Nia Restaurant, nuove sfumature di gusto giappo-campano

Nia Restaurant, nuove sfumature di gusto giappo-campano

A Palma Campania, il Nia Restaurant brilla, con la sua proposta giappo-campana all’insegna della creatività, per accoglienza e professionalità. Lo fa fondandosi su di un’inedita fusione tra due stili di cucina rappresentativi di antiche culture, per molti versi opposte: quella giapponese e quella napoletana, che lo chef coniuga in maniera originale, presentando una carta in cui spiccano pietanze decisamente differenti da quelle che inevitabilmente pervadono le più diffuse proposte fusion dedicate all‘incontro tra i sapori del Sol Levante e quelli tradizionali della nostra amata regione. Da queste diverse provenienze, per molti aspetti, ma non per tutti, molto distanti tra loro, nascono al Nia sapori inaspettati che stimolano l’immaginazione come visioni oniriche, attraverso il gusto e l’olfatto.

La creazione, quando si parla di cucina di qualità superiore, è fondamentale. In questo ristorante di contenute dimensioni ma curato, dove traspare la ricercatezza dei particolari e l’eleganza è minimalista, diventa naturale abbandonarsi ad un sano relax e al piacere della scoperta d nuove sfumature di gusto.

Nato dall’esigenza sempre più forte avvertita da Mario – chef e owner, esperto di tradizioni e cucina giapponese ed allievo dello chef nipponico Hirohiko Shoda – il Nia ha avuto quali giovani mandrine e padrino: Stefania e quindi Francesco Paolo e Sarah. Al loro attivo, esperienze di ristorazione e bartending. Tutti insieme, tenendosi per mano, stanno approfondendo le proprie conoscenze, avanzando verso stadi qualitativi sempre più alti, con appassionata creatività, costante ricerca e tecniche in continua evoluzione.

In carta, pietanze ricercate e delicate, d’impostazione innovativa, d’ispirazione orientale, che destano curiosità e interesse. Di prima scelta e attentamente selezionati, dal Sol levante alle falde del Vesuvio, gli ingredienti che caratterizzano i piatti in abbinamenti interessanti.

Dalle entrèe e antipasti. fino alle creazioni dolci, il pranzo diventa un susseguirsi di gradevoli emozioni tese verso il benessere globale, grazie al cadenzato susseguirsi di portate dall’estetica curata e dai contenuti che si rivelano una continua scoperta, quali tappe di un viaggio che per molti si rivela teso verso un’inedita conoscenza, orientata dall’interpretazione emozionale della sua profonda conoscenza di due culture, tanto lontane l’una dall’altra, ma nei suoi piatti altrettanto vicine.

In un gradevole incontro con la Stampa, al quale ha partecipato anche la dott. Rosalia Ciorciaro, nota nutrizionista oltre che idrologa alimentare, sono state degustate quali stimolanti entrèe, Muffin salato con pomodoro e fico secco, pinoli e olive nere servito su crema di bufala e finito con un ciuffo di mayo al basilico; Alice marinata al mirin, aceto di riso, lammiccato e agrumi, servita su di un’emulsione di pomodoro crudo con sale olio e origano, accompagnata da una nuvola di riso soffiato. Ciorciaro si sofferma su quest’ultima, sottolineando che si tratta di un piatto in cui “l’azione antiossidante del licopene del pomodoro e la vitamina C degli agrumi si rafforza con quella del mirin, sakè dolce, e quella dell’aceto di riso che sostituisce il sale, dando al cibo una dolce sapidità: l’umami, cioè il sapido, da non confondere con il sapore salato del sale da cucina”.

Questo particolare si evidenzia in ogni portata.

A seguire, un’alquanto originale versione in cialda di “Pasta fagioli e cozze”. Tutt’altro che il classico piatto, ma il sapore c’è tutto. Da assaporare a occhi chiusi, concentrandosi sulle sensazioni avvertite dalle papille gustative. Ingredienti; farine di grano duro e di edamame, brodo dashi, semi di papavero, crema di edamame cotto con il classico soffritto napoletano di cipolle, carote e sedano. A connotare la preparazione, l’essenza di cozze sfumate al sakè.

“Vi sono associati tutti gli aminoacidi essenziali che formano una proteina di alto valore biologico. Il brodo di dashi ricco in vitamine e minerali conferisce al tutto il sapore umami. – osserva la professionista – Ovviamente, non manca la componente napoletana di un colorato soffritto di verdure”.

In accompagnamento, un gradevolissimo cocktail in geleè, a base di bitter Campari, mallo di noce, pompelmo rosa, gel ai frutti rossi latto-fermentati e un soffio di citrosodina. E, subito dopo, palato pronto a gustare le portate successive.

Mignon di pane di farina di grano duro macina a pietra, accompagnato da olio extravergine di oliva biologico del frantoio Strianese, sale maldon e profumatissimo origano di montagna, ricorda la sana merenda contadina in versione contaminata.

Vedere e mangiare: per Antipasto, “A zuppa e’ cozze secondo Nia”: una Cozza finta composta da pastella di alga nori fritta e disidratata, all’interno mousse di cozze, sopra un’aria di mare. Tentacolo di polpo quale interpretazione del giapponese takoyaki. Polpetta di polpo all’insegna della rivisitazione.
Creazioni rese ancora più stuzzicanti dalla bisque di gamberi quale letto cromatico, e da tocchetti di pane fritto.

Per Primo piatto, “Baccalà Miso e Piennolo” spaghettone fil di ferro mantecato in aglio olio e lemonkosho, finito con crema di baccalà, miso, pomodorino giallo del Piennolo e granella di nocciole.

Secondo piatto: “Una genovese dagli occhi a mandorla”: petto di bufalo cbt, gelee di cipolla rossa caramellata, velluto di carote, zenzero e brodo dashi.
Aware: nota di spicco per l’abbinamento, in cui si uniscono felicemente bitter Campari, Sweet vermouth, Bourbon infuso all’arancia candita, amarena e bitter al mandarinetto.

Ciorciaro si è complimentata con lo chef Mario Siano “per la sua idea di benessere, che si basa sull’incontro tra ingredienti sani e di gusto genuino, di due culture centenarie, quella della cucina napoletana e quindi mediterranea, con quella giapponese, orientale. Risultato: piatti leggeri ed equilibrati fonti di ampie proprietà nutrizionali – osserva la professionista – Due cucine che utilizzano ingredienti diversi ma che condividono nutrienti comuni indispensabili per la nostra salute. Non a caso rappresentano le ‘diete’ più sane al mondo, entrambe patrimonio immateriale dell’umanità”.

In chiusura, piccole golosità di pasticceria: golosissimo Cake pop di pastiera di grano rivisitata, glassata al cioccolato bianco. Doppio cioccolatino: bianco con polvere di liquirizia, fondente al 50% con granella di nocciole; Biscotto al burro della nonna con intriganti frutti rossi, colore della passione, quella stessa che anima la famiglia del Nia, sempre pronta ad accogliere l’ospite con la proverbiale gentilezza della gente della Terra dei Ciliegi e con il sorriso sincero di quella della nostra meravigliosa Campania.

Teresa Lucianelli