Ultimo saluto al “barone” Arnaldo de Longis, autentico giornalista per professione

Ultimo saluto al “barone” Arnaldo de Longis, autentico giornalista per professione

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Si è spento all’età di 82 anni, Arnaldo de Longis, noto giornalista professionista del quotidiano di Napoli “Il Mattino” dove era “in servizio permanente effettivo” per usare le parole riportate spiritosamente sulla controcopertina del libro ‘Maghi e Guaritori, i miracoli occulti’, risultati di una sua approfondita e interessante indagine tra i misteri degli operatori del paranormale in Italia, pubblicata nel 1987 per i tipi della casa editrice avellinese Menna, in merito ad alcuni casi di cronaca e pure agli studi condotti da Ernesto De Martino e da Luigi Lombardi Satriani. Un professionista “a vita”, dunque, come pochi ne sono rimasti; un giornalista autentico, pasionario dell’informazione e altamente motivato.

L’ultimo saluto, nella chiesa Sant’Artema a Pozzuoli, in via Amedeo Modigliani 2 c, a Monteruscello.

Era nato il 27 agosto 1939 a San Leucio del Sannio, nela verde e fertile terra del Beneventano. Era laureato in Giurisprudenza e in Scienze Politiche alla Federico II.

In tanti colleghi, soprattutto in quelli che lo hanno conosciuto bene e hanno lavorato con lui, lascia il ricordo di una persona concreta, presente, affidabile, appassionata del suo lavoro, che ha posto l’amicizia, nella quale fermamente credeva, al centro delle sue relazioni.

Indubbio spessore umano e professionale, sorriso sincero, coerenza, dignità e soprattutto il coraggio di portare avanti le proprie idee senza compromessi. Carattere spigoloso ma, dietro la scorza, tanta affidabilità e predisposizione a comprendere i giovani, a supportarli, a guidarli, a incoraggiarli.

Inevitabile, il ricordo di un mondo che non c’è più, legato alla sede storica de “Il Mattino” di via Chiatamone, e di un’epoca in cui i rapporti umani tra colleghi erano sostanzialmente concreti e veri, e il lavoro di squadra funzionava al di là di manie di protagonismo e ella logica del comparire a tutti i costi, oggi diventati “la norma”, perfino a danno del prodotto finale e della qualità dell’informazione … salvo eccezioni.

Teresa Lucianelli