Una bonifica “green” nella Terra dei fuochi

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Nel Comune di Giugliano in Campania, esiste un fondo agricolo che ha una superficie di circa sei ettari, appartenente a esponenti della famiglia Vassallo, oggi collaboratori di giustizia: San Giuseppiello.  Questo fondo, sottoposto a sequestro giudiziario, dal 1998 al 2003 è stato interessato da sversamenti industriali illegali, provenienti soprattutto da industrie conciarie. Per risanare questo territorio, devastato dallo scempio e deturpato dai rifiuti tossici, sono stati proposti progetti di bonifica, costosissimi per la quantità di rifiuti e di veleni che dovevano essere asportati e portati chissà dove.  Invece è stato promosso un progetto di bonifica alternativo e pulito, affidato al commissario alle bonifiche Mario De Biase e a un gruppo di studiosi della facoltà di Agraria dell’Università di Napoli, Federico II, coordinato dal professor Massimo Fogliano, ed ecco “un miracolo”. Questi terreni sono stati sottoposti a un’opera di recupero affidata sia tecnologia ma soprattutto alla natura. Nel terreno cosparso di compost arricchito con batteri capaci di metabolizzare gli idrocarburi sono stati piantati 20000 pioppi, le cui radici sono capaci di assorbire i metalli pesanti in profondità. Questo progetto è costato 900.000 euro, una minima parte rispetto i milioni di euro previsti da altri piani di recupero, e con il valore aggiunto di essere ecosostenibile. Negli anni questi alberi sono diventati un bosco, con una fauna variegata di animali selvatici e uccelli, visitato da molte le scolaresche sollecitate dalle campagne d’informazione e di sensibilizzazione sui temi ambientali. Il continuo monitoraggio al quale è sottoposto questo bosco, ha rilevato una sostanziale diminuzione di veleni tanto da poter affermare che in piena terra dei fuochi è avvenuto un miracolo green. Purtroppo il pensionamento del commissario De Biase ha messo di nuovo in discussione la gestione di questo luogo: ancora non è stato nominato un nuovo commissario e già le apparecchiature e gli uffici sono stati devastati. Quello che è un modello virtuoso, un esempio di sperimentazione ecosostenibile e di legalità è ora messo a repentaglio da lungaggini e burocrazia; l’impegno e l’amore per la terra di tante persone rischiano di essere vanificati con il pericolo che la ritrovata bellezza di questi luoghi venga di nuovo sepolta ma questa volta non dai rifiuti ma dalla noncuranza e dalla negligenza.

(Fonte foto:  sangiuseppiello.wordpress.com)

Maria Palma Gramaglia

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