Una passeggiata a lume di Lucciole

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Cuma, la più antica delle colonie della Magna Grecia. Qui convivono storia, leggenda e mito: qui fiorì il mito della Sibilla Cumana di cui si parla nel terzo libro dell’Eneide di Virgilio, qui visse gli ultimi anni della sua vita in esilio Tarquinio il Superbo, ultimo re di Roma, dopo l’instaurazione della Repubblica Romana. Sempre qui sorge un parco archeologico di grande suggestione nei pressi del quale si estende un’antica foresta di 150 ettari dove spiccano l’olmo campestre, il leccio, la roverella, il frassino meridionale, il pino domestico, il fico, il sambuco, il biancospino, il corbezzolo, che diventano dimora per diverse specie di uccelli fra cui il gabbiano comune, il martin pescatore, la rondine di mare, la pernice di mare, il beccaccino, il chiurlo e tanti altri. Per accedere alla Foresta ancora oggi conosciuta con il nome originario di Selva Gallinara, bisogna percorrere una strada sterrata lungo la quale s’individua una collinetta che assume la forma di una testa di un elefante poggiata a terra, con la proboscide abbandonata fra due cavità scavate nella roccia che sembrano gli occhi dell’animale. Questa “Scultura Naturale” ha tanto stimolato la fantasia degli operatori forestali e dei frequentatori della Foresta di Cuma da spingere a considerare l’elefante come simbolo della foresta stessa, quasi come un silenzioso custode. Proprio in questo luogo, ogni anno si ripete uno strano fenomeno: la danza delle lucciole. Tra la fine del mese di maggio e di tutto il mese di Giugno, questi piccoli coleotteri affollano la foresta rendendola uno scenario fiabesco. Le lucciole che sono sempre più rare nel nostro paese a causa dell’uso intensivo dei pesticidi, e anche dell’illuminazione sempre più massiccia dei centri urbani, trovano nella Foresta di Cuma un luogo per flirtare in pace tra loro. Infatti, il fenomeno di bioluminescenza (ossia quella reazione chimica che trasforma l’energia chimica in energia luminosa) è in realtà un meraviglioso canto d’amore. Le femmine che per tutta la vita restano ad uno stato larvale se ne restano nel sottobosco e attraverso un’emissione continuata di luce dichiarano la loro disponibilità all’accoppiamento, i maschi, lampeggianti anch’essi, volano invece liberi alla ricerca della femmina che più li aggradi per la riproduzione. Un’esperienza questa che dura poco, giacché una volta raggiunta la maturità sessuale, dopo circa due anni dalla nascita, le lucciole sono pronte all’accoppiamento all’indomani del quale (poche settimane) muoiono. Assistere a questo spettacolo e conoscere la Foresta di Cuma costituisce una grande occasione soprattutto per i giovanissimi: si tratta di un’occasione ideale per esplorare la Natura e il Territorio in modo diverso, osservare la realtà con occhi aperti e curiosi, per vivere esperienze uniche e acquisire nuove conoscenze. Lo consiglio vivamente.

Maria Palma Gramaglia