Stefania De Fraia: l’Assessora che ha sfidato la Pandemia e lavora per la Pozzuoli che legge

Stefania De Fraia: l’Assessora che ha sfidato la Pandemia  e lavora per  la Pozzuoli che legge

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Dott.sa Stefania De Fraia, nel dicembre scorso lei viene nominata Assessore al turismo e alla cultura del Comune di Pozzuoli: dopo pochi mesi la pandemia di Covid19, un evento inaspettato che ha colto tutti di sorpresa ed ha bloccato tutte le attività istituzionali. Ma lei non si è arresa e subito si è attivata continuando in rete le iniziative che erano state programmate, riscuotendo un enorme successo. Quanto è stato complesso riconvertire in così breve tempo le iniziative aggregative all’interno di uno spazio virtuale?

Sono stata nominata assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Pozzuoli, a dicembre 2019, appena in tempo per organizzare le manifestazioni per il Capodanno in piazza, un evento molto sentito dai cittadini che attira tantissime persone, anche da altri comuni limitrofi. Dopo il successo di questo evento molto importante, ho avviato una serie di attività, in particolare nel mese di gennaio e febbraio. Per l’ultima settimana di febbraio erano previsti una serie di eventi e la festa, appunto, di Carnevale per il giorno 25, a seguire, ancora, due giornate dedicate al COMIX Festival, relativo al Premio “Paolo Villaggio”, dov’erano previsti interventi di personaggi famosi dello spettacolo, come l’attore Francesco Paolantoni e altri artisti. Le attività si sarebbero poi concluse il 7 marzo con le celebrazioni per i cinquant’anni dalla chiusura del Rione Terra. Invece, con un’ordinanza che tra l’altro è stata tra le prime ad essere attuata in Campania in una zona ancora non dichiarata “Rossa”, il nostro Sindaco Vincenzo Figliolia, devo dire con il senno di poi, dimostrando grande equilibrio e soprattutto grande intuito, sospese tutte le nostre attività già programmate, in considerazione dell’emergenza pandemica legata alla diffusione del Coronavirus, che proprio in quelle drammatiche settimane, stava diventando un’emergenza sanitaria nazionale molto grave. Tuttavia, già dopo la dichiarazione di “Lock down” nazionale del 9 marzo, ho avviato nell’ambito delle iniziative nazionali finalizzate a contenere la diffusione del virus, un hastag dedicato, #pozzuoliacasamia, una sorta di contenitore culturale che raggruppasse i video, le foto e le iniziative da parte dei cittadinirimasti a casa e associazioni, da far circolare poi sui canali Youtube e sui social network come Facebook – molto attiva è stata in questo periodo la pagina Facebook dell’assessorato Turismo e Cultura del Comune di Pozzuoli – contemporaneamente, interagivo con l’ausilio di varie piattaforme in streeming, con associazioni e operatori culturali con i quali ho avviato una vera e propria programmazione nel mese di aprile, poi consolidata nel mese di maggio, che prevedeva un evento ogni giorno. Un appuntamento quotidiano per gli utenti della rete che ha avuto un notevole successo a tal punto da essere inserito tra gli eventi programmati dal Ministero per i Beni e le attività Culturali e del Turismo nell’ambio delle attività #iorestoacasa, in modo particolare: le“favole per bambini”, “c’era una volta al tempo del Coronavirus” e ancora un “Gran Tour” virtuale dove , filosofi, studiosi e storici locali, ci hanno raccontato i siti archeologici flegrei e monumenti di interesse storico, in maniera diversa, innovativa, cercando di cogliere spunti e elementi di attualità. Ancora abbiamo avuto appuntamenti periodici per appassionati di fotografia e momenti letterari, con interventi da parte di diversi autori di libri, come Gianluca Papadia, che hanno presentato in maniera innovativa online, le loro recenti pubblicazioni. Ovviamente non nascondo che abbiamo dovuto affrontare non poche difficoltà, proprio perché abbiamo dovuto rielaborare, in qualche caso anche creare, dei prodotti specifici per il web, che come sappiamo ha tempi e modalità del tutti diversi. Tutto questo è stato possibile anche grazie all’appoggio dell’ufficio multimediale del Comune di Pozzuoli. Questo grande lavoro, è stata un punto di partenza per un nuovo hastag#pozzuoliècasamia, diventato poi l’aggregatore ufficiale per le nostre attività post emergenza Covid.

La fine del Lockdown, in concomitanza con il periodo estivo, è stato sicuramente un momento di librazione, ma soprattutto, di nuova programmazione per le kermesse turistiche e culturali della città di Pozzuoli: ci sintetizza cosa è stato messo in campo per l’estate puteolana?

È stato necessario riprogrammare tutto. Da subito mi sono attivata per verificare quali attività fossero ancora possibile mettere in campo, nell’ambito dei spettacoli all’aperto, compatibilmente con quelle che sono le misure per il contenimento della diffusione del virus nell’ambito dell’emergenza covid19. Pertanto, dopo un’indagine di mercato, abbiamo optato per allestire un cinema all’aperto, al momento l’unico evento possibile, e nel contempo ho cercato di sbloccare quei fondi necessari che erano comunque destinati all’amministrazione comunale da parte della Città Metropolitana e dedicati alle attività da realizzarsi sul territorio nell’estate puteolana. La riprogrammazione, che pertanto è stata concordata con la Città Metropolitana, ha richiesto l’individuazione di quelle location che fossero comunque idonee a ospitare un numero di persone non eccessivo, nell’ambito delle regole di sicurezza. La location, ritenuta più opportuna, è stata la rocca del Rione Terra, anche perché dotata di un cancello di accesso utile per organizzare i flussi ed evitare eventuali assembramenti. È stato quindi progettato il calendario degli eventi di ”estate puteolana” una lunga kermesse di eventi caratterizzata da sessanta serate di spettacoli all’aperto: cinema, teatro, musica, e presentazioni di libri; nel contempo abbiamo inaugurato anche ventidue “wolking tour” concentrati nel fine settimana, caratterizzate da passeggiate culturali per il centro storico di Pozzuoli, realizzate grazie all’ausilio di guide abilitate che per tre ore hanno accompagnato turisti e visitatori nei luoghi meno conosciuti , in particolare strade e vicoli dell’antica rocca del rione Terra. È stato un successo. Per le serate abbiamo quasi sempre avuto il sold out soprattutto per i film di prima visione e per gli spettacoli musicali e teatrali. Enorme successo anche per i wolking tour gratuiti che hanno creato un circolo virtuoso non solo per le guide ma anche per gli operatori turistici locali, bar e ristoranti e che hanno offerto spontaneamente la loro collaborazione, accompagnando i visitatori con un aperitivo offerto gratuitamente.

La città di Pozzuoli, nel comparto turistico, purtroppo non fa i numeri della “sorella” maggiore Napoli. Sappiamo che ritardi strutturali rallentano la crescita di visitatori nella storica città di Puteoli e nell’intera Area flegrea. Cosa pensa si possa fare per incrementare il turismo dalle nostre parti?

Il comparto turistico puteolano, purtroppo, non raggiunge ancora le presenze , non soltanto della sorella maggiore Napoli ma anche dell’area limitrofa, Pompei, Ercolano e la costiera Amalfitana. I competitor di Pozzuoli nell’ambito del turismo, sono molto difficili da superate, tuttavia io ritengo che per incrementare i flussi turistici nella nostra città, e più in generale nei Campi Flegrei, bisogna mettere in campo un mix di azioni. Da un lato, approfittare del cosiddetto “turismo di rimbalzo”, ovvero captare i flussi turistici che confluiscono nella città di Napoli – prima del lockdown la città partenopea era veramente satura di turisti – avviando in tal senso una stretta collaborazione con l’assessorato al Turismo del Comune di Napoli, al fine di incrementare i nostri flussi turistici, dall’altro creare le giuste condizioni per l’accoglienza. Mi spiego meglio: Pozzuoli, che è una città a vocazione turistica, nell’ultimo ventennio ha mutato la propria economia. Di fatto, benché sia una città ricca di bellezze archeologiche, storiche e naturalistiche, in passato è stata una cittadina industriale con un’economia non ancora legata al comparto turistico. Di conseguenza noi dobbiamo invertire questa rotta, cioè cercare di fare in modo che Pozzuoli diventi città turistica, sotto il profilo dell’accoglienza e non solo. Per fare ciò occorre , non soltanto fare scelte di tipo politico operando sul modus vivendi dei cittadini puteolani, che non potrà essere più quello di prima ma orientato verso l’accoglienza turistica.

Gli stessi puteolani devono essere consapevoli di vivere in una città turistica con tutte le accortezze e i sacrifici che ciò può determinare, penso alla riorganizzazione dell’economia locale, le aperture delle attività commerciali, ma anche le stesse abitudini nell’utilizzo delle autovetture, dei parcheggi, quindi, favorire laddove è necessario, la pedonalizzazione di più aree, proprio per rendere la città più accogliente.

E infine, parliamo di cultura: Pozzuoli diventa “Città che legge” per il biennio 2020-21 , cosa ci dobbiamo aspettare?

Pozzuoli è tra i 73 comuni italiani, con popolazione compresa tra i 50 mila e i 100 mila abitanti, ad aver ricevuto la qualifica di “Città che legge” per il biennio 2020/2021, un’attestazione del Ministero dei Beni Culturali con la quale si intende “riconoscere e sostenere la crescita socio-culturale delle comunità urbane attraverso la diffusione della lettura come valore condiviso per il miglioramento della qualità della vita individuale e collettiva“. È una qualifica molto importante e sono davvero contenta che sia stata riconosciuta alla nostra città. Questo prezioso riconoscimento, però, per essere mantenuto e speso in maniera intelligente, necessita di alcune azioni. A breve, pertanto, la Giunta Comunale di Pozzuoli, approverà, su mia proposta, un patto per la lettura che dovrà essere condiviso con la cittadinanza, con le associazioni, con le case editrici, e con tutti coloro i quali vogliono essere parte attiva all’interno di questo “patto letterario”. Dunque, ci sarà spazio per la lettura e il confronto nell’ambito di un incontro periodico con i soggetti che aderiranno, in maniera tale da poter partecipare assieme a quei bandi pubblici riservati alle “città che leggono”.

Intervista di Antonio Cangiano