{"id":1116,"date":"2012-03-06T10:38:47","date_gmt":"2012-03-06T10:38:47","guid":{"rendered":"http:\/\/newmediapress.it\/magazine\/?p=1116"},"modified":"2012-03-06T10:41:24","modified_gmt":"2012-03-06T10:41:24","slug":"vii-edizione-del-nimby-forum-331-le-infrastrutture-e-gli-impianti-oggetto-di-contestazione-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/vii-edizione-del-nimby-forum-331-le-infrastrutture-e-gli-impianti-oggetto-di-contestazione-in-italia\/","title":{"rendered":"VII edizione del Nimby forum: 331 le infrastrutture e gli impianti oggetto di contestazione in Italia"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Venerd\u00ec \u00e8 stato presentato il VII Rapporto dell\u2019Osservatorio media permanente Nimby forum sul fenomeno delle contestazioni territoriali ambientali. Il Nimby Forum rappresenta al momento l\u2019unico database nazionale delle opere di pubblica utilit\u00e0 che sono oggetto di proteste, e si \u00e8 imposto come un importante think tank sul tema. \u00a0L\u2019acronimo inglese sta per \u201cNot in my back yard\u201d &#8211; \u201cNon nel mio cortile\u201d, ed indica un atteggiamento di dissenso contro opere di interesse pubblico che hanno, o si pensa possano avere, effetti negativi sul territorio in cui dovrebbero essere realizzate. \u00a0Nel rapporto sono censiti 331 progetti tra centrali idroelettriche e a biomasse, linee ferroviarie ad alta velocit\u00e0, reti stradali, impianti eolici e fotovoltaici, gassificatori, termovalorizzatori, discariche, gasdotti ed elettrodotti. \u00a0Molti degli impianti catalogati sono presenti fin dalle prime pubblicazioni: si tratta di 163 progetti bloccati, di cui ben 20 permangono dalla prima rilevazione nel 2004. Il 51% dei progetti fermi non sono ancora stati autorizzati e per alcuni di essi non \u00e8 stato ancora avviato l\u2019iter autorizzativo. \u00a0I pi\u00f9 contestati sono gli impianti per la produzione di energia elettrica, quelli per il trattamento dei rifiuti ed i termovalorizzatori che rappresentano rispettivamente il 53,5%, il 14,5% ed il 10 % del totale. Le regioni che subiscono pi\u00f9 proteste sono la Lombardia, la Toscana ed il Veneto con 46, 42 e 40 impianti contrastati. Tra i casi in pending c\u2019\u00e8 il Corridoio V dell\u2019alta velocit\u00e0 Torno \u2013 Lione, il termovalorizzatore di Macomer, l\u2019inceneritore in Val Camonica, che permetterebbe di smaltire 40 tonnellate di amianto e la linea elettrica tra Udine e Gorizia che dovrebbe coprire 40 km con tralicci alti 70 metri. \u00a0Molti dei programmi in sospeso generano timori di inquinamento ambientale, acustico e visivo. La paura per il potenziale impatto negativo sul territorio motiva il 29,1% degli oppositori, mentre quella per l\u2019eventuale incidenza sullo stile e la qualit\u00e0 della vita dei cittadini, legata al potenziale effetto negativo sul mercato immobiliare, al rumore ed agli effluvi preoccupa il 22,4 % degli oppositori. Alle contestazioni spesso si aggiungono una burocrazia lenta e carenze procedurali che rallentano l\u2019iter autorizzativo. \u00a0Principalmente a coordinare i movimenti di protesta sono soggetti politici o comitati locali. Questi ultimi possono essere appoggiati da consigli comunali e giunte, ma soprattutto dalle comunit\u00e0 che vivono o lavorano nei luoghi in cui gli impianti e le infrastrutture dovrebbero sorgere. Talvolta si aggiungono alle proteste dei gruppi di pressione che non hanno un legame territoriale con le aree interessate. \u00a0Una buona strategia di coinvolgimento e comunicazione su questi \u201cargomenti caldi\u201d rappresenta uno strumento decisivo per favorire la loro accettazione pubblica. Spesso, infatti, una mirata campagna di sensibilizzazione ed informazione pu\u00f2 ovviare ad errori interpretativi delle comunit\u00e0 locali. In Trento, ad esempio, \u00e8 stata fatta un\u2019attivit\u00e0 promozionale sulla raccolta differenziata e sul riciclo che ha portato a differenziare quasi il 50 % dei rifiuti, raddoppiando l\u2019impegno in questo senso in soli 2 anni. \u00a0Questa edizione del Nimby forum rileva un incremento del 3,4% di impianti contestati rispetto al 2010; il dato evidenzia un trend di crescita del malcontento pubblico Un\u2019insoddisfazione che oggi viene affrontata con maggiore apertura da parte di imprese ed istituzioni e che, in alcuni casi, rappresenta un coinvolgimento pi\u00f9 consapevole dell\u2019opinione pubblica sugli effetti ambientali di determinate grandi opere. La crisi dell\u2019affidabilit\u00e0 della politica sta motivando gli individui ad una partecipazione pi\u00f9 diretta alle scelte adottate a livello centrale su temi di interesse generale. \u00a0Secondo Alessandro Beulcke, presidente di Aris, l\u2019associazione che promuove l\u2019Osservatorio Nimby forum, realt\u00e0 virtuose di citt\u00e0 europee e italiane come le Smart City ed il Patto dei sindaci si stanno configurando come esempi di sostenibilit\u00e0 ed innovazione fondati su una reale condivisione delle scelte con i cittadini. Questi esempi potrebbero incentivare l\u2019abbandono della strumentalizzazione politica \u201ca favore di un autentico percorso di partecipazione che \u00e8 il pi\u00f9 efficace antidoto contro la sindrome Nimby\u201d. \u00a0Intervenendo in occasione della presentazione del report, il ministro dell\u2019Ambiente, Corrado Clini, ha evidenziato come la relazione possa rappresentare per le istituzioni uno stimolo ad una crescita di \u201cautonomia e autorevolezza quando si tratta di decidere sulle opere pubbliche\u201d. In questo senso l\u2019attuale governo, essendo per sua natura privo di ambizioni elettorali, potrebbe prendere decisioni tecnicamente valide promuovendo la semplificazione delle procedure e la determinazione di un quadro normativo per un coordinamento efficiente e costruttivo del dibattito pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Eleonora M. Pani<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Venerd\u00ec \u00e8 stato presentato il VII Rapporto dell\u2019Osservatorio media permanente Nimby forum sul fenomeno delle contestazioni territoriali ambientali. Il Nimby Forum rappresenta al momento l\u2019unico database nazionale delle opere di pubblica utilit\u00e0 che sono oggetto di proteste, e si \u00e8 imposto come un importante think tank sul tema. \u00a0L\u2019acronimo inglese sta per \u201cNot [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[553,554],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1116"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1116"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1116\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1119,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1116\/revisions\/1119"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1116"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1116"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1116"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}