{"id":12820,"date":"2021-11-24T10:59:04","date_gmt":"2021-11-24T10:59:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=12820"},"modified":"2023-01-30T12:11:42","modified_gmt":"2023-01-30T12:11:42","slug":"violenza-sulle-donne-la-lotta-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/violenza-sulle-donne-la-lotta-continua\/","title":{"rendered":"Violenza sulle donne: la lotta continua"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_12822\" aria-describedby=\"caption-attachment-12822\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-12822 size-medium\" src=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/IMG_9150-300x263.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/IMG_9150-300x263.jpg 300w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/IMG_9150.jpg 698w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-12822\" class=\"wp-caption-text\">Walter Di Munzio<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>Dati, attualit\u00e0 e riflessioni insieme Walter Di Munzio, psichiatra di chiara fama e noto giornalista di settore<\/em><\/p>\n<p>Sul Pianeta, il 35% circa delle donne ha subito una forma di violenza fisica o sessuale &#8211; di varia entit\u00e0 &#8211; e il 38% dei femminicidi \u00e8 stato compiuto dal partner della vittima, dati Evidence Brief 2019, OMS.<br \/>\nNemmeno la nostra civilissima nazione fa eccezione: i report dell\u2019ISTAT 2015 e 2018, ci dicono che il 31,5% delle donne fra i 16 e i 70 anni \u00e8 stata bersaglio di violenza fisica o sessuale e il 54,9% dei femminicidi \u00e8 stato perpetrato da un marito\/compagno\/fidanzato oppure da un ex che non si \u00e8 rassegnato a essere messo da parte.<br \/>\nCi\u00f2 che colpisce maggiormente \u00e8 che non si tratta di violenze insensate di questo o quel singolo individuo, ma delle conseguenze di una \u201ccultura sessista e criminale\u201d che giustifica e \u201cnormalizza\u201d la violenza.<br \/>\nConsumo di alcol e stupefacenti, stress, colpevolizzazione della vittima, malattie mentali influiscono, per\u00f2 dai dati ufficiali risulta che sono presenti soltanto nel 10% dei casi e possono esasperare tensioni gi\u00e0 presenti, non esserne la causa assoluta.<br \/>\nUn quadro drammatico che accende i riflettori sull\u2019Italia e chi la abita. Il Mondo. Elementi che fanno rabbrividire e dovrebbero fare riflettere tutti noi. Non soltanto in questo 25 novembre 2021, Giornata internazionale per l\u2019eliminazione della violenza contro le donne, designata nel 1999 su proposta degli Stati Uniti, dall\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite, che ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare e promuovere in questo preciso giorno iniziative ed attivit\u00e0 mirate a sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica su questo problema (art.1\/1993) che si presenta tutt\u2019oggi di una portata agghiacciante.<br \/>\nNel 2021 finora sono stati commessi 109 femminicidi&#8230;<\/p>\n<p>La pandemia, poi, ha esasperato animi e situazioni gi\u00e0 in bilico, con il lockdown, la reclusione forzata tra le mura domestiche e quindi la convivenza esasperata, lo stress, i problemi economici e per tanti anche la perdita del lavoro. Tutti fattori aggravanti che hanno spinto le Nazioni Unite a parlare di \u201cShadow Pandemic\u201d ovvero \u201cPandemia nell\u2019ombra\u201d.<br \/>\nNell\u201980% delle nazioni \u00e8 notevolmente lievitato il numero delle chiamate alle helpline, nel 50% dei Paesi si \u00e8 verificato un aumento delle telefonate e delle denunce alla polizia: dati dal report 30 luglio 2020, Assemblea Generale delle Nazioni Unite.<br \/>\nDonne che hanno provato sulla loro pelle \u201cqualsiasi atto di violenza di genere che si traduca o possa provocare danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche alle donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libert\u00e0, sia che avvengano nella vita pubblica che in quella privata\u201d.<\/p>\n<p>Dietro tutto questo, sussistono antichi retaggi: basti pensare che lo stupro \u00e8 diventato reato contro la persona soltanto nel 1996, mentre prima era considerato reato contro la morale pubblica. Ancora una volta, la giurisprudenza di una nazione \u00e8 indicativa della mentalit\u00e0 della sua gente\u2026<br \/>\nAnche se attualmente se ne parla sempre di pi\u00f9 \u00e8 sono attivi sempre un maggior numero di movimenti, i<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12823 alignright\" src=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/IMG_9148-300x296.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"296\" srcset=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/IMG_9148-300x296.jpg 300w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/IMG_9148.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> cambiamenti concreti tardano a giungere perch\u00e9 richiedono molto tempo e ancora tante battaglie dovranno essere portate avanti, finch\u00e9 si potr\u00e0 finalmente raggiungere un risultato soddisfacente e rendere le donne di ogni continente libere dalla violenza.<\/p>\n<p>Innanzitutto va precisato che nel momento in cui incomincia a emergere la violenza all\u2019interno di una coppia si deve denunciare. Attendere \u00e8 del tutto controproducente: quando viene travalicato gravemente il limite del rispetto per l\u2019altro, non c\u2019\u00e8 speranza che si torni indietro, senza adeguati supporti specialistici. Si dovrebbe \u201cprendere in carico, dal punto di vista medico-psicologico, la donna vittima di violenza, per avviare con lei un lavoro serio di rafforzamento della struttura personologica\u201d &#8211; afferma il dott. Walter Di Munzio, psichiatra, direttore scientifico Fondazione CeRPS, Centro Ricerche su Psichiatria e Scienze umane.<br \/>\nIn pratica, favorire l\u2019aumento dell\u2019autostima minata dagli atti di violenza sofferti e soprattutto aiutarla a superare anche i sensi di colpa, che spesso derivano dalla distorta percezione di non aver fatto\/fare adeguatamente il proprio dovere, cio\u00e8 quello che \u00e8 stato trasmesso come tale e per cui sono state educate attraverso insegnamenti diretti o indiretti gi\u00e0 dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0.<br \/>\n\u201cBisognerebbe occuparsi &#8211; preferibilmente separatamente &#8211; dei maschi violenti\u201d Come? Garantendo loro strumenti che li possano aiutare a comprendere gli errori fatti e \u201ca ridefinire il loro ruolo e affrontare le loro insicurezze\u201d in maniera adeguata, sollecitando quindi una presa di coscienza di quanto commesso e delle conseguenze generate. Va ricordato a tale proposito che capita spesso che gli uomini violenti siano stati a loro volta vittime di violenza in et\u00e0 adolescenziale.<\/p>\n<p>Come individuare il tipo violento? Va chiarito che \u00e8 davvero difficile per una donna comprendere che maschio ha davanti a s\u00e9, perch\u00e9 \u201cfrequentemente l\u2019approccio cambia repentinamente. Anche un uomo che pu\u00f2 apparire gentile e buono pu\u00f2 improvvisamente virare verso comportamenti violenti, a causa di una sorta di distorsione della realt\u00e0. Questa innesca pensieri patologici di tipo paranoico: una parola, un gesto possono essere infatti vissuti come rivelatori di un retropensiero da parte della propria donna. Ci\u00f2 pu\u00f2 succedere per\u00f2 soltanto se era presente gi\u00e0 prima un nucleo psicotico nell\u2019uomo in questione, che poteva pure non essere ancora evidente. In altri casi ci si trova di fronte alle reazioni aggressive di un uomo solo e insicuro, che vede crollare tutto il mondo degli affetti e delle sudditanze che credeva di aver costruito. In queste situazioni, capita spesso che siano le persone che gravitano attorno alla donna oggetto di violenza, ad accorgersi dell\u2019esistenza di tali pericoli, e se sono a lei legate da un rapporto di profondo affetto, in genere riescono a distinguere chiaramente gli atti di amore da quelli di possesso\u201d che le sono riservati dal \u201cmaschio padrone\u201d &#8211; spiega lo psichiatra.<\/p>\n<p>La violenza e con essa la furia assassina finisce con il coinvolgere frequentemente anche altre persone, innanzitutto gli stessi figli della coppia: gli uomini violenti colpiscono in questo modo con precisa determinazione il bene pi\u00f9 prezioso che una madre possa avere: i propri figli! Altre volte ad essere aggredite sono le madri perch\u00e9 vengono considerate complici delle proprie figlie che tentano semplicemente di proteggerle e\/o di salvare.<br \/>\nQuesta manifestazione prevaricatrice in effetti \u201csancisce e rivela una crisi di ruolo e un sentimento di confusione, associati alla difficolt\u00e0 degli aggressori di ridefinire la propria collocazione nella societ\u00e0 ed all\u2019interno di un sistema di relazioni che non li vede pi\u00f9 in posizione centrale nella rete dei rapporti familiari e sociali\u201d &#8211; spiega lo specialista.<br \/>\n\u201cOltre che un atto di pura violenza, la furia omicida \u00e8 un atto irrazionale che rasenta per un solo istante l\u2019inconsapevolezza. Pu\u00f2 seguire ad esso altra violenza che investe coloro che sono testimoni del proprio atto\u201d quindi familiari, figli o altri soggetti in qualche modo vicini alla donna destinataria di violenza.<\/p>\n<p>Alla base dell\u2019insano desiderio che porta alcuni uomini a voler cancellare dal mondo la propria donna che non vuole pi\u00f9 essere sua, privandola della vita, c\u2019\u00e8 innanzitutto \u201cl\u2019onnipotenza maschile che contraddistingue tutt\u2019oggi alcuni maschi della specie umana, un sentimento sovrastrutturale di tipo culturale che deriva da un vissuto di propriet\u00e0 verso la donna\u201d &#8211; continua Walter Di Munzio,<br \/>\nLa donna viene vista dunque come \u201ccosa propria\u201d, del quale il maschio sente pressante il diritto di propriet\u00e0. Quindi \u00e8 convinto che le appartenga, \u201c\u00e8 sua\u201d. Parliamo, come chiarisce Di Munzio, di \u201cuna sovrastruttura assolutamente infondata, generata da condizionamenti, spesso inculcati ai figli maschi dalle stesse famiglie, anche dalla componente materna, femminile di esse\u201d tempi addietro, a cui \u201csi aggiungeva a un\u2019antica disposizione alla remissivit\u00e0, fortemente esistente in alcune donne per gli identici motivi\u201d.<br \/>\nLa famiglia e l\u2019intera societ\u00e0 sono state dominate per millenni in quasi tutte le civilt\u00e0 dalle figure maschili, in quanto condizionate da tali atteggiamenti, derivati dalla stessa cultura e influenza socioculturale. Cos\u00ec \u00e8 stato \u201cfino alla rivoluzione culturale del \u201968, che ha registrato l\u2019avvio di un movimento di liberazione delle donne, unitamente ad un radicale cambiamento dei costumi che \u00e8 tuttora in corso e che ha segnato una profonda crisi del ruolo maschile, vissuto con difficolt\u00e0 crescente dall\u2019uomo\u201d che ha condotto in alcuni, principalmente \u201cnei pi\u00f9 fragili e negli ignoranti, una risposta violenta ad ogni azione di emancipazione femminile, fino a giungere all\u2019aggressione violenta nei confronti di colei che si ribella al suo dominio\u201d.<br \/>\nE va ricordato e attentamente valutato che l\u2019incultura e l\u2019incertezza dei propri obiettivi di vita, la sostanziale sfiducia nelle proprie capacit\u00e0 sono alla base della brama di possesso e dell\u2019insoddisfazione che generano violenza, sofferenza, sangue, morti innocenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Teresa Lucianelli<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dati, attualit\u00e0 e riflessioni insieme Walter Di Munzio, psichiatra di chiara fama e noto giornalista di settore Sul Pianeta, il 35% circa delle donne ha subito una forma di violenza fisica o sessuale &#8211; di varia entit\u00e0 &#8211; e il 38% dei femminicidi \u00e8 stato compiuto dal partner della vittima, dati Evidence Brief 2019, OMS. 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