Torna Roberto Cristiano: “Dalla sommità del cielo più alto”

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Nuovo romanzo, ovviamente di alta qualità, per lo scrittore e giornalista napoletano. Iniziale e già apprezzabile successo di critica e di lettori per un testo che merita grande attenzione 
Ritorna col suo stile inconfondibile, asciutto e trascinante, lo scrittore e giornalista partenopeo Roberto Cristiano e rende sopportabile perfino quest’estate asfissiante, con un Ferragosto altalenante che spacca in due lo Stivale. Roberto Cristiano ci propone il suo “Dalla sommità del cielo più alto”, conquista, incanta, coinvolge, distende e soprattutto stimola produttive riflessioni introspettive, alla ricerca della parte migliore di noi stessi e pure degli altri che entrano ed escono dalla nostra vita, caratterizzandola, portando nuova linfa, comunque esperienze nuove, arricchendola inevitabilmente di un vissuto che sta a noi sapere metter a frutto.
Lo scrittore napoletano già ampiamente conosciuti per “Un Ponte per lo Stretto”, di “100 domande al Senatore Sergio De Gregorio” e di “ilmiosoloamicoègiasone”, torna con spiccata originalità, nuovi argomenti e nuovi spunti su argomenti già trattati, alle tematiche esoteriche, centrali nella linea di congiunzione materia/spirito. Temi fondamentali per l’apprezzato scrittore e altrettanti apprezzato giornalista professionista, già sostanzialmente presenti in ‘ilmiosoloamicoègiasone’, precedente romanzo di successo.
Ecco la pratica conclusiva delle operazioni alchemiche, emergono con discrezione e chiarezza i variegati e interessanti personaggi che distinguono i paragrafi del libro, ne sono parte integrante, costituiscono lo stesso scritto e la sua ragione d’essere, con le loro nature, il loro divenire, le loro travagliate situazioni, l’umanità densa, quasi vischiosa, che si appiccica quasi addosso al lettore, per non lasciarlo più ma trascinarlo in acute riflessioni, pratiche introspettive, inevitabili ragionamenti tesi verso l’elevazione quale motivo e fine principale dell’esistenza.
Ciascuna figura, è umanamente ricca e rappresentativa di un mondo. Ciascuna presenta tante sfaccettature, tipiche della natura umana, con i suoi limiti da individuare e superare.
Attraverso il concatenarsi delle vicende dei personaggi, si delinea Man mano, sempre più nettamente uno spaccato di vita in cui il lettore si trova sorprendentemente catapultato fino a sentirsi esso stesso parte del libro. Una sensazione coinvolgente e appagante che conforta le aspettative di chi già conosce il potere trainante e trascinante di Cristiano, guida per il lettore, alla scoperta di altro e dell’altro.
Personale ed originale, lo stile narrativo di Cristiano, spicca per snellezza di forma e consistenza di contenuti, in un escursus umano che stimola sensazioni, evoca fatti, storia, riflessioni, suscita sentimenti contraddittori.
Per le Edizioni Progetto Cultura, “Dalla sommità del cielo più alto”, si apre su Oshi Bongio, insegnante di sostegno, “snocciolando le vicende legate alla sua vita personale” e passando man mano, di figura in figura, alla conoscenza degli altri personaggi ad essa legati, ciascuno con le sue peculiarità, le sue normalità, le sue eccezionalità. Esseri umani come tanti, migliori di molti, unici nel loro essere e divenire, migliorarsi, elevarsi.
Le esperienze sue e quelle dei personaggi che sono a lei legati, tutt’e insieme rappresentano il filo col quale Cristiano tesse la trama. Con abilità ci conduce nell’universo complesso e variegato della complessità dei rapporti umani interpersonali e dell’amore, vissuto con pienezza e forza generatrice. La gioia, il piacere, il dolore, la sofferenza quali misteri dell’esistenza e fonti di conquiste interiori, diventano passeoartout per accedere alla conoscenza di se stessi e del tutto, alla propria anima e attraverso essa anche a quella di coloro che incontriamo sul nostro cammino, e non per puro caso.
Figlia di Gian Luigi Bongio, pittore e scultore di fama internazionale e di ‘confusionaria conoscenza’, Oshi si mostra nella sua interezza di giovane donna. E attraverso lei scopriamo i suoi genitori con i trascorsi giovanili, Toni Moggi, affermato neurologo, e non solo.
Il libro, semplice e gradevole da leggere, pur nella ricchezza e profondità dei contenuti, offre all’occhio attento e alla mente fervida del lettore di qualità, considerazioni e commenti su molti temi. Particolarmente efficace la nota sull’orologio del campanile di Messina, preziosa testimonianza sconosciuta a i più, e orgoglio della città siciliana, sacrificata da un terremoto che ne ha segnato l’evoluzione è la vita stessa è le cui conseguenze sono tuttora evidenti e non superate. Attraverso informazioni preziose, è possibile conoscere dati, curiosità, informazioni, particolari e primati che invitano sicuramente ad un indispensabile approfondimento in loco, ovvero a una visita mirata a questo autentico gioiello che distingue la città dello Stretto, occasione per scoprire quest’antica e tranquilla “Signora” adagiata languidamente di fronte al punto estremo dello Stivale.
Altrettanto interessanti i riferimenti a Curzio Malaparte, al bullismo, alla magistratura, alla religione e al cammino neocatecumenale che rendono la lettura più stimolante e sollecitano l’interesse del fruitore, già rapito da una trama ben articolata e dallo stile spedito e confidenziale.
L’ Autore spazia dalle sette religiose all’omosessualità, dai templari alla Massoneria, dalla P2 a Totò massone, dall’ateismo ai social network, e ancora ai travolgenti rapporti fra Oshi e Toni incentrati sul sesso, e lo fa con
un’intelligente leggerezza, assolutamente scevra da superficialità, fornendo un prodotto “ideale”, quello più amato dagli appassionati lettori: il connubio tra piacevolezza e contenuti.
Nello scritto, ritorna quell’Aquis, presente in “ilmiosoloamicoègiasone”, maestro di Scienza Sacra che svela in tre principi ineludibili della “Piccolo Opera”: “Sale”, “Zolfo” e “Mercurio”, svelando come “attivarli”, utilizzandone energie preziose. Cos’è d’altronde l’Alchimia, se non “una serie di operazioni svolte interiormente che hanno un riflesso ‘visibile’ mutando il piombo in oro, a livello fisico”?
Aquis è un “Cervo Bianco”, associato alla luce segreta del sole, simbolo dell’iniziato ai misteri della vita e della morte, che ha superato le prove di trasformazione e di rinnovamento della propria personalità, ottenendo la “Conoscenza”, simbolo della rigenerazione vitale, valore allegorico di sviluppo e di unione tra le forze superiori e quelle inferiori, vero mediatore tra cielo e terra.
Con soave semplicità, Roberto Cristiano ne parla, aggiungendo valore al testo e fascino al suo personaggio, riproposto con fondatezza e in maniera squisitamente mirata, anche qui in “Dalla sommità del cielo più alto”.
Con la morte di Bongio e la contemporanea nascita del figlio di Oshi, si giunge al finale di questo scritto, denso di spunti per attente riflessioni e ricco di argomenti e molteplici temi, che “potrebbe rappresentare il patrimonio di conoscenze ed esperienze lasciato dalle vecchie alle nuove generazioni”. Un’eredità preziosa che va tramandata, attraverso un’adeguata presentazione, per renderla innanzitutto comprensibile e quindi pienamente fruibile.
Daniele Laganà, studioso della Tradizione, annota, come indicato dall’Autore: Qual è il mistero che avvolge la vita e che evoca in noi la particolarissima sensazione di essere in cammino verso l’ignoto? Esiste una via per mezzo della quale, avvertendo l’impulso a trascendere la ordinaria ‘descrizione del mondo’, possiamo trasmutare la nostalgia dell’eternità in azione interiore? Queste sono le domande che fanno da sfondo al presente romanzo, che ci offre una visione più profonda dei piccoli e grandi fatti della vita. Dopo ‘ilmiosoloamicoègiasone’, Roberto Cristiano, giornalista e cultore (nel senso più alto del termine) dell’antica sapienza ermetica, ci conduce alla scoperta dei significati più profondi della complessa simbologia iniziatica e alchemica. Attraverso le esperienze della protagonista, Oshi Bongio, e dei personaggi che ruotano attorno a lei, l’autore ci porta a osservare l’affascinante complessità dei rapporti umani e dell’amore; ci guida dinnanzi al mistero del dolore e della sofferenza che, consapevolmente vissuta, diviene la chiave per accedere alla propria anima e, per conseguenza, all’anima di chi, per una ragione o per l’altra, la vita ci fa incontrare.
Ermetici, efficace, diretto, Roberto Cristiano è nato a Napoli. Noto ed apprezzato giornalista professionista, è tra quelli che meritano a pieno titolo attenzione e stima. Ha pubblicato il libro “Un Ponte per lo Stretto”, presentato con ampi riscontri in Italia e in America.
È autore di “100 domande al Senatore Sergio De Gregorio” e del romanzo “ilmiosoloamicoègiasone”, che precede, proseguendone il messaggio sostanziale, l’attuale “Dalla sommità del cielo più alto”.
 Teresa Lucianelli 

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