Napoli: “Un Mondo di Solidarietà”, spettacolo di beneficenza al Mediterraneo

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“Un Mondo di Solidarietà”: spettacolo di beneficenza al Mediterraneo, con Maria Grazia Cucinotta, Nino D’Angelo, Elodie, Marco Masini, Maria Nazionale, Emiliana Cantone, Moreno, I Ditelo Voi, Alessandro Bolide, Ciro Giustiniani, I Sud 58 , Sharol, Dado e i Soul Food. Direzione artistica di Diego Di Flora, regia di Francesco Mastandrea

NAPOLI –  Tanti artisti sono protagonisti della XI edizione di “Un Mondo Di Solidarietà”, gran galà della Città di Napoli patrocinato da Comune di Napoli – Assessorato ai Giovani, alla Creatività e Innovazione, Puer Onlus, Roma, sabato sera al Teatro Mediterraneo. Direzione artistica di Diego Di Flora e la regia di Francesco Mastandrea, madrina Maria Grazia Cucinotta, Nino D’Angelo, Elodie, Marco Masini, Maria Nazionale, Emiliana Cantone, Moreno, I Ditelo Voi, Alessandro Bolide, Ciro Giustiniani, I Sud 58 , Sharol, Dado e i Soul Food. A condurre: Maria Mazza e Peppe Iodice. Coreografie: Vincenzo Durevole e Giovanna D’Anna.

Sono due i progetti solidali destinatari della serata, portati avanti dalla “Ludoteca” della nuova “Casa di Matteo” a Bacoli e dall’AILR, Associazione Italiana per la Lotta al Retinoblastoma.

In particolare, l’AILR è impegnata nella diagnosi e cura del retinoblastoma, un tumore che colpisce gli occhi e si presenta nella primissima infanzia: più frequentemente nei primi 6 mesi di vita, con meno frequenza nei 3 anni di vita. È considerato un tumore raro perché in Italia ci sono 30-40 casi l’anno. L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che ricovera per cure circa il 50% dei casi nuovi, è in grado con i suoi specialisti di applicare tutte le cure mediche necessarie per salvaguardare la vita dei piccoli o pazienti, tese anche a salvare l’occhio e la vista, come spesso accade, per le quali occorrono 4-5 anni, ricoveri frequenti ogni 20-30 giorni, in Oculistica ed in Oncologia nei primi 3 anni di vita, che vengono poi diradati per i successivi 3-4 anni. I medici curanti ed il personale Infermieristico cercano di supportare anche moralmente e psicologicamente le famiglie, che per un lungo periodo sono “divise” fisicamente nei periodi di cura, per quanto unite nella guerra contro il tumore. In questa fase, però, vengono spessissimo “nascoste” molte problematiche familiari al medico curante, spesso per non “distrarlo” dall’unico obiettivo di curare il proprio figlio. L’Associazione Italiana Lotta al Retinoblastoma nasce dall’esigenza che oltre alla cura del tumore necessita la cura della famiglia con il racconto della propria esperienza già vissuta, dell’inserimento nella scuola, del primo compleanno, della vita da bambino con i giochi ed i rapporti con i coetanei. L’ AILR si attiva anche di trovare una casa che possa essere ospitale nel periodo di cura e che possa sembrare una seconda casa al bambino, e non un luogo di sofferenza. Nei casi di necessità, si preoccupa pure di un sostegno economico. Si è inoltre fatta carico di acquistare macchinari per migliorare la qualità lavorativa dei medici curanti, della cura e del follow-up nei casi usciti dall’emergenza cura; di fondamentale importanza l’acquisizione di immagini attraverso un macchinario creato per il retinoblastoma – il RetCam – che viene utilizzata esclusivamente in sala operatoria. Quello attualmente in uso necessiterà a breve di essere rimpiazzato e per questo l’Associazione ha iniziato una campagna di raccolta fondi per contribuire all’acquisto nel 2019, di una macchina più moderna ed efficiente.
La “ludoteca speciale” accoglierà bambini della città, oltre che della casa famiglia. Promuove attività pedagogiche e psicologiche per bambini con disabilità lievi o medi dando particolare attenzione ai disturbi dell’apprendimento, della psicomotricità e alla logopedia nonché al metodo ABA per i bambini autistici.

Armando Giuseppe Mandile