Secondo uno studio di Confesercenti, la crisi ancora produce pessimismo per gli abitanti dello stivale. Il 33% del campione preso in considerazione giudica infatti la situazione italiana “pessima” ed un 24% ritiene di vivere un periodo “inadeguato”, “né bene, né male”. Solo il 19% del campione dichiara di non essere stato colpito dal momento economico difficile definendolo “buono” o “discreto”.
Ma quanto gli italiani hanno consapevolezza sulla difficoltà di questo periodo? O meglio, quanti, pur ascoltando le criticità in tv o leggendole sui giornali, le vivono nella concretezza quotidiana? Quanto è dato dall’allarmismo generato, anche se ora più che mai a ragione, dai media?
Se poi un po’ di ottimismo viene concesso quando la rilevazione si sposta sulle situazioni personali, possiamo quasi pensare che le domande di cui sopra abbiano la risposta su un versante negativo: il 58% degli italiani ritiene infatti che la propria situazione personale non cambierà molto in questi ultimi tempi dell’anno in corso (contro il 67% del 2009), mentre in netta ascesa anche la percentuale di chi auspica con fiducia un miglioramento (24%, contro il 13% del 2009), e scende la quota di coloro che si ritengono pessimisti (18%, contro il 20% del 2009).
Altro “indicatore” di una eventuale o inesistente consapevolezza ci è data dai numeri relativi alle spese: mentre nel 2009 il taglio alle spese vedeva protagonista il 72% degli intervistati, nel 2010 tale percentuale è scesa al 69%.
Il dato allarmante riguarda invece le famiglie povere, la cui condizione tende a peggiorare progressivamente e che, probabilmente non hanno bisogno di accendere la tv o leggere i giornali per sapere che si sta vivendo una crisi economica “senza precedenti”…
Vittoria Citarelli