“Primitive Elements” di Francesco Bosso in mostra al Museo Pignatelli.

“Primitive Elements” di Francesco Bosso in mostra al Museo Pignatelli.
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Nella bella cornice della settecentesca Villa Pignatelli a Napoli, all’interno del Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes, ha inaugurato il 15 ottobre e resterà visitabile fino al 5 novembre la mostra fotografica di Francesco Bosso dal titolo “Primitive Elements” a cura di Filippo Maggia.

La mostra precedentemente esposta a Milano alla Galleria delle Stelline, è stata promossa dalla Direzione regionale Musei Campania, diretta da Marta Ragozzino e dallo stesso Museo Pignatelli, diretto da Fernanda Capobianco con il supporto del vicedirettore Rosanna Naclerio e raccoglie gli scatti di oltre 15 anni di lavoro, attraverso l’esposizione di oltre 40 fotografie rigorosamente in bianco e nero.

Francesco Bosso è fotografo di paesaggio, formatosi alla scuola americana e lavora esclusivamente in bianco e nero, scattando su pellicola di grande formato con banco ottico e stampando personalmente le opere in camera oscura, su carta baritata alla gelatina d’argento.

Lo spazio espositivo napoletano ha ispirato un allestimento con raggruppamenti di foto per assonanze di suoni e di atmosfere, racconta Francesco Bosso in conferenza stampa e la mostra potrà essere letta come un viaggio per immagini, dove l’osservatore sarà libero di calarsi nell’atmosfera dei luoghi. Ghiacciai, scogliere, oceani, isole vergini, foreste pluviali; scatti in Islanda, Indonesia, Hawaii, Thailandia, Seycelles, Portogallo, Spagna, Giappone, Italia, Svizzera.

Il racconto è quello della natura incontaminata, ma terribilmente fragile del nostro pianeta. Le fotografie di Francesco Bosso vogliono indurre alla consapevolezza, urgente e necessaria, di quanto sia fondamentale tutelare l’ambiente, e promuovere un cambiamento culturale soprattutto nell’uso responsabile delle risorse naturali.

Tanti gli scatti nei quali l’acqua diviene elemento centrale della fotografia. Significativi quelli della Groenlandia, dove la fusione dei ghiacciai modifica costantemente lo scenario, e dove iceberg dalla forma di piramidi o di anatre che si baciano vengono intrappolati in un’istantanea che durerà in natura ancora poche settimane dal momento in cui viene scattata la foto. Fragile e delicata racconta ancora Bosso anche la natura della Papa Guinea, con la sua barriera corallina.

La potenza delle immagini viene esaltata dall’allestimento in cui isole di luce si alternano a zone di ombra profonda, un modo essenziale e funzionale di restituire allo spettatore quella condizione di attesa e stupore che il fotografo ha vissuto in prima persona davanti ai paesaggi mozzafiato che ha ritratto.

Filippo Maggia, curatore della mostra, commenta il lavoro dell’artista: “Bosso tende a spiazzare lo spettatore invitandolo al silenzio e alla contemplazione, ben distante dunque dalla necessità di colpire e aggredire che accomuna molta della produzione attuale caratterizzata da immagini che nascono per essere velocemente consumate e immediatamente rimpiazzate da altre.”

Il catalogo della mostra è edito da Silvana Editoriale e comprende contributi critici sul lavoro del fotografo e la riproduzione di tutte le opere esposte.

foto di mina grasso
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