{"id":11399,"date":"2021-03-18T18:35:37","date_gmt":"2021-03-18T18:35:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=11399"},"modified":"2021-03-18T18:37:44","modified_gmt":"2021-03-18T18:37:44","slug":"dispersione-scolastica-e-dad-parti-uguali-tra-disuguali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/dispersione-scolastica-e-dad-parti-uguali-tra-disuguali\/","title":{"rendered":"Dispersione scolastica e Dad: parti uguali tra disuguali"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_11400\" aria-describedby=\"caption-attachment-11400\" style=\"width: 209px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-11400 size-medium\" src=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/WhatsApp-Image-2021-03-18-at-16.36.46-209x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"209\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/WhatsApp-Image-2021-03-18-at-16.36.46-209x300.jpeg 209w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/WhatsApp-Image-2021-03-18-at-16.36.46-768x1102.jpeg 768w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/WhatsApp-Image-2021-03-18-at-16.36.46-714x1024.jpeg 714w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/WhatsApp-Image-2021-03-18-at-16.36.46.jpeg 1051w\" sizes=\"(max-width: 209px) 100vw, 209px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-11400\" class=\"wp-caption-text\">A cura di Ennio Silvano Varchetta<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>RIFLESSIONE A NOME DEI RAGAZZI PERDUTI<\/strong><br \/>\nDal mese di marzo 2020 a oggi non si trova una fonte ufficiale unica di quanti siano i &#8220;dispersi&#8221; in Italia, non si sa cio\u00e8 con immediatezza quali siano i ragazzi che di fronte alla scelta tra Dad o niente abbiano scelto il niente, n\u00e9 quando lo abbiano fatto.<br \/>\nA febbraio 2021 una ricerca curata da Ipsos e Save the Children ha registrato almeno un disperso per classe; a febbraio un\u2019indagine della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio, che prende in considerazione maggiormente le periferie, ha rilevato al Sud uno studente disperso ogni tre.<br \/>\nLa Dad va bene per i diligenti, i motivati e gli organizzati, ma lascia indietro gli ultimi senza aver tenuto in debito conto le loro storie di esclusione. Ma non sono i docenti i destinatari di questo appello\/monito,\u00a0 esso andrebbe indirizzato all\u2019intera comunit\u00e0 degli adulti.<br \/>\nDovevamo e dobbiamo fare di pi\u00f9 sapendo che nelle nostre citt\u00e0 sono annidati, tra le case e i palazzi, eserciti di adolescenti esclusi che non hanno un motivo per alzarsi al mattino. I dpcm che si sono succeduti non hanno fatto abbastanza in tal senso, non hanno previsto una regola semplice, o se l&#8217;avessero messa in conto non \u00e8 bastato: tutti i ragazzi che in qualunque modo sono a rischio di dispersione e di esclusione sociale a causa della pandemia hanno diritto a progetti educativi personalizzati, hanno diritto a incontrare altri adulti e altri giovani con cui studiare, hanno diritto di frequentare spazi di apprendimento cooperativo per uscire dalla solitudine, anche ipertecnologica, in cui sono relegati.<br \/>\nE non ne parliamo di Napoli e dei nostri quartieri periferici&#8230;<br \/>\nQui le scuole fanno spesso e volentieri un&#8217;enorme fatica ad assicurare la normalit\u00e0: edifici, in molti casi, con necessit\u00e0 di manutenzione, laboratori non sempre adeguati, spazi e personale insufficienti.<br \/>\nL&#8217;utenza poi, disomogenea e con una molteplicit\u00e0 di famiglie con problematiche sociali che si ripercuotono sui bambini e ragazzi determinando i loro insuccessi scolastici.<br \/>\nLa scuola non \u00e8 solo trasmissione di sapere. Adesso deve essere soprattutto un modo empatico che fa capire ai ragazzi come affrontare le emergenze. La scuola \u00e8 saper stare vicini, anche attraverso<br \/>\nla didattica a distanza. Sarebbe necessario perci\u00f2 ripensare la metodologia tradizionale, quella di spiegare la lezione, interrogare e mettere i voti.<br \/>\nIl professore deve essere un costruttore di buone prassi, una guida per il loro presente e il loro futuro.<br \/>\nL\u2019urgenza sarebbe far ricominciare la scuola in presenza, rinnovando l\u2019idea (fisica e psichica) di &#8220;scuola&#8221;, rendendola quanto pi\u00f9 diffusa possibile: ma in Zona Rossa, con tutto ci\u00f2 che essa comporta, ora \u00e8 impossibile.<br \/>\nPer\u00f2 sarebbero possibili e in alcune realt\u00e0 territoriali ci\u00f2 avviene, il funzionamento di Patti Educativi di Comunit\u00e0 per consentire a piccoli gruppi di adolescenti di potersi riunire in uno spazio se non fisico almeno virtuale, della propria citt\u00e0, del proprio quartiere, e progettare momenti di confronto, di studio, di condivisione, di svago. Un modo di fare scuola, non sostituendosi ad essa.<br \/>\nNon solo, \u00e8 necessario che nuove norme prevedano che i docenti vengano affiancati da educatori di strada, con la stessa urgenza con cui sentiamo di avere bisogno di pi\u00f9 sanitari, medici e infermieri.<br \/>\nQuesta specifica richiesta, insieme ad altre istanze per una complessiva tutela dell\u2019infanzia, e dell&#8217;adolescenza \u00e8 stata gi\u00e0 avanzata, da pi\u00f9 parti, al Ministero dell\u2019Istruzione.<br \/>\nOggi quell\u2019incipit suonerebbe cos\u00ec &#8220;Cara Comunit\u00e0 degli Adulti, presa dalla partenza della Dad e dalla pandemia forse non ti sei accorta che io non mi sono mai connesso. Come non ti sei nemmeno accorta che tanti altri si sono disconnessi nel tempo, proprio come me. La Dad ci ha respinto nei letti e nei divani, altri di noi hanno ripreso a lavorare con le proprie famiglie, altri ancora nei sistemi criminali che li hanno immediatamente presi in considerazione. E, nella maggior parte dei casi, nessuno, purtroppo, \u00e8 venuto a cercarci&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RIFLESSIONE A NOME DEI RAGAZZI PERDUTI Dal mese di marzo 2020 a oggi non si trova una fonte ufficiale unica di quanti siano i &#8220;dispersi&#8221; in Italia, non si sa cio\u00e8 con immediatezza quali siano i ragazzi che di fronte alla scelta tra Dad o niente abbiano scelto il niente, n\u00e9 quando lo abbiano fatto. 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