{"id":11597,"date":"2021-04-26T14:02:31","date_gmt":"2021-04-26T14:02:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=11597"},"modified":"2021-04-26T14:02:31","modified_gmt":"2021-04-26T14:02:31","slug":"la-ricetta-i-biscotti-canestrelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/la-ricetta-i-biscotti-canestrelli\/","title":{"rendered":"La Ricetta: i biscotti Canestrelli"},"content":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 la storia di un dolce che fu moneta, una lunga storia che narra di tempi in cui in Alta Valle e in tutta la Val Trebbia, lontano dal mare, le farine in generale, sia di segale che di frumento scarseggiavano, e la farina bianca era un lusso per pochi, certo da non sprecare per qualcosa di superfluo come un dolce. Un giorno per\u00f2, pare che dei produttori di ostie, che all\u2019epoca erano sicuramente commercianti benestanti, cominciarono a sfornare dei biscotti a forma di margherita prodotti con farina bianca e burro, il massimo dell\u2019abbondanza per l\u2019epoca, questi biscotti furono chiamati Canestrelli. La vendita di queste \u201cprimizie\u201d cominci\u00f2 sui sagrati delle chiese per finire poi su mercati ed arrivare a Genova \u201cLa Superba\u201d la quale, decise di rappresentarli sul Genovino, la moneta d\u2019oro coniata dai Genovesi, di fatto la prima moneta della storia.<\/p>\n<p>Storie e leggende a parte, una cosa \u00e8 certa, nel 1829 nel Bar Caff\u00e8 di Torriglia gestito da una certa \u201cPollicina\u201d nome d\u2019arte di Maria Avanzino che insieme al marito gestiva il famoso bar, cominciarono ad essere commercializzati diciamo ufficialmente i primi Canestrelli. Da quel periodo in poi fino ai giorni nostri, il successo del dolce che fu moneta non si ferm\u00f2 pi\u00f9, tanto che ogni anno all\u2019inizio del mese di giugno vi \u00e8 un festival del Canestrelletto di Torriglia a celebrarne la bont\u00e0.<\/p>\n<p>Ingredienti: 2 uova, 150 gr di farina 0, 100 gr di amido di mais, 75 gr di zucchero a velo + quello che serve alla fine per spolverare, buccia grattugiata di un limone, 150 gr di burro freddo, 2 bustine di vanillina.<\/p>\n<p>Preparazione: per prima cosa mettere a bollire le uova. Appena l&#8217;acqua inizia a sobollire calcolare 7 minuti. Sbucciarle e ricavare solo il tuorlo sodo. Passare i tuorli (o schiacciati benissimo con una forchetta o con uno spremiaglio) e tenere da parte. In una ciotola mescolare la farina e l\u2019amido di mais, aggiungere lo zucchero a velo, la buccia grattugiata del limone, il burro freddo a tocchetti (mi raccomando deve essere freddo di frigo), la vanillina (o aroma vaniglia) e i tuorli passati. Impastare tutto fino ad ottenere un composto morbido e molto chiaro. Bisogna avere pazienza perch\u00e9 sembra che non si compatti, ma lavorandolo per un po&#8217; il burro inizier\u00e0 ad amalgamarsi alle farine e si otterr\u00e0 cos\u00ec un bell&#8217;impasto morbido e liscio! Compattarlo bene, avvolgerlo in pellicola e mettere in frigo a riposare per circa un&#8217;ora. Trascorso il riposo, stendere la pasta tra due fogli di carta forno, all&#8217;altezza di circa 1 cm e, con una formina a fiore, ricavare i canestrelli. Metterli su una leccarda da forno ricoperta con carta forno e, con l&#8217;aiuto di un attrezzo cavo, ricavare anche i fori centrali (io ho usato una bocchetta della siringa per dolci). Con queste dosi ho ricavato 28 canestrelli! Cuocere in forno statico gi\u00e0 caldo a 170 gradi per circa 15 minuti (con il mio forno ci sono voluti 13 minuti): bisogna fare molta attenzione perch\u00e9 i canestrelli non devono scurire, bisogna sfornarli ancora chiarissimi e poi tirarli dal forno e farli raffreddare senza toccarli. Solo quando saranno poi completamente freddi, spolverare con zucchero a velo. Se non si consumano subito, conservare in un contenitore di latta per biscotti o in un contenitore che si chiude ermeticamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Leo Annamaria<\/em><br \/>\nPagina instagram cuciniamobyanna (le ricette di Anna)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 la storia di un dolce che fu moneta, una lunga storia che narra di tempi in cui in Alta Valle e in tutta la Val Trebbia, lontano dal mare, le farine in generale, sia di segale che di frumento scarseggiavano, e la farina bianca era un lusso per pochi, certo da non sprecare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":11598,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1421],"tags":[1462,1486,750],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11597"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11597"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11597\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11599,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11597\/revisions\/11599"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11598"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11597"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11597"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11597"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}