.<br \/>\nUn altro comportamento che si pu\u00f2 osservare, quando si ha a che fare con personaggi reali o di\u00a0fantasia, \u00e8 l\u2019\u201c<strong>effetto camaleonte<\/strong>\u201d: l\u2019imitazione inconscia di gesti, atteggiamenti ed evidenti stati\u00a0d\u2019animo adattati al linguaggio del corpo della persona con cui sta interagendo. I bambini e gli\u00a0adolescenti che scelgono i loro idoli ed eroi adottandone gesti, stile e postura, stanno creando la\u00a0loro \u201cvera\u201d personalit\u00e0? Che effetto ha il comportamento degli adulti quando questi si ispirano agli\u00a0influencer dei social network? Presentano il loro vero \u201cio\u201d o si tratta invece della creazione di\u00a0un\u2019immagine ideale di loro stessi? E che cosa si intende per \u201cvero me stesso\u201d?\u00a0Sono tutte domande che Glinkowski pone agli spettatori introducendo nelle sue opere delle vere e\u00a0proprie maschere, molto spesso quella di un vampiro (diventato anche il suo logo), nel segno di un\u00a0mito leggendario che oscilla tra la morte e l\u2019immortalit\u00e0.<br \/>\nIl suo lavoro pu\u00f2 essere inteso meno come pittura e pi\u00f9 come scultura; Lukas cerca di esplorare i\u00a0confini del genere e di ridefinirli per s\u00e9 stesso. Le osservazioni degli spazi urbani giocano un ruolo\u00a0centrale in questo senso. L\u2019interazione casuale, se non addirittura arbitraria, di diversi \u201ccreatori\u201dserve da ispirazione continua per il suo lavoro, come i graffiti o gli oggetti industriali. Lo stesso vale\u00a0per le influenze della cultura pop che costantemente fluiscono frammentate nel suo processo\u00a0creativo: soggetti della musica, della moda, dei fumetti e del cinema vengono accostati, collegati e\u00a0fusi a elementi pittorici per reinterpretarli. Le sottoculture e il fascino del \u201c<strong>trash<\/strong>\u201d lo attraggono pi\u00f9\u00a0di un\u2019immagine \u201c<strong>pulita<\/strong>\u201d.<\/p>\n<h4>Non \u00e8 la prospettiva su un soggetto che \u00e8 rilevante, ma quella dello spettatore che trova un\u00a0accesso soggettivo all\u2019opera esposta. Nelle sue installazioni performative, i visitatori diventano\u00a0\u201cco-creatori\u201d dell\u2019opera applicando graffiti o disegni al lavoro, commentando, ripensando o\u00a0sovrascrivendo le tracce trovate.<\/h4>\n<p>L\u2019attrazione verso ci\u00f2 che non si pu\u00f2 fare, che \u00e8 proibito, \u00e8\u00a0sostituita dal libero e collettivo interesse alla co-creazione dell\u2019opera d\u2019arte. Sceglie le frasi che\u00a0leggiamo nei suoi lavori utilizzando il metodo del \u201ccut-up\u201d; smonta la sintassi di testi, anche di<br \/>\ngeneri diversi, e li riassembla. Le parti di testo frammentate, come titoli di canzoni, testi e citazioni\u00a0di film, devono essere rilette e inserite in un nuovo contesto.<br \/>\nLa vera rivoluzione nel mondo dell\u2019arte contemporanea, come in tanti suoi derivati, \u00e8 la possibilit\u00e0\u00a0di remixare vari linguaggi per creare nuovi linguaggi, o anche detti meta-linguaggi. Del resto anche\u00a0in musica, nel corso degli anni, si \u00e8 sempre pi\u00f9 sviluppata la tendenza al campionamento\u00a0analogico, dove frammenti e pezzi vengono assemblati in un nuovo insieme. Lui lo fa ispirandosi\u00a0all\u2019ingenuit\u00e0 infantile, per donare ai lavori una freschezza e una spontaneit\u00e0 che solo i bambini\u00a0sono ancora in grado di esprimere.<br \/>\nOgni giorno succede qualcosa di diverso, crudo e disadorno. Ed \u00e8 per questo che le sue opere\u00a0appaiono come sono, come pezzetti disordinati messi insieme; come un insieme di istantanee in\u00a0sequenza, come quando si fa zapping cambiando canale e ottenendo nuove informazioni.<br \/>\nAlle innumerevoli domande senza risposta che troviamo nella pittura, Lukas Glinkowski non cerca\u00a0nemmeno di dare una soluzione. Al contrario, si pone \u2013 e ci pone \u2013 costantemente nuovi quesiti.\u00a0Analogamente al campionamento nella musica, nelle sue opere presenta un mash-up visivo.\u00a0Frammenti e oggetti di scena si trasformano in un nuovo insieme il cui significato \u00e8 configurato\u00a0dagli spettatori stessi: citazioni storico-artistiche e riferimenti contemporanei sono indicazioni\u00a0estetiche o concettuali. Nell\u2019opera di Glinkowski non si tratta di proporre un significato armonico e\u00a0coerente, ma di un accesso individuale in cui il punto di vista dell\u2019artista e quello dell\u2019osservatore\u00a0non devono necessariamente coincidere. Questo approccio decisamente postmoderno crea un\u00a0spazio che ci permette di giocare con le nostre abitudini alla visione e al pensiero, un gioco che\u00a0contempla contemporaneamente il caso, il caos e la pluralit\u00e0, o che porta addirittura\u00a0all\u2019incommensurabilit\u00e0. <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-14034 alignleft\" src=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/04_Fear_2022_olio-glitter-specchio-su-legno_75x60x35-241x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"241\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/04_Fear_2022_olio-glitter-specchio-su-legno_75x60x35-241x300.jpeg 241w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/04_Fear_2022_olio-glitter-specchio-su-legno_75x60x35-768x955.jpeg 768w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/04_Fear_2022_olio-glitter-specchio-su-legno_75x60x35-823x1024.jpeg 823w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/04_Fear_2022_olio-glitter-specchio-su-legno_75x60x35.jpeg 1266w\" sizes=\"(max-width: 241px) 100vw, 241px\" \/><strong>Lukas Glinkowski<\/strong> ci trasporta in un mondo pittorico che deriva dalle sue osservazioni ed esperienze quotidiane, a volte forse anche da sogni o idealizzazioni: spazi urbani,\u00a0film, brani, cartoni animati, videogiochi, cultura pop e disco club. Poich\u00e9 \u00e8 particolarmente\u00a0interessato alla sottocultura, i luoghi che evoca sono spesso tanto morbosi quanto trash, e le sue realizzazioni sono costituite da prodotti industriali ordinari. La consistenza degli oggetti che egli\u00a0stesso costruisce determina cos\u00ec una \u201coccupazione spaziale\u201d delle sue opere, che in ogni caso non\u00a0si limitano all\u2019allestimento a parete; a volte i visitatori della mostra sono persino invitati a\u00a0partecipare alla sua pittura. Forse per dimostrarci che il suo universo \u00e8 in realt\u00e0 un mondo che\u00a0possiamo scoprire di nuovo con i nostri occhi, ma vedendolo a modo suo. Non vuole spiegarcelo,\u00a0ma come spesso accade nella vita, le domande ben poste sono pi\u00f9 illuminanti delle risposte\u00a0precise.<br \/>\nIl mondo delle immagini di Lukas Glinkowski mette in scena collisioni sociali ed estetiche:\u00a0trasferisce lo <em>slang<\/em> della strada, i graffiti, gli slogan e gli stickers che colonizzano lo spazio pubblico,\u00a0all\u2019universo asettico delle gallerie e delle sedi espositive, dove le sue opere in un primo momento\u00a0appaiono fuori luogo, come degli imbucati a un ricevimento di alta cultura. Non si attengono al\u00a0tono colto e altezzoso della sublimazione estetica ma parlano il linguaggio ruvido di una cultura\u00a0giovanile che non nasconde nemmeno la malizia criminale quando cerca (o tenta) di attirare\u00a0l\u2019attenzione.<br \/>\nFin dall\u2019inizio, la vitalit\u00e0 di questa scena underground anarchica e la sua incondizionata volont\u00e0 di\u00a0esprimersi sono serviti come fonte di inspirazione per l\u2019arte di Glinkowski. Piuttosto che guardare\u00a0alla storia dell\u2019arte, Lukas va oltre i grandi e rassicuranti viali della citt\u00e0 per dirigersi verso i non\u00a0luoghi urbani che pullulano di tag e di graffiti con slogan sovversivi. Qui trova l\u2019ispirazione pittorica\u00a0necessaria per far progredire la sua arte, nei negozi di street food arredati con sedie di plastica, nei\u00a0lotti urbani vuoti ostruiti dai cartelloni pubblicitari e dalle toilette illuminate al neon.<br \/>\nDurante queste esplorazioni, la macchina fotografica \u00e8 la sua compagna indispensabile, lo storage\u00a0device delle informazioni che poi elabora al computer e in studio. Anche se i temi dell\u2019immagine\u00a0prendono origine dalla subcultura, questi subiscono un processo di trasformazione per poi\u00a0riapparire in modo alterato nelle sue opere. Glinkowski infatti non utilizza mai immagini gi\u00e0 finite,\u00a0cose del mondo reale \u201cready-made\u201d. Gli elementi delle sue texture sono sempre il risultato di un\u00a0processo creativo, concettualmente controllato. Le forme vengono selezionate, modificate o\u00a0copiate in pittura, ritagliate con un cutter e poi applicate a un supporto, di solito rigido e<br \/>\nresistente. <strong>Glinkowski<\/strong> naviga cos\u00ec in una zona di confine della pittura; forse sarebbe pi\u00f9\u00a0appropriato descrivere le sue opere come collage di parole e immagini, come oggetti pittorici su\u00a0cui forme di colore sono incollate, rivelando quindi un leggero rilievo. Come affissioni, writing e\u00a0manifesti strappati \u2013 che sono immagini delle nostre realt\u00e0 urbane \u2013 lui si sofferma sull\u2019atto\u00a0dell\u2019applicazione di quel messaggio, come per gli stickers. Si tratta di opere che si collocano a met\u00e0\u00a0strada tra la citazione della realt\u00e0 e l\u2019arte visiva.<br \/>\n<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-14035 alignright\" src=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/LGlinkowski_00_event_invito-300x156.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"156\" srcset=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/LGlinkowski_00_event_invito-300x156.jpg 300w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/LGlinkowski_00_event_invito-768x400.jpg 768w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/LGlinkowski_00_event_invito-1024x533.jpg 1024w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/LGlinkowski_00_event_invito-1320x687.jpg 1320w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/LGlinkowski_00_event_invito.jpg 1969w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Questa posizione intermedia \u00e8 anche documentata dal fatto che le informazioni dell\u2019immagine\u00a0non sono mai armonizzate, n\u00e9 a livello formale n\u00e9 a livello di contenuto. Glinkowski non \u00e8 un\u00a0artista che si sforza di raggiungere una sorta di omogeneit\u00e0 pittorica o di rilasciare uno statement\u00a0personale, inteso come messaggio leggibile. \u00c8 interessato di pi\u00f9 a mantenere la disparit\u00e0 di slogan,\u00a0forme e \u201cgrafie\u201d, affinch\u00e9 l\u2019autorialit\u00e0 collettiva \u2013 che lui occasionalmente perseguita \u2013 possa\u00a0divenire prevalente. Ci\u00f2 che per\u00f2 queste immagini hanno in comune \u00e8 il tono minaccioso e\u00a0aggressivo che Lukas attinge dai fumetti underground, film horror, fiabe (che spesso non sono poi\u00a0cos\u00ec innocue) e dai messaggi virali di odio ed intolleranza, qualcosa che salta agli occhi degli\u00a0spettatori perch\u00e9 questi non hanno la possibilit\u00e0 di prenderne le distanze. Gli spettatori sono\u00a0sempre parte dell\u2019immagine, poich\u00e9 vengono \u201ccatturati\u201d dalla superficie riflettente, divenendo\u00a0cos\u00ec elementi vivi dell\u2019opera. Le opere non sono semplici e inoffensivi riquadri, invitando gli\u00a0spettatori a immergersi contemplativamente in mondi fatti di immagini lontane, ma al contrario le\u00a0prospettive sono invertite e la spinta principale delle opere \u00e8 verso gli spettatori.<\/p>\n<p>Le <strong>opere speculari di Glinkowski<\/strong> si basano su un effetto esterno che a sua volta mette in\u00a0discussione l\u2019estetica autonoma dell\u2019opera d\u2019arte. Nessun mondo dell\u2019immagine autonoma e\u00a0autosufficiente viene costituito indipendentemente nei suoi lavori; le sue opere si definiscono,\u00a0invece, come un derivato e un riflesso di una realt\u00e0 sociale che \u2013 come dice il messaggio \u2013 non pu\u00f2\u00a0assolutamente essere ignorata dall\u2019attivit\u00e0 artistica. Dove sarebbe il confine estetico che delimita\u00a0l\u2019opera dalla realt\u00e0 quotidiana? In ogni caso, non si pu\u00f2 parlare di autonomia dell\u2019immagine nel\u00a0suo caso, poich\u00e9 le sue opere sono interlocutori di una realt\u00e0 sociale che trova posto\u00a0nell\u2019immagine in maniera naturale.<br \/>\nLe sue opere riflettono chiaramente una realt\u00e0 extra-artistica le cui forme di comunicazione\u00a0appaiono estranee e incomprensibili solo a chi ci si avvicina per la prima volta.\u00a0\u00c8, quindi, ancora pi\u00f9 urgente l\u2019apertura dell\u2019arte contemporanea, e della pittura in particolare, ai\u00a0codici con cui i giovani delle periferie (e non solo) comunicano. Perch\u00e9 questi linguaggi clandestini\u00a0meritano di essere percepiti al di l\u00e0 degli angoli remoti e \u201cirregolari\u201d dove di norma trovano\u00a0spazio.<br \/>\nQuesto \u00e8 ci\u00f2 che l\u2019arte di Glinkowski insegue. Non visualizza tanto l\u2019espressione individuale,\u00a0l\u2019idioma privato, ma piuttosto i c<strong>odici subculturali<\/strong>, restituendo l\u2019immagine al contesto sociale da\u00a0cui l\u2019artista ha tratto ispirazione. \u00c8 ovvio che questo processo articola una richiesta di apertura\u00a0dell\u2019immagine e della pittura in generale. Forse la pittura ha coltivato un\u2019esclusiva forma di\u00a0autosufficienza per troppo tempo. Per quanto plausibile sia questo meccanismo di protezione e di\u00a0elusione sociale fa bene ascoltare il gergo di strada di Glinkowski, la voce di un\u2019altra realt\u00e0,\u00a0possibilmente pi\u00f9 cruda.<br \/>\n(Parte di questo testo \u00e8 tratto dal <strong>catalogo \u201cMaybe I am barking up the wrong tree &#8211; but we\u2019ll see!\u201d<\/strong>,\u00a0Hatje Cantz Verlag, Berlino, 2021).<\/p>\n<p>Si ringraziano per il supporto l\u2019<strong>Associazione di categoria ANGAMC<\/strong>, lo <strong>Spazio NEA<\/strong> e <strong>iemme edizioni<\/strong>.\u00a0<em><strong>00 di Lukas Glinkowski<\/strong> <\/em>partecipa alla <strong>XVIII Giornata del Contemporaneo<\/strong> promossa da AMACI &#8211;\u00a0Associazione dei Musei d\u2019Arte Contemporanea Italiani e alle Giornate Europee del Patrimonio\u00a02022.<br \/>\nLa vendita delle opere \u00e8 disponibile anche sulle piattaforme <strong>Artsy, ArtPrice e 1stDibs.<\/strong><\/p>\n<p>Luigi Solito Galleria Contemporanea &#8211; Ex Lanificio, Piazza Enrico De Nicola 46, scala B &#8211; piano 1,<br \/>\nNapoli\u00a0Luned\u00ec &#8211; venerd\u00ec &amp;gt; 9.00 &#8211; 18.00 \/ sabato e domenica &amp;gt; su appuntamento\u00a0081 304 19 19 | 081 45 13 58 | info@luigisolito.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luigi Solito Galleria Contemporanea riparte dopo la pausa estiva con la propria programmazione,\u00a0annunciando la prima personale in Italia dell\u2019artista polacco Lukas Glinkowski.\u00a0\u201c00\u201d solo exhibition \u00e8 frutto di un lavoro di produzione condivisa con la galleria che lo\u00a0rappresenter\u00e0 in Italia, sostenendolo anche all\u2019estero.<br \/>\nVenerd\u00ec 23 settembre dalle 19:00 la galleria apre al pubblico con 13 lavori inediti pensati\u00a0dall\u2019artista per lo spazio nell\u2019ex Lanificio.<\/p>\n","protected":false},"author":548,"featured_media":14035,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1175,12],"tags":[1969,2169,1831,152,633,2170,2171,2172,47,2173,2174],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14033"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/548"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14033"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14033\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16043,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14033\/revisions\/16043"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14035"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14033"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14033"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14033"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}