Vincenzo Minuto: In politica contro la violenza sugli animali

Vincenzo Minuto: In politica contro la violenza sugli animali
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Perché un noto, affermato e stimato medico veterinario che si è sempre tenuto lontano dalla politica, decide di scendere in campo alle regionali campane? La risposta è semplice: per difendere gli animali e porre un freno alla violenza dilagante contro di loro, fenomeno allarmante in una società malata, dove stanno cadendo le barriere tra la realtà e le mostruosità fantasiose che popolano i videogiochi.
Vincenzo Minuto, napoletano, titolare di uno studio veterinario in zona centrale (in Piazza Poderico a Napoli), meta di tanti volontari, scende dunque in campo con le sue ben conosciute competenze, per le elezioni regionali in Campania, pronto a combattere la sua battaglia che è quella di tutti gli animalisti, comprensibile e condivisibile da tanti, indipendentemente dall’orientamento politico: no alla violenza sugli animali, no alla violenza su qualsiasi essere vivente.
Impegnato sul fronte d elle battaglie animaliste, già dai tempi del liceo (il Galilei al Vomero) per difendere le libertà ha più volte messo a repentaglio la sua stessa incolumità fisica. Minuto compie questa scelta dettata dalla sua coscienza e dalla sua maturità, confidando di potere essere utile ancora più concretamente ai suoi amici a quattrozampe e non solo: a tutti gli animali, troppo spesso maltrattati, torturati, avvelenati, sfruttati, massacrati.
Più volte ha rischiato grosso: la verità fa male e chi fa del male cerca in ogni modo di fare tacere chi il male lo combatte senza remore e senza compromessi, e gli ricorda quotidianamente quanto sbaglia e quanto sia da compatire… e cerca di bloccarlo nelle sue imprese criminali, certo di essere nel giusto.

Su Facebook esordisce: “La politica è una cosa sporca… solo farabutti alla ricerca di facili guadagni… ignoranti che vogliono decidere per gli altri… pedine manipolate dai poteri forti… E’ vero, è tutto vero, questo è quello in cui si è trasformata la politica in Italia. Le città invase da manifesti 6 per 3 con volti inquietanti, le cravatte alla moda al posto delle idee, i tailleur al posto delle proposte pochi slogan per coprire il vuoto pneumatico. Sono 30 anni che, come Don Chisciotte, combatto contro i mulini al vento, che vedo i poteri forti far finta di sposare la causa animalista e vedo leggi fatte per essere lette e creare consenso ma inapplicabili nei fatti”.

Senza peli sulla lingua, come sempre: lui è così, da quando è nato, e per fortuna non è cambiato. Lo sa bene chi lo conosce da una vita. E lo stima proprio perché lo conosce. Come uomo, come veterinario, come musicista appassionato.

Ora ha deciso dunque di entrare in politica e candidarsi al Consiglio Regionale con il Partito Animalista, che sostiene De Luca premier. Una scelta dettata dalla necessità di tutelare in sede istituzionale chi non ha voce e subisce quotidianamente violenze inenarrabili. Il coraggio di non voltarsi dall’altro lato per non farsi nemici o per riempirsi le tasche. La forza di chi sa di combattere una battaglia importante, a difesa di chi non si può difendere.

“Sono 30 anni che vedo animali avvelenati e nessuno che vuole fare qualcosa per impedire la libera vendita dei veleni, sono 30 anni che vedo animali maltrattati senza vedere condanne serie, sono 30 anni che nessuno vuole realmente fermare il traffico clandestino dei cuccioli dall’est europeo e sistematicamente me li vedo morire appena comprati e i negozi che li vendono sempre aperti” – sottolinea con passione il dott. Minuto, puntando il dito situazioni che molti non conoscono o non vogliono conoscere perché è più comodo ignorare.

“Il Covid 19 è la dimostrazione lampante di come lo sfruttamento indiscriminato degli animali e il carnivorismo non etico può portare alla nascita di nuove malattie verso cui siamo impotenti. Il nostro dominio sulla natura è solo un’illusione. Tutti gli studi criminologici affermano che gli autori di violenze efferate hanno spesso avuto un esordio in violenze sugli animali. Non punire e schedare chi tortura povere creature, lascia libere di circolare persone potenzialmente pericolose anche per gli uomini” – questa l’agghiacciante constatazione. Ne parla chi, pure se avversato da tanti, ha gridato da subito ai quattro venti e in ogni dove sui social, che cani e gatti non trasmettono il Covid all’uomo, e ha denunciato la strage che si stava perpetrando in Italia, e non solo, di innocenti gatti e cani soppressi durante il lockdown da padroni ignoranti, di manifesti ideati e affissi da menti criminali che incitavano a eliminare gli animali domestici “per non correre il rischio di essere contagiati”.. Folli!! Dopo giorni, durante i quali sino stati abbandonati e soppressi tanti cani e gatti, alla fine è venuta fuori la verità: quella che Minuto è altri colleghi seri e competenti avevano sostenuto da subito: cani e gatti non trasmettono il covid all’uomo, semmai il contrario!
Minuto denunzia le violenze gratuite, già di per sé inaccettabili, che stimolano pericolosamente l’ emulazione.convintí il suo sostegno a favore delle battaglie fondamentali a tutela degli animali, come degli uomini, soprattutto dei più deboli, proprio come deboli sono gli animali di fronte alla malvagità e alla spietatezza umana.
“La nuova sfida è portata dai nuovi media, Facebook e Youtube, che ormai sono gravidi di immagini di violenza gratuita verso gli animali. La virtualizzazione della sofferenza ci allontana sempre di più dalla realtà e produce bisogno di emulazione”.

Quello di Vincenzo Minuti è un appello accorato alla coscienza civile e, allo stesso tempo. Ignorarlo sarebbe un delitto: “La cultura dell’accudimento e dell’empatia deve prendere il posto della cultura della supremazia, il prendersi cura di esseri viventi indifesi deve trovare spazio nelle scuole dell’infanzia come via per la scoperta della tolleranza alla diversità e della circolarità dei sentimenti”.

Denunzia ancora: “Tutti, anche i cosiddetti ceti meno abbienti “devono trovare nelle istituzioni un supporto che consenta loro di adottare animali al riparo dai costi veterinari che sono indubbiamente insostenibili per loro. Viviamo in uno stato che ti dà migliaia di euro se rottami l’auto e ti lascia solo se devi operare il tuo animale.. E, invece, viviamo in un paese in cui si svuotano le case e si riempiono i canili”. Le sue parole arrivano precise come fendenti che svegliano le coscienze.

“Potrei continuare per ore ma, forse, sarebbe troppo lunga la lista. Mi offro per iniziare un dialogo che spero possa continuare in caso di esito positivo nell’elezione. – conclude il dott. Vincenzo Minuto, con la semplicità e l’umiltà che lo contraddistinguono e che sono alla base della stima che gli è riservata da un’infinità di amici che come credono in un mondo dove tutti debbano avere il diritto di vivere serenamente, anche quelli che non appartengono alla specie umana – Chi mi conosce personalmente sa che ho sempre anteposto l’etica al guadagno: io lo so che siamo in tanti a pensarla così, tutti insieme possiamo farcela”.

Teresa Lucianelli