di Teresa Lucianelli
Napoli. Scuola: una vittoria di legalità. In via cautelare il Tribunale Amministrativo Regionale di Napoli, annulla i verbali di scrutino e la bocciatura di una ragazzina della prima classe elementare. Grazie al ricorso vinto dall’avvocato napoletano Claudio Ciotola, la bimba riprende la scuola con serenità in seconda classe.
Dunque, per la bimba bocciata alle elementari, il Tar decide di accogliere in via cautelare il ricorso presentato per conto dei genitori dall’avvocato di Pianura.
Il legale della famiglia convince i giudici con la sua tesi lineare: avrebbero dovuto essere attivati percorsi di supporto.
La quarta sezione presieduta da Paolo Severini Tribunale Amministrativo Regionale di Napoli, ha accolto il ricorso presentato dai genitori di una bimba di prima elementare iscritta in un istituto comprensivo napoletano, e ha quindi annullato la bocciatura della piccola.
A renderlo noto è stato l’avvocato Claudio Ciotola che ha rappresentato la famiglia raggiungendo ottimi risultati.
Il legale riferisce che la bambina era stata bocciata a causa del suo scarso rendimento scolastico. Questo il motivo addotto dai docenti. In effetti, come esposto efficacemente dall’avvocato Ciotola, la scuola avrebbe dovuto attivarsi e fornire all’alunna misure di supporto personalizzate, mirate a migliorare il suo rendimento scolastico, piuttosto che ricorrere a una decisione finale drastica e penalizzante, giacché è “cruciale un approccio educativo inclusivo”.
La decisione ha inevitabilmente innescato una serie di riflessioni sulla fondamentale importanza di strumenti educativi adeguati e su come questi debbano essere utilizzati per consentire e garantire il successo formativo di ciascun alunno, invece di ricorrere a misure drastiche e punitive, oltre che particolarmente penalizzanti, come la bocciatura.
Il legale, motivatamente soddisfatto per il risultato raggiunto negli interessi della minore, ha ufficialmente ribadito “l’importanza di un approccio educativo inclusivo e attento alle esigenze di ogni singolo alunno, soprattutto nella scuola primaria, dove il percorso formativo dovrebbe essere improntato al sostegno e all’incoraggiamento, piuttosto che alla penalizzazione. Ogni bambino ha diritto a ricevere l’adeguato supporto per esprimere il proprio potenziale”.
Si conclude così una vicenda che ha visto particolarmente impegnata in una battaglia sociale di notevole rilevanza, la famiglia e per lei l’avvocato incaricato di fare valere i diritti della piccola, che alla fine hanno prevalso grazie ad un’ottima presentazione ai giudici del caso e ad un’attenta disamina della problematica.
Questa decisione del Tribunale Amministrativo Regionale di Napoli ha una forte valenza: rappresenta infatti un importante precedente giuridico, che potrebbe avere ripercussioni alquanto significative in futuro per analoghi casi. Essa inoltre solleva no pochi interrogativi sulla maniera in cui le scuole gestiscono i casi di difficoltà di apprendimento degli alunni che le frequentano.
