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ABI: il trend positivo degli strumenti di pagamento evoluti

ROMA – Il 3 Novembre l’Associazione Bancaria Italiana ha presentato il Rapporto sulla carte di pagamento attive nel nostro paese. nel corso del convegno “Carte 2011” presso il Palazzo dei Congressi a Roma. La ricerca è stata effettuata in collaborazione col Consorzio Bancomat ed è realizzata sui dati al 31 dicembre 2010.
Durante la presentazione il direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini ha evidenziato come “L’industria dei pagamenti oggi può contare, oltre che sull’ampia diffusione e varietà delle carte, anche su nuovi protagonisti come i tablet e gli altri device interattivi per i mobile payments, con una varietà di soluzioni innovative che vanno dai pagamenti contactless alle transazioni in remoto. La strada per limitare l’uso del contante a favore di strumenti più moderni, evoluti e sicuri, tuttavia, è ancora lunga e richiede continui interventi regolamentari, tecnologici e d’innovazione”.
Dalle stime presentate emerge un aumento del 4% in un anno e dell’8% nell’ultimo triennio delle carte di pagamento bancarie in circolazione in Italia per un totale di circa 80 milioni. Di queste oltre 36 milioni sono carte di credito e 33,3 milioni sono carte di debito come il Bancomat. Le prepagate ammontano a più di 5 milioni, mentre diminuiscono a 3 milioni le carte revolving, lo strumento di pagamento emesso da un istituto bancario o finanziario che permette la rateizzazione del pagamento della merce acquistata.
La crescita ha interessato soprattutto le prepagate, con un incremento del 16%, mentre le carte di credito e di debito aumentano rispettivamente del 6% e dell’1%. Il calo delle revolving è pari al 6 % rispetto all’anno precedente.
Nel Nord Italia vengono utilizzate il 56% delle carte in circolazione nell’intero paese, mentre il 24% ed il 20% si concentrano rispettivamente al centro e al Sud e nelle isole isole.
Le carte considerate effettivamente attive sono quelle che hanno registrato almeno un’operazione nel 2010 e sono solo 54 milioni, il 68% del totale. Il 92%, 30,6 milioni, di carte di debito e l’85% delle prepagate, pari a 4,5 milioni, hanno fatto almeno un’operazione nel corso dell’anno, mentre solo il 48%, cioè 17,3 milioni, delle carte di credito, ed il 46% delle revolving, 1,5 milioni possono essere considerate attive nel 2010.
Il trend crescente della diffusione di questo strumento di pagamento è legato ad una maggiore presenza sul territorio delle infrastrutture per acquisti e prelievi. Presso gli esercizi commerciali sono installati circa 1,2 milioni POS (Point of sale). Di questi il 52% al nord, il 24% al centro ed il 24% al sud e nelle isole. Nel corso dell’anno le carte impiegate per pagamenti ed acquisti sono state 48 milioni, ed hanno effettuato 1,6 miliardi di transazioni tramite Pos (+3%), raggiungendo un ammontare complessivo di 130 miliardi di euro.
Il 54 % delle operazioni è stato fatto con le carte di debito, pari a 857 milioni di acquisti, per un totale di 59,6 miliardi di euro. Le carte di credito hanno realizzato il 41% dei pagamenti, pari a
653 milioni di operazioni, per un importo di 64,4 miliardi di euro, le prepagate hanno influito solo per il 4%, con 64 milioni di operazioni, ed una cifra di 3,7 miliardi di euro e le revolving hanno contribuito per il 2% delle operazioni, con 26,8 milioni di transazioni, per un totale di 2,2 miliardi di euro.
La media dei pagamenti su ogni singola carta si attesta a 33 operazioni: le carte di credito sono state usate circa 41 volte per acquisti, le carte di debito 31 volte, le revolving 21 e le prepagate 20. Carte di credito e revolving sono state adoperate per spese medio-alte, riportando una media rispettivamente di 99 e 84 euro, prepagate e carte di debito sono state utilizzate per importi più bassi che si attestano sui 70 euro. Lo scontrino medio di un pagamento con “denaro di plastica” è stato di 82 euro.
Sul territorio italiano sono presenti quasi 47 mila sportelli automatici (ATM Automated Teller Machine ) che nel 2010 hanno permesso oltre 900 milioni ritiri di denaro contante.
La quasi totalità degli ATM offre servizi aggiuntivi rispetto al prelievo. Più di un terzo è Web based, dotato cioè di protocolli internet che permettono servizi informativi e dispositivi con la stessa rapidità ed interattività dell’on-line banking. Su 1,4 miliardi di operazioni fatte tramite sportello automatico nel corso del 2010, 166 milioni sono state ricariche telefoniche.
Ogni carta ha fatto in media 34 operazioni con 22 prelievi, 5 operazioni di anticipo contante, 4 ricariche telefoniche, 3 ricariche di carte servizi, un versamento, un prelievo in valuta ed un pagamento.
L’importo totale delle operazioni tramite ATM è stato pari a 244 miliardi di euro ripartiti tra 148 miliardi di euro in prelievi, 60 miliardi di versamenti, 14,9 miliardi in ricariche di carte servizi, 6,3 miliardi costituiti da anticipi contante, 5,3 miliardi e 5 miliardi rispettivamente in pagamenti e ricariche telefoniche e 4,1 miliardi prelevati in valuta. L’ammontare medio di ciascuna operazione è pari a 1.265 euro per i versamenti, 162 euro per i prelievi, 139 euro per gli anticipi contante, 109 euro per le ricariche di carte servizi, 95 euro per i pagamenti e 31 euro per le ricariche telefoniche.
La descrizione dell’evoluzione del “denaro di plastica” in Italia offerta dall’ABI testimonia l’impegno del nostro paese ad allinearsi ai sistemi di pagamento europei . Ancora molto va fatto soprattutto in relazione all’effettivo impiego di questi strumenti che possono costituire anche un buon deterrente all’evasione fiscale.

Eleonora M. Pani

di Redazione

Giornalista Professionista. Direttore di New Media Press

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