Reading con attori e scrittori, incontri di poesia e letteratura, tour e visite in alcuni dei luoghi più suggestivi dei Campi Flegrei, concerti e – soprattutto – un lungo omaggio a Michele Sovente, poeta, intellettuale e scrittore flegreo, considerato tra i maggiori poeti campani contemporanei neodialettali, scomparso nel marzo 2011.
La settima edizione di LIBRI DI MARE LIBRI DI TERRA, il Festival di Letteratura ideato e organizzato dall’associazione culturale Il Diario del Viaggiatore, si conclude DOMENICA 28 SETTEMBRE 2014 [DALLE ORE 10.30] negli spazi del Teatro di Miseno e del Complesso Borbonico del Lago Fusaro [Casina Vanvitelliana].
PROGRAMMA DI DOMENICA 28 SETTEMBRE 2014
Teatro di Miseno
– h 10:30 _ Presentazione del sito a cura dell’Associazione Misenum
Con accompagnamento musicale dei Mundu Rua, reading di: Cinzia Caputo, Floriana Coppola, Vera D’Atri, Annamaria Farabbi, Bruno Galluccio, Claudia Iandolo, Costanzo Ioni, Ketty Martino, Lory Nugnes.
– Wanda Marasco rende omaggio a Michele Sovente
– Arnolfo Petri in brani tratti dalle “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar
‘Aperitivo poetico’
– h 16: 00 _ Visita guidata sui luoghi di Michele Sovente a cura di Antonio Sabatano, presidente dell’Associazione ‘Michele Sovente’
Appuntamento in Piazza Michele Sovente – Cappella di Monte di Procida
– h 18:00 _ Complesso Vanvitelliano del Fusaro
OMAGGIO A MICHELE SOVENTE
Premiazione dei vincitori del concorso “Premio Michele Sovente” da parte della giuria presieduta dal poeta Elio Pecora.
Premiazione del migliore testo di scrittura creativa del laboratorio condotto dall’editor Aldo Putignano.
Distribuzione della silloge degli inediti delle due edizioni del Premio Sovente.
Chiusura del festival: Geppino Scamardella in “Caballetta”
“Riportare gli scrittori nei Campi Flegrei significa dar corpo e voce ai loro libri, far sentire la fatica e il respiro, l’immaginazione e la creatività – spiega la professoressa Angela Schiavone, presidentessa dell’associazione Il Diario del Viaggiatore e ideatrice della kermesse – e il nostro desiderio è quello di far attraversare questa terra, che ha tante ferite e tante rughe, da chi fa dell’arte un prolungamento necessario del mondo. Chiacchierare con gli scrittori a tavola, al bar o per strada, significa ricreare lo spirito da cui è nata la letteratura; intrattenere gli altri significa renderli partecipi dei propri sogni e dei propri incubi”.
