{"id":10233,"date":"2020-07-19T07:52:39","date_gmt":"2020-07-19T07:52:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=10233"},"modified":"2020-07-21T07:57:52","modified_gmt":"2020-07-21T07:57:52","slug":"linventore-di-quel-topolino-che-chiamiamo-mouse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/linventore-di-quel-topolino-che-chiamiamo-mouse\/","title":{"rendered":"L&#8217;inventore di quel topolino che chiamiamo mouse"},"content":{"rendered":"<p>Al giorno d\u2019oggi diamo per scontata l\u2019idea alla base di un oggetto molto familiare, il mouse. Conosciamo la storia del suo inventore?<\/p>\n<p>Intuizioni geniali<\/p>\n<p>Douglas Engelbart \u00e8 nato a Portland nell\u2019Oregon il 30 gennaio del 1925. Si diplom\u00f2 in Elettrotecnica nel 1948, perch\u00e9 verso la fine della Seconda Guerra Mondiale lavor\u00f2 come tecnico radar della Marina nelle Filippine. Sette anni dopo consegu\u00ec un dottorato in Ingegneria presso la University of California di Berkeley.<\/p>\n<p>Nel 1957 fu assunto presso lo Stanford Research Institute (SRI International) di Menlo Park (California), dove gli vennero riconosciuti molti brevetti. Inoltre, nel 1962 scrisse l\u2019articolo \u201cAugmenting Human Intellect: A Conceputal Framework\u201c in merito all&#8217;utilizzo dell\u2019informatica per gestire gli sviluppi scientifici e le potenziali difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Per questo motivo, attir\u00f2 l\u2019attenzione dell\u2019organizzazione DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) che allora si chiamava ARPA (Advanced Research Projects Agency). Il team, con cui ha collaborato, svilupp\u00f2 molte specifiche alla base dei computer odierni, come l\u2019ipertesto e i sistemi per far apparire le immagini sullo schermo.<\/p>\n<p>Successivamente nel 1963 realizz\u00f2 il primo \u201cmouse\u201d di legno con Bill English. Era un cubo con due ruote, una perpendicolare all&#8217;altra. Una era collegata all&#8217;asse verticale (Y), un\u2019altra a quello orizzontale (X). La rotazione di ogni rotella permetteva di muovere il puntatore sul piano di lavoro e, di conseguenza, sullo schermo lungo i due assi. In quel modo, non serviva la tastiera per spostarsi sullo schermo.<\/p>\n<p>Il brevetto<\/p>\n<p>Nel 1970 l\u2019Ufficio brevetti degli Stati Uniti gli riconobbe l\u2019invenzione dell\u2019 \u201cIndicatore di posizione X \u2013 Y per un sistema con schermo\u201d. Il nome non rese giustizia all&#8217;ingegno ed il laboratorio lo soprannomin\u00f2 \u201cmouse\u201d, perch\u00e9 il filo per il collegamento al computer ricordava la coda di un topolino.<\/p>\n<p>Il prodotto divent\u00f2 di largo consumo e non attribu\u00ec molta popolarit\u00e0 al suo creatore.<br \/>\nUn motivo potrebbe essere il fatto che Engelbart non fu il primo inventore del mouse!<\/p>\n<p>Nei primi anni Cinquanta tre ricercatori del DATAR (Digital Automated Tracking and Resolving), progetto della Marina canadese, idearono il cosiddetto \u201ctrackball\u201d. Era una sfera montata su una struttura in grado di rilevarne i movimenti e di trasmetterli ad un puntatore. La soluzione non venne mai brevettata in qualit\u00e0 di segreto militare.<\/p>\n<p>Inoltre, prima dell\u2019arrivo dei mouse ottici, le specifiche del prodotto sono state aggiornate anche da Telefunken. L\u2019azienda commercializz\u00f2, poche settimane prima della presentazione di Engelbart, il mouse con una sfera al posto delle rotelle. Tuttavia, Engelbart brevett\u00f2 il suo modello nel 1967, molto tempo prima della versione di Telefunken.<\/p>\n<p>Successivamente<\/p>\n<p>Per molti anni non ebbe successo sul mercato a causa della mancanza di interfacce grafiche caratterizzate da finestre e icone su cui muovere il puntatore del prodotto. Solo nel 1970 venne riscoperto dalla Xerox Parc di Palo Alto (California). L\u2019azienda americana, infatti, progett\u00f2 uno dei primi computer con mouse, lo Xerox Alto.<\/p>\n<p>Successivamente, Steve Jobs inizi\u00f2 a studiarne le potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>A tal proposito, Jobs contatt\u00f2 una piccola organizzazione, la Hovey &#8211; Kelley Design, alla quale commission\u00f2 la prototipazione di un mouse con un budget molto limitato. Basti pensare che i primi prototipi sono stati realizzati con le palline del deodorante roll-on e con piccoli coperchi in plastica.<\/p>\n<p>Il risultato? L\u2019Apple Lisa e il Macintosh nel 1981 vennero dotati sin da subito di mouse dopo molti anni di test e Apple ottenne la licenza d\u2019uso dell\u2019invenzione per circa 40 mila dollari.<\/p>\n<p>A questo punto, molti collaboratori di Douglas iniziarono a lavorare per Xerox che stava investendo nello sviluppo di nuove soluzioni informatiche, mentre l\u2019inventore fond\u00f2 il Bootstrap Institute presso l\u2019Universit\u00e0 di Stanford alla fine degli anni Ottanta.<\/p>\n<p>\u00c8 morto a 88 anni il 2 luglio del 2013 di insufficienza renale dopo aver sofferto dal 2007 di Alzheimer. Infine, nel dicembre del 2000 il presidente Bill Clinton gli confer\u00ec la Medaglia Nazionale della Tecnologia, il riconoscimento pi\u00f9 importante per la tecnologia negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.comunicati-stampa.net\/com\/l-inventore-di-quel-topolino-che-chiamiamo-mouse.html\">Comunicati-stampa.net<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al giorno d\u2019oggi diamo per scontata l\u2019idea alla base di un oggetto molto familiare, il mouse. Conosciamo la storia del suo inventore? Intuizioni geniali Douglas Engelbart \u00e8 nato a Portland nell\u2019Oregon il 30 gennaio del 1925. Si diplom\u00f2 in Elettrotecnica nel 1948, perch\u00e9 verso la fine della Seconda Guerra Mondiale lavor\u00f2 come tecnico radar della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":10235,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1142],"tags":[1144,1143,639],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10233"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10233"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10233\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10236,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10233\/revisions\/10236"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10235"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10233"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10233"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10233"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}