{"id":11215,"date":"2021-02-10T18:55:59","date_gmt":"2021-02-10T18:55:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=11215"},"modified":"2021-02-10T18:55:59","modified_gmt":"2021-02-10T18:55:59","slug":"10-febbraio-il-giorno-del-ricordo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/10-febbraio-il-giorno-del-ricordo\/","title":{"rendered":"10 febbraio: il giorno del Ricordo"},"content":{"rendered":"<p>Il 10 febbraio ricorre il <strong>Giorno del Ricordo. <\/strong>Questa celebrazione \u00e8 stata indetta nel 2004 per ricordare le\u00a0vittime dei massacri delle foibe\u00a0e l&#8217;esodo giuliano dalmata. Accanto al <strong>Giorno della Memoria<\/strong> dedicato alle vittime dell&#8217;Olocausto, il Giorno del Ricordo si lega alle violenze e alle uccisioni avvenute in Istria, Fiume e Dalmazia\u00a0tra il 1943 e il 1947. La scelta di questa data non \u00e8 casuale perch\u00e9 proprio all&#8217;indomani della fine della seconda guerra mondiale, il 10\u00a0febbraio 1947, furono firmati i trattati di Pace a Parigi\u00a0con i quali si assegnavano l\u2019Istria, Quarnaro, Zara e parte del territorio del Friuli Venezia Giulia alla Jugoslavia. \u00a0Gi\u00e0 dopo la disfatta militare dell\u2019Italia del 1943 ci furono le prime operazioni di pulizia etnica da parte dei partigiani comunisti jugoslavi, ma la gran parte delle persecuzioni e degli eccidi avvenne alla fine della guerra, dopo che dall\u2019area si erano ritirate anche le truppe di occupazione naziste. Dal maggio del 1945, e per diversi mesi successivi, migliaia d&#8217;italiani considerati complici dei fascisti, furono prelevati dalle loro case, deportati e infine gettati a gruppi nelle cavit\u00e0 carsiche, tipiche dell\u2019area, chiamate foibe. Quelli che riuscirono a scampare a questi eccidi furono costretti a scappare e a vivere un lungo esodo di massa che coinvolse tra le 250mila e 350mila persone tra il 1945 e il 1956. Questa pagina tristissima della nostra storia \u00e8 stata per molto, troppo tempo, dimenticata, ed \u00e8 ancora oggi rappresenta una ferita aperta. Celebrare questo giorno \u00e8 doveroso verso i tantissimi italiani ingoiati dalle foibe, ovvero quelle insenature naturali formate da grandi\u00a0caverne verticali\u00a0presenti in Istria e Friuli Venezia Giulia che sono veri e propri inghiottitoi naturali nei quali le vittime erano gettate, spesso, ancora vive. Le uccisioni avvenivano in maniera spietata. I condannati erano legati l\u2019un l\u2019altro con un lungo filo di ferro stretto ai polsi, e schierati sugli argini delle foibe. Quindi si apriva il fuoco, si sferravano colpi di mitra non su tutto il gruppo, ma soltanto sui primi della catena, i quali, precipitando nell\u2019abisso, morti o gravemente feriti, trascinavano con s\u00e9 gli altri che ancora vivi potevano sopravvivere per giorni sui fondali delle voragini, sui cadaveri dei loro compagni, tra sofferenze inimmaginabili. Per altri invece cominci\u00f2 il lungo esodo che vide migliaia di persone riversarsi prima nei campi profughi e poi in molte citt\u00e0 di quella madrepatria che a volte fu con loro poco accogliente. In molte citt\u00e0 italiane sorsero interi quartieri dedicati alle comunit\u00e0 di esuli che avevano dovuto lasciare le loro terre, i loro beni ormai confiscati, gli affetti di chi era rimasto. La celebrazione del giorno del Ricordo \u00e8 perci\u00f2 necessaria non solo perch\u00e9 rappresenta un momento di riflessione affinch\u00e9 tragedie come queste non accadano pi\u00f9, ma soprattutto perch\u00e9 questa pagina della nostra storia per lungo tempo nascosta venga alla luce, tramandata, ricostruita nei dettagli per rendere onore a quegli uomini, donne, bambini ITALIANI che meritano giustizia almeno quella della memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Maria Palma Gramaglia<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 10 febbraio ricorre il Giorno del Ricordo. Questa celebrazione \u00e8 stata indetta nel 2004 per ricordare le\u00a0vittime dei massacri delle foibe\u00a0e l&#8217;esodo giuliano dalmata. 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