Sab. Apr 18th, 2026

Il Padiglione Italia alla 19th Biennale di Venezia Architettura. TERRÆ AQUÆ. L’Italia e l’Intelligenza del mare.

Prende il nome di “Terrae Aquae. L’Italia e l’Intelligenza del Mare” l’esposizione del Padiglione Italia, 19. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e curato da Guendalina Salimei, alle Tese delle Vergini dell’Arsenale, Venezia.

“Venezia è la più antica città del futuro”

Pietrangelo Buttafuoco, Presidente La Biennale di Venezia in conferenza stampa (cit Renato Brunetta)

La mostra è dedicata a un Mediterraneo allargato ai vicini oceani. Guardare l’Italia dal mare implica un cambiamento di prospettiva, impone la necessità di ripensare il progetto del confine tra terra e acqua come sistema integrato di architetture, infrastrutture e paesaggio. L’esposizione del Padiglione realizzata come percorso che passa su strutture di tubi innocenti, è una sorta di “macchina dell’esporre”, una macchina che attraversa, e che presenta progetti come una sorta di Wunderkammer, che passa attraverso il disegno tradizionale e il digitale.

I progetti sono stati selezionati attraverso una call – una chiamata al progetto e alle visioni – che ha raccolto oltre 600 contributi: visioni, strategie, ricerche, piani, speculazioni.

Tra le tematiche, esposte in conferenza stampa dalla curatrice, alcune emergono con più urgenza: ripensare le cesure, determinate da aree portuali, strade litoranee, insediamenti turistici e strutture abusive che interrompono la continuità sia tra città e mare sia tra ecosistemi naturali; reinterpretare i dispositivi di soglia, elementi di transizione tra terra e mare come dighe, moli, frangiflutti e barriere costiere, fari, piattaforme artificiali; riscrivere i waterfront come processo di rigenerazione urbana che può trasformare le aree costiere, urbane e non, in luoghi vivibili, accessibili e sostenibili; ripensare le infrastrutture ricettive e portuali per adattarsi ai cambiamenti climatici riducendo il rischio di dissesti idrogeologici e l’impatto sull’ecosistema naturale; riconvertire l’archeologia industriale, portuale e produttiva, abbandonata lungo le coste; riscoprire il patrimonio sommerso, naturale e archeologico; ridefinire le strategie di tutela attiva del patrimonio ambientale.

La conservazione del patrimonio naturale e architettonico storico e il dialogo tra terre e mare gli argomenti chiave. E’ stato considerato anche tutto quanto accade sotto al livello del mare, elementi archeologici, carichi di navi, infrastrutturazione, cavi elettrici e reti subacquee. Oggetto di esposizione ma anche di dibattito / pubblic program.

L’inaugurazione è stata fatta il 9 maggio alle ore 16 alla presenza del Ministro Beni Culturali. Il catalogo contiene tutto questo materiale raccolto, e sarà in tre volumi: riflessioni teoriche, esperienza, raccolta della esperienza del pubblic program.

di Mina Grasso

Giornalista Odg di Napoli, Fotografa e Reporter

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