Sab. Apr 18th, 2026

Posso riappropriarmi del mio “Io”. L’importante è che io apprenda qualcosa in più sul mio conto

Antonio Cafiero

da questa motivazione nasce lo spettacolo dal titolo “Il topolino Crick” di Francesco Silvestri e Melina Formicola che torna in scena in Sala Assoli/Moscato con la produzione di Casa del Contemporaneo, per la regia di Rosario Sparno. Sul palco in teatro gli attori Luca Iervolino e Francesco Roccasecca raccontano la storia di Antonio Cafiero e del topolino Crick, con le musiche di Massimo Cordovani, i costumi di Alessandra Gaudioso, le scene di Fabrizio Comparone, il disegno luci di Simone Picardi, le foto di Pino Miraglia.

Il romanzo

Lo spettacolo si ispira ad uno dei romanzi di fantascienza più noti nella narrativa mondiale, un vero e proprio capolavoro dal titolo “Fiori per Algernon” scritto da Daniel Keyes e pubblicato per la prima volta nel 1966. Algernon è un topo da laboratorio. E la storia raccontata è quella di Charlie Gordon, un uomo con disabilità intellettive che scrive un diario, spunto per il romanzo e si sottopone a un’operazione sperimentale per aumentare il suo quoziente intellettivo.

Il romanzo Fiori per Algernon

Il QI è 68: è questo il numero nella testa, ma Antonio Cafiero è motivato e impara a leggere e a scrivere, impara a leggere Cervantes e Proust attraverso le sedute di psicologia. E, soprattutto, con una buona base di elettroshock.

Una seduta dopo l’altra, una insolita motivazione, una frenesia prende il sopravvento nella sua testa. La voglia di migliorarsi e di apprendere, di prendere possesso del proprio “Io”, e infine, di dare una spiegazione ad una infanzia difficile nella quale una madre ha provato solo vergogna per la disabilità di suo figlio.

L’esperimento di Crick e di Cafiero, con sedute giorno e notte porta ad una evoluzione massima. Ma, sul finire, il topolino Crick, base per l’esperimento morirà. E questo epilogo, improvviso e inaspettato, detterà il percorso di regressione, con il ritorno di Cafiero alla sua condizione iniziale di disabilità.

Il connubio è quello tra scienza e intelligenza, in contrapposizione con la felicità, e l'etica. 
Un focus sui rapporti sociali, sull'accettazione del proprio essere e sulla consapevolezza dei limiti. 

Note di regia

Rosario Sparno, regista dello spettacolo definisce Francesco Silvestri come un ragazzino che da piccolo amava molto i fumetti e i supereroi. Questo certamente ha plasmato la sua drammaturgia, e Antonio Cafiero è forse proprio uno dei suoi supereroi, forse il più vicino a questi fumetti tanto amati.

Trovare posto fra i “normali” è difficile, anche se spesso è ciò che desiderano di più, per non restare soli

Rosario Sparno

di Mina Grasso

Giornalista Odg di Napoli, Fotografa e Reporter

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