ROMA – Secondo un rapporto realizzato dall’Earth Policy Institute, nel 2011 la generazione di energia eolica mondiale è cresciuta soprattutto grazie alla straordinaria spinta della Cina. L’EPI è una fonte qualificata a livello internazionalità in tema di sostenibilità ambientale. È stato fondato nel 2001 da Lester Brown, ideatore ed ex presidente del Worldwatch Institute, per realizzare un piano condiviso per un futuro sostenibile. Nel 2011 la nuova potenza eolica installata ha raggiunto quota 41 GW portando il totale mondiale a 238 GW, in grado di soddisfare il fabbisogno elettrico di 380 milioni di persone con uno stile di vita europeo. La Repubblica Popolare Cinese sta a capo di questo sviluppo per il terzo anno consecutivo. Nel 2011 la tigre asiatica, con 18 GW di nuovi impianti installati ha raggiunto una capacità totale di 63 GW. Seguendo il suo Wind Base Program, la Cina dovrebbe assistere ad una crescita esponenziale del settore nei prossimi anni. Al fine di guidare lo sviluppo dell’energia eolica, l’Agenzia nazionale per l’energia ha selezionato le locations delle province con le risorse eoliche migliori ed ha posto degli obiettivi da raggiungere entro il 2020 per ciascuna di esse. Secondo questo piano, realizzando una rete di supporto opportuna, la capacità di energia eolica toccherà i 138 GW entro il 2020. Ad oggi un mega impianto da 38 GW ed uno da 10 GW sono in costruzione ed il governo cinese sta valutando altri impianti per un valore di 7 GW,che dovrebbero essere realizzati con a 83 progetti. Nel 2010, l’impianto eolico in Gansu Jiuquan ha raggiunto la crescita più veloce: più di 5 GW, mentre altri hanno realizzato una crescita che va da 1,8 GW a 4,2 GW. Ad oggi un tale incremento non è supportato da una rete elettrica adeguata. Le zone più remote, infatti, dove sono installate la maggior parte delle turbine, non sono servite da impianti appropriati cosicché si corre il rischio di paralizzare il funzionamento degli impianti stessi. Per ovviare a questa eventualità e dare più importanza all’efficienza dei progetti ed all’accessibilità alla rete, è stato fissato un limite di 15-20 GW di nuovi impianti installati annualmente. Considerata nel suo complesso è però l’Unione Europea a condurre la graduatoria mondiale, con 9,6 GW di nuovi impianti nel 2011 e una capacità totale di 100 GW di impianti eolici installati, che coprono il 20% del fabbisogno elettrico dei 27 paesi membri. Nella classifica mondiale gli Stati Uniti si posizionano secondi. Quest’anno sono stati installati 6,8 GW di nuovi impianti per una capacità complessiva di 47 GW capace di servire 10 milioni di abitazioni. Nel corso di quest’anno è stato progettato di installare altri 10 GW. Per quanto riguarda il 2013, dal momento che una considerevole sovvenzione decadrà a fine 2012, il settore industriale teme un arresto improvviso delle nuove installazioni che metterebbe a repentaglio migliaia di posti di lavoro. Anche le reti di trasmissione americane necessitano di ulteriori investimenti dal momento che gli impianti sono collocati in zone lontane dai centri abitati e l’elettricità prima di raggiungere gli utenti finali deve essere trasmessa su grandi distanze. Al momento molti progetti di reti di trasmissione ad alto voltaggio sono in corso. Quattro di questi progetti sono stati proposti dai Clean Line Energy Partners e saranno in grado di trasportare in tutti gli Stati Uniti più di 17 GW di energia elettrica rinnovabile generata nei territori dell’Ovest, del Sud e dal Midwest. L’India si classifica al quinto posto con 3 GW di nuovi impianti nel 2011 raggiungendo un totale di 16,1 GW, che l’establishment vorrebbe duplicare nei prossimi cinque anni. Più di due terzi dei 28 stati indiani incentivano nuovi impianti con un meccanismo di sovvenzioni affine al sistema europeo, che offre un premio per l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili. In America Latina spicca il Brasile che ha registrato una crescita del 63% rispetto all’anno precedente con 0,58 GW di nuovi impianti, raggiungendo una capacità totale di 1,5 GW. Ad oggi gli impianti operanti sono più che altro on-shore, ma anche il settore off-shore si sta sviluppando. Al mondo ci sono più di 4 GW di impianti funzionanti in alto mare, installati in Cina Giappone e soprattutto in Europa. In Gran Bretagna si trova il mega impianto di Greater Gabbard da 380 MW. Un argomento frequentemente usato a sfavore delle energie rinnovabili riguarda la minore competitività dei costi rispetto al nucleare e alle fonti fossili, ma in molte circostanze ormai l’eolico risulta concorrenziale. Secondo gli analisti di Bloomberg New Energy Finance i costi dell’eolico sono in costante caduta e, al momento, secondo il Wind turbine price index, è necessario meno di un milione di euro, esattamente 910 mila euro, per installare un MW di eolico. In quest’ottica già nel 2016 i costi di produzione di energia prodotta da turbine eoliche potrebbero essere gli stessi di quelli dell’energia generata con la combustione di carbone o il gas, rendendo l’energia pulita del vento definitivamente competitiva.
Eleonora M. Pani