Radical Kitsch, “Limo”: sconsigliato agli amanti delle banalità

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Radical Kitsch, Limo - Etichetta Fullheads
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E’ tutt’altro che semplice descrivere Limo, album dei Radical Kitsch (Giovanni Conforti, voce e autore di testi e melodie, Francesco Capriello, piano, e Gianluca Capurro, chitarre): si tratta infatti di un lavoro irriverente, sornione e difficilmente ascrivibile ad una definita schematizzazione di genere. Di sicuro, comunque, ricercato e interessante.

Il disco si presenta subito nel migliore dei modi, con Demodé – il brano con “un tocco in più”, quello da cui è tratto anche il primo video (http://www.youtube.com/watch?v=Zhm_s5RfzcE), il cui testo e le ambientazioni musicali riconducono in qualche modo a quella “accidia” degna dell’inferno dantesco richiamato nel titolo del cd – e prosegue, con altri nove brani, senza cadere nel vortice delle banalità.

Un lavoro all’ascolto del quale difficilmente si riesce a premere stop prima del termine, se non altro (e questa potrebbe essere una buona motivazione per gli ascoltatori poco convinti) per la curiosità circa quello che potrebbe accadere nella traccia successiva.

Non c’è dubbio, infatti, che “Limo” (all’interno del quale trovano spazio anche Daniele Sepe e Capone e BungtBangt, oltre al “tocco” di Eddie Kramer, già  fonico di Jimmy Hendrix, Led Zeppelin, Rolling Stones e David Bowie, solo per citarne alcuni) sia un album “strano”, probabilmente anche difficile da comprendere. Ed è per questo che non ci si può fermare al primo impatto. E’ pop ed è rock, è trash e colto, è glam ma non disdegna affatto incursioni nel reggae, nel rocksteady o nella musica cantautoriale, da cui attinge a piene mani anche senza  – ma di questo non ne siamo sicuri – l’intenzione di dichiararlo apertamente.  E’, infine, italiano, inglese e napoletano, vedi “Spartacus (Shot gun)”.
Insomma un “minestrone” ben riuscito e dal sapore della maturità per un gruppo, oramai sulle scene da oltre dieci anni, che riesce ad affrontare tematiche anche serie (ad esempio il lavoro, come in “Mario col metano”) con il ghigno beffardo stampato sul volto.
Consigliato a chi ama leggere tra le righe.

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