Si è tenuta a palazzo Arlotta (via Chiatamone 63), sede partenopea dell’Istituto di Cultura meridionale la presentazione del libro “L’amore non è un madrigale” di Valeria Jacobacci, edito da Graus.
All’incontro, dopo l’introduzione di Gennaro Famiglietti, presidente dell’Istituto, sono intervenuti la giornalista Titta Fiore, lo scrittore Mauro Giancaspro, il musicista Eugenio Bennato e il vaticanista Francesco Antonio Grana.
È un romanzo storico ambientato in pieno ‘500, del Rinascimento italiano ha le fondamentali connotazioni, il fascino particolare delle corti, il gusto per l’arte, la poesia, la musica, fra Riforma protestante e Controriforma cattolica. Jacobacci ha pubblicato romanzi, saggi e articoli in tema su quotidiani e periodici.
Filo conduttore è la ricerca personale: il ritratto di Settimia Jacobacci, commissionato dal cardinale Alessandro Farnese, miniatura che risale al 1553, esposto nel Museo di Capodimonte, a Napoli. Non è accertato il legame fra l’autrice e la presunta ava, eccetto il cognome. Una memoria familiare, comunque porta a Parma e a casa Farnese, la donna del ritratto è una dama della corte parmense. Il resto è stato costruito ed affidato al sentimento letterario che legge il tema umano in seno alla storia.
Una mitica Venezia fa da suggestivo sfondo; là il libero pensiero trova l’ultimo rifugio prima l’oppressione controriformista paralizzi ogni fermento ed uomini, libri ed idee brucino sul rogo.
Troviamo tra i personaggi Annibal Caro, traduttore dell’Eneide e segretario particolare del cardinale Alessandro Farnese, i grandi pittori Tiziano, Tintoretto, il miniaturista Clovio (al secolo Julius Klovijk, autore del ritratto di Settimia). Così nascono complotti contro l’Inquisizione il cui potere dilaga soffocando ogni pensiero libero. Unico a dare un senso all’esistenza in un periodo buio, oltre al coraggioso tentativo dei personaggi che cercano disperatamente di fermare delitto e corruzione, è l’eterno sentimento chiave dell’Universo: amore dà senso a tutto ma è arduo fermarlo, sfugge come una musica, non si può comporre, non è un madrigale, appunto.?
Teresa Lucianelli
