Ora più che mai l’unica soluzione attualmente possibile è: stare a casa e uscire unicamente se assolutamente non se ne può fare a meno.
Anche i vari specialisti medici, rianimatori e anestesisti in primis, oltre a responsabili sanitari, chirurghi, infettivologi, ecc, chiedono alla popolazione di pazientare e rispettare assolutamente le norme, affinché non collassi il sistema ospedaliero e soprattutto i reparti di terapia intensiva alla luce dei posti disponibili assolutamente insufficienti per tenere un numero maggiore di malati gravi. Si paventa in caso contrario, purtroppo l’alta probabilità di dovere scegliere chi salvare e chi lasciare morire, nell’impossibilità di potere assicurare a tutti i pazienti gravi un posto in terapia intensiva.
Proseguono gli appelli per sollecitare la popolazione a donare il sangue: tra il 2 e l’8 marzo sono state raccolte 2 mila sacche di sangue in meno rispetto al fabbisogno, pari al 10% in meno di quanto occorre, quando ancora non erano state varate le misure restrittive. Per ora, si è sopperito con le scorte e la riduzione degli interventi non programmati, ma ora occorre assolutamente sangue.
In Italia: 17.660 casi totali di contagio da coronavirus, + 2116, 14.955 infetti attualmente, 1.266 morti, 1439 guariti. In Lombardia 7.732, 222 in Campania, in Basilicata 10. Quota 11.196 contagiati in sole tre Regioni del Nord. Altri 250 morti; 181 i guariti. Donne più robuste: colpite sono il 25%. Lo Spallanzani aumenta i posti letto. Ancora appelli per la donazione del sangue. Tolicizumab: a Napoli i risultati fanno sperare.
Firmato protocollo sicurezza lavoratori. Furlan ipotizza eventuale fermo della produzione. Slittano scadenze fiscali del 16 marzo. Super decreto con sospensione bollette e stop a mutui e tasse: atteso nel week end. Macron e Conte in linea su reazione Ue forte e concorde. Preoccupazioni per accaparramento generi prima necessità. Roma: chiusura parchi e ville; riaprono le parrocchie. La Lombardia chiede maggiori misure.
Superati i 10 mila contagi in Italia in meno di tre settimane. 6.201 pazienti in isolamento domiciliare, 1.328 in terapia intensiva, cioè il 10% di essi; in 24 ore 250 deceduti.
Questi i dati attuali nelle varie regioni: 7.732 i contagi attualmente in Lombardia, di cui 650 in terapia intensiva, a fronte di 1.198 guariti. 2.011 in Emilia-Romagna con 941 in terapia intensiva; 51 i guariti. 1.453 in Veneto: 980 in terapia intensiva, 100 guariti). In Piemonte 794, 135 in terapia intensiva; 698 nelle Marche con 85 in terapia intensiva; 455 in Toscana di cui 77 in terapia intensiva, 10 i guariti. In Liguria 304 in Liguria, 44 in terapia intensiva, 24 i guariti. 213 in Campania con 19 in terapia intensiva e 5 guariti. 242 nel Lazio, 24 in terapia intensiva, 24 i guariti. In Friuli Venezia Giulia 236: 8 in terapia intensiva, 11 i guariti. 126 in Sicilia 126, 7 in terapia intensiva, 2 guariti. 157 nella provincia di Trento, 6 in terapia intensiva, 4 guariti; 123 nella provincia di Bolzano, 5 in terapia intensiva. 121 in Puglia, 2 in terapia intensiva, 3 guariti; 83 in Abruzzo, 14 in terapia intensiva, 4 i guariti. 73 in Umbria: 10 in terapia intensiva, 2 i guariti. In Molise, 17 con 3 in terapia intensiva; 43 in Sardegna; 27 in Valle d’Aosta; 37 in Calabria con 3 in terapia intensiva, 1 guarito; 10 in Basilicata con 1 in terapia intensiva. Arrivano a 9.820 i casi di coronavirus in Lombardia, epicentro del contagio. I malati sono 7.732, di cui 890 deceduti, il dato più elevato tra le Regioni italiane. Purtroppo ancora non si registra un rallentamento degno di nota , tranne che per Codogno da cui è partita l’epidemia che rischia di mettere in ginocchio la nazione. Ma la voglia di reagire e risollevarsi è tanta ed è su questa che confida l’intero Paese. Sul fronte delle cure, Paolo Ascierto, direttore dell’unità di immunologia clinica del Pascale di Napoli, sull’utilizzo del farmaco Tolicizumab contro l’artrite reumatoide usato su alcuni contagiati da coronavirus, informa : “Da sabato abbiamo trattato 6 pazienti tutti intubati. Di questi, 3 hanno avuto un miglioramento importante. Il primo paziente ha evidenziato segni di miglioramenti alla Tac”. Non
Al secondo posto contagi l’Emilia Romagna con 2011 infetti e 201 morti. In Veneto 1.453 casi, con 100 guariti e 42 morti. La Basilicata ha 10 casi, la Campania 213.
Questi i dati diffusi dalla Protezione Civile.
Comportamenti decisivi per contenere nella nostra Nazione l’epidemia sono di fondamentale importanza, anche per l’Istituto superiore di Sanità i cui esperti avvertono che in questo weekend è prevedibile un aumento dei contagi quale conseguenza dei vari comportamenti della popolazione relativi assunti lo scorso fine settimana dalla popolazione”, calcolando che il periodo d’incubazione va in genere tra 4 e 7 giorni: incominciando dall’esodo di massa, del tutto incontrollato che si è verificato da Nord a Sud dei meridionali terrorizzati dalla deprecabile fuga di notizie sulla chiusura della Lombardia che in effetti non è stata drastica come paventato e ha preceduto di poco l’estensione a tutto il spese delle indispensabili. Alla fine ha causato un aumento sensibile del rischio di allargamento dell’infezione nel Meridione e lo svuotamento delle regioni settentrionali da parte dei connazionali appunto del Sud che lavoravano a Nord. Un accadimento che non avrebbe mai dovuto verificarsi, del quale ogni persona civile, che crede nella legalità, si augura venga fatta piena luce per punire severamente i responsabili che potrebbero rispondere di reati gravissimi.
Inoltre va considerata l’incidenza dei probabili contagi conseguenti all’esodi vacanziero di moltissimi incoscienti che hanno affollato spiagge e stazioni sciistiche noncuranti dell’emergenza in atto, del popolo – prevalentemente giovane – della movida che si è riunito in varie città per aperitivi ampiamente partecipati. Raccomandano i virologi: è più che mai indispensabile attenersi alle disposizioni emanate e aver rimanere pazientemente in attesa fino alla scadenza di un paio di settimane, quando saranno evidenti i risultati delle misure restrittive.
Riguardo ai morti da Covid-19, esperti Iss continuano a precisare che “il numero è più elevato tra gli over 80 con una media di 80,3 anni che è molto più alta degli altri positivi, e un picco tra gli 80 e gli 89 anni. Le donne rappresentano il 25,8%”. Ma il virus colpisce anche tanti sotto i 40 anni, pure in maniera grave, come dimostra il caso del paziente 1 e non solo: due dei deceduti avevano meno di 40 anni, per quanto sofferenti. In particolare, uno di 39 anni, morto in ospedale, aveva una patologia neoplastica, è morto in ospedale. Mentre è deceduta a casa una 39enne diabetica, affetta da obesità.
Va ricordato che nei casi più gravi, il Covid-19 procura dispnea e febbre.
Allo Spallanzani di Roma si potenzia il numero di posti letto, incominciando dai vitali della terapia intensiva, in maniera da potere accogliere il maggior numero possibile di pazienti colpiti dal nuovo coronavirus.
Riguardo all’atteso decreto legge sulle misure urgenti per affrontare l’emergenza coronavirus, da indiscrezioni, tra le ipotesi, ci sarebbero l’abilitazione alla professione dei neolaureati in medicina, lo slittamento delle elezioni regionali, l’arruolamento di 120 medici militari e infermieri e la proroga di tre mesi per le Giunte in scadenza.
Firmato il “protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”: raggiunta infatti l’intesa tra sindacati e imprese: dopo un lungo confronto proseguito fino a notte fonda pure in videoconferenza con il governo.
Come afferma la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan “..va attuato in tutte le aziende ed in tutti i luoghi di lavoro per contenere la diffusione.. tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori.. anche utilizzando un periodo di sospensione della produzione e delle attività… Si potranno usare gli ammortizzatori sociali, il lavoro agile, una diversa organizzazione, sino a quando gli interventi di messa in sicurezza del luogo di lavoro non saranno ultimati”.
“Chiedo a tutti di non correre ad accaparrarsi generi alimentari e prodotti per la pulizia e l’igiene, perché questo materiale non mancherà.. I supermercati saranno sempre riforniti, tutto quello che serve sarà sempre a disposizione” – assicura Borrelli. Appello di Protezione Civile e Palazzo Chigi alla popolazione che ha preso d’assalto i supermercati, come accaduto già a Milano all’annuncio delle prime zone rosse. “Si potrà sempre uscire per acquistare generi alimentari e non c’è alcuna necessità di accaparrarseli ora perché saranno disponibili sempre”
E non mancano i furbi incappati nei controlli delle forze dell’ordine: migliaia e migliaia hanno reso false dichiarazioni ai posti di blocco, sulle motivazioni relative alle uscite diurne e notturne. Inoltre, sequestrati quantitativi di materiale indispensabile, come gli 840 mila guanti di cui 800 mila in vinile e 40 mila in lattice e le 120 mascherine FP 2 dirette in territorio elvetico in violazione delle recenti norme che ne vietano l’esportazione, senza autorizzazione, a causa dell’emergenza coronavirus, che sino state intercettate al posto di confine con la Svizzera a Ponte Chiasso (Como),
Tutto il materiale, prelevato dai depositi doganali, verrà consegnato alle strutture sanitarie della Lombardia, dal personale della Protezione Civile. Il sequestro è stato eseguito in due distinte operazioni dalla Guardia di Finanza.
In molte città soprattutto del Nord, incominciando da Milano, i sindaci hanno ordinato di chiudere i parchi in quanto particolarmente affollati, mentre nella Capitale il vicariato ha riaperto le parrocchie, in seguito all’appello del Papa a “non lasciare solo il popolo”. Rimarranno aperte fino al 3 aprile, comunque senza funzioni; chiusi gli edifici di culto di qualsiasi tipo e le chiese non parrocchiali.
Varie misure oltre al decreto firmato da Conte in tanti Comuni: richieste serrate più drastiche, appelli continuato alla responsabilizzazione dei cittadini, critiche da parte di chi sostiene che siano troppo rigide le regole adottate, senza valutare l’entità delle perdite subite e il pericolo che aumentino ancora sensibilmente. Ordinanza per chiudere i parchi recintati in diverse città. Da stamattina anche a Milano. Prossima la chiusura dei parchi e delle ville storiche nel territorio di Roma come misura di contenimento del contagio, annunciata dalla sindaca Virginia Raggi. Chiusi in alcuni centri dell’Emilia Romagna, tra le regioni più colpite dall’emergenza coronavirus. In Toscana a Prato. Fontana ha precisato di essere pronto a chiudere i parchi della Lombardia e i mercati all’aperto. Proprio la chiusura dei mercati. A Torino, molte multe a Porta Palazzo per il mancato rispetto delle norme.
Teresa Lucianelli
