La Parola Libera entra a Rebibbia

La Parola Libera entra a Rebibbia

La parola ci rende più liberi e la possibilità che essa superi i confini dello spazio e del tempo ne amplifica ulteriormente questa caratteristica. Da questa semplice considerazione è nato LA PAROLA LIBERA, un progetto di Arte Relazionale ideato da Laura Mega e ispirato da una grande barriera fisica come quella del carcere e nello specifico, della Casa Circondariale di Rebibbia Femminile tra le detenute in regime di Alta Sicurezza. Realizzato in collaborazione con l’Associazione Seconda Chance ETS e curato da Barbara Pavan, si è avviato con un primo incontro di presentazione con le detenute lo scorso 19 marzo.

Ad ognuna delle partecipanti è stato consegnato un taccuino donato dalla Moleskine Foundation affinché possa tenere per un periodo di circa un mese, una sorta di diario giornaliero trasformandolo in uno spazio franco dove appuntare pensieri, desideri, aspirazioni e considerazioni. Al termine di questa fase, ogni detenuta potrà liberamente scegliere alcune frasi che riterrà particolarmente significative per sé, soprattutto nell’ottica di un progetto di vita e di quotidianità futura al di fuori del carcere, che saranno riportate ed affidate ad un ulteriore taccuino collettivo che entrerà successivamente a far parte della collezione della Fondazione Moleskine. 

Il Progetto

Laura Mega, artista attiva sulla scena internazionale dell’arte contemporanea e Barbara Pavan, curatrice specializzata in fiber art e textile art, selezioneranno una frase per ognuna delle partecipanti,  da riportare a ricamo su federe bianche fornite dall’azienda tessile Confezioni Lara di San Giuseppe Vesuviano (NA), trasformandola in un motto personale, un mantra che idealmente accompagnerà la vita quotidiana futura.

Mega utilizza il medium tessile – e in particolare il ricamo – riscattandone la declinazione negativa del femminile che per secoli ne ha decretato la definizione di arte minore, attribuendogli la dignità di linguaggio dell’Arte visiva al pari di altri più consolidati e riconosciuti quali la pittura o la scultura. La sua visione poetica dell’esistenza sostiene una ricerca ed una pratica artistica che ha il suo focus nell’emancipazione e nell’evoluzione dell’essere umano nella sua unicità, individuale e collettiva, nell’ottica di sviluppo di società umane più giuste, eque e rispettose dei singoli individui e dell’ambiente.

La Parola Libera

Nel progetto La Parola Libera la federa diventa il simbolo dei sogni che ci accompagnano nella vita e che a volte, lungo il nostro cammino, si perdono, si dimenticano o si tradiscono. Le parole ricamate su ognuna delle federe mantengono l’attenzione e la memoria di un progetto di vita fissandolo chiaro nella mente e ricordandolo ogni giorno. Vere e proprie opere d’arte che rimarranno di proprietà delle detenute dopo la restituzione ufficiale che suggella il completamento del progetto e saranno nella loro disponibilità compatibilmente con il regolamento e le disposizioni dell’Istituto Penitenziario.

“È un’idea magnifica, un’opera d’arte che si creerà giorno dopo giorno e resterà assolutamente unica e irripetibile. – spiega Alessandra Ventimiglia Pieri, Vice presidente di Seconda Chance – Grazie all’approvazione della Direttrice di Rebibbia Femminile Nadia Fontana, portiamo avanti La Parola Libera, con tanto entusiasmo un in una sezione molto complessa come quella dell’Alta Sicurezza femminile. Inoltre il progetto è creato da una donna e pensato per le donne, un’alleanza al femminile tra chi è fuori e chi è dentro che grazie alla parola, ci rende tutte uguali e libere”.

Quando tutto sembra perduto e il tempo non ha alcun significato, il gesto artistico restituisce concretezza visiva e tangibile alle parole che l’artista investe attraverso la propria arte nel progetto di vita di altre donne. Il filo del ricamo penetra i muri del carcere, diventa filo del pensiero, del racconto, dell’arte e della vita annullando la distanza e la differenza. Uno scambio dall’interno verso l’esterno e viceversa, un’apertura sul futuro a significare che mai tutto è perduto e che niente come l’Arte sa dare forma e pluralità di declinazioni alla parola speranza.

L’Artista
Laura Mega
è un’artista contemporanea con un curriculum internazionale. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Roma e all’Università dell’Immagine di Milano (scuola sui cinque sensi creata dal noto fotografo Fabrizio Ferri). 

La sua pratica alterna disegno, testo, ricamo, stampa, insieme all’uso di tecniche non convenzionali come cera epilatoria di colore rosa, con cui interviene su materiali tessili. 

Attraverso un linguaggio semplice e contemporaneo, trasforma i simboli di una femminilità ritratta e predefinita in opere capaci di trasmettere e indagare su questioni emotive, sociali e politiche, dove a volte una sottile ironia lascia all’osservatore la responsabilità per una diversa chiave di lettura e di interpretazione.

Il lavoro di Laura Mega è stato esposto in spazi ed eventi internazionali tra cui: Resobox Gallery (NYC), M55 Art Gallery (NYC), Endless Biennial (NYC), Ivy Brown Gallery (NYC), Sejong Museum of Art (Seoul), The Others Art Fair (Torino), MACRO Museo d’Arte Contemporanea (Roma), MADXI (Latina), Every Woman Biennial (Londra), Clio Art Fair (NYC), KOU Gallery (Roma), WTA – World Textile Art, Biennale Tessile, Museo del Tessile (Busto Arsizio), Larnaca Biennale 2023 (Cipro), TRYST – International Art Fair, Torrance Art Museum (Los Angeles).  Le sue opere fanno parte della collezione di Moleskine Foundation (Milano), Glo’Art (Lanaken, Belgio), KOU Gallery (Roma) e collezioni private. Inoltre, ha avuto diverse collaborazioni internazionali tra cui Moleskine S.p.A., PULSE Art Fair – Art Basel Miami, SOME SERIOUS BUSINESS (Los Angeles), Culture Monks (India), SENSE LAB (Milano), Task Force for Music and Arts – TaFMA (Nagaland, India), Spazio Giallo Interiors (Roma). 

Ideatrice e curatrice del progetto artistico internazionale “DREAMERS” @dreamers_art_project e co-fondatrice del progetto “LAZZARO_art doesn’t sleep” @lazzaro_artdoesntsleep. Ha realizzato, con la casa editrice Pulcinoelefante (Milano), due libretti d’artista in tiratura limitata, di cui uno con Alda Merini. 

Nel 2021 ha scritto ed illustrato due libri d’artista: “Amazoniano. Il nuovo HERO” (lingua italiano), risultato della sua ricerca performativa sui magazzinieri Amazon, e “ThePinkSide of WTF” (lingua inglese) in doppia versione di cui una da colorare, in vendita su Amazon.  

La Curatela

Barbara Pavan ha curato mostre, rassegne, cataloghi e pubblicazioni specializzandosi negli anni nei linguaggi tessili nell’ambito artistico. Ha collaborato con gallerie private, istituzioni e amministrazioni pubbliche nell’organizzazione, realizzazione e curatela di progetti di fiber art, textile art ed embroidery art contemporanea in Italia ed all’estero. Ha collaborato con ArteMorbida Textile Arts, magazine tematico internazionale, edito in italiano e in inglese e ha fondato un blog specializzato. Si occupa della promozione e diffusione del lavoro e della ricerca di artisti e artiste che utilizzano il medium tessile – tecniche e/o materiali – come linguaggio espressivo. È membro della giuria della VIII International Triennal of Textile Arts Szombathely – Ungheria.

L’Associazione

Seconda Chance è un’Associazione non profit del Terzo Settore costituita a Roma il 7 luglio 2022, da un’idea della giornalista del Tg La7 Flavia Filippi assieme ad Alessandra Ventimiglia Pieri, autrice e documentarista, e a Beatrice Busi Deriu, titolare di Ethicatering. Collaborano attivamente al progetto referenti regionali e volontari. Il gruppo ha procurato finora 250 opportunità di lavoro per detenuti, ex detenuti, familiari di detenuti. Il numero degli occupati è in costante aumento.

Hanno sostenuto questo progetto e l’artista:

  • la MOLESKINE FOUNDATION che ha entusiasticamente donato i taccuini https://moleskinefoundation.org/ 
  • l’azienda tessile CONFEZIONI LARA srl di San Giuseppe Vesuviano (NA) che ha generosamente donato le federe