L’ENEA coordinerà il programma di ricerca europeo sulle celle a combustibile

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ROMA  – L’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ENEA, è stata recentemente investita dell’incarico di coordinare il programma di ricerca della European Energy Research Alliance, EERA, sulle celle a combustibile.
Nell’ambito della coalizione EERA sono stati da poco presentati a Varsavia sei nuovi programmi congiunti di ricerca. Questi progetti interessano in particolare le tecnologie energetiche relative al solare a concentrazione, l’energia marina, le smart cities, l’idrogeno e le celle a combustibile, lo stoccaggio dell’energia e la ricerca di nuovi materiali e processi per applicazioni energetiche. Oltre alla responsabilità per il coordinamento del programma sulle celle a combustibile l’ENEA dovrà anche promuovere dei sottoprogrammi per lo studio delle smart cities, sullo stoccaggio energetico e sul solare a concentrazione.
La funzione attribuita all’ENEA rappresenta una legittimazione del livello raggiunto dalla ricerca italiana nell’ambito della Alleanza europea per la ricerca energetica. Sono in tutto 13 i programmi congiunti della EERA, con una partecipazione di oltre 2000 ricercatori da più di 150 organizzazioni ed un investimento superiore ai 200 milioni di euro. Si tratta di progetti di ricerca su  tutte le tecnologie energetiche del cosiddetto Strategic Energy Technology Plan, programma della Commissione Europea sulle azioni da intraprendere nel settore delle tecnologie a bassa emissione di CO2 per contribuire al raggiungimento degli obiettivi 20-20-20.
Per raggiungere i target europei per il 2020 ed il 2050, ridurre le emissioni di gas a effetto serra, sviluppare le energie rinnovabili e l’efficienza energetica è necessario l’impiego di tecnologie più efficienti e nuove. Come indicato nel piano strategico europeo per le tecnologie energetiche, questo tipo di tecnologia sarà fondamentale per combattere con successo il cambiamento climatico e assicurare l’approvvigionamento energetico in Europa e nel mondo. Per questo motivo quindici istituti di ricerca leader in Europa hanno raccolto la sfida di fondare una Alleanza europea per la ricerca energetica EERA. L’obiettivo chiave della EERA è quello di accelerare lo sviluppo di nuove tecnologie energetiche e realizzare programmi di ricerca congiunta a sostegno dello Strategic Energy Technology, SET, pianificando ed integrando le attività e le risorse, combinando fonti nazionali e comunitarie di finanziamento e massimizzando le sinergie. Questa iniziativa è di primaria importanza per la ricerca nel settore energetico ed avrà un ruolo di spicco per “Horizon2020”, il prossimo piano di finanziamento della ricerca europea.
La mission di EERA è di dare un forte impulso allo sviluppo di tecnologie a basso contenuto di anidride carbonica attraverso il coinvolgimento diretto dei più importanti organismi Europei di ricerca nel settore energetico. Di fondamentale importanza risulta l’allineamento ed il coordinamento delle varie attività di ricerca nazionali con programmi congiunti europei capaci di  razionalizzare le risorse e incanalarle in una specie di istituto di ricerca virtuale europeo sull’energia.
Nel corso della presentazione degli ultimi programmi congiunti, avvenuto durante la conferenza del SET Plan a Varsavia a fine novembre,il Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek,  ricordando l’emergenza legata ai problemi climatici ed energetici, ha affermato che “una visione senza fondi rischia di rimanere una visione”, ed ha incitato l’Europa ad investire sulla ricerca in ambito energetico.
Proprio la scorsa settimana l’ENEA ha organizzato a Roma una giornata di studio sullo stato dell’arte della ricerca sulle celle a combustibile. Insieme al CNR e al RSE, Ricerca Sistema Elettrico, è stato possibile delineare i futuri sviluppi della ricerca e le potenziali sinergie sia livello internazionale che tra istituzioni, enti e industrie italiane soprattutto con riferimento alla necessità di far diventare il sistema produttivo nazionale più dinamico e concorrenziale.
In questa occasione, oltre ad esporre i risultati delle attività di ricerca svolte da ENEA, RSE e CNR nell’ambito di progetti europei ed italiani, l’ Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie ha mostrato gli esiti della propria attività di ricerca sulle celle a combustibile a carbonati fusi per la separazione della CO2. Le celle a combustibile permettono un impiego non inquinante dei combustibili fossili, favorendo la diminuzione delle emissioni di CO2. Questa tecnologia è infatti basate su una reazione di combustione controllata il cui risultato finale è acqua, il combustibile è idrogeno ed il comburente è ossigeno. Oltre al beneficio di sfruttare quasi tutti i combustibili in modo pulito, le celle a combustibile ne presentano altri come l’elevata varietà di potenza installabile, la scarsa rumorosità e l’ottima efficienza energetica. Occorrono comunque ancora alcuni miglioramenti tecnologici per rendere le celle a combustibile economicamente competitive con le tradizionali fonti di energia. Nella sua attività di ricerca l’ENEA si è concentrata, infatti, soprattutto sulla riduzione dei costi per rendere queste risorse più concorrenziali. Inoltre ai risultati tecnici ottenuti fino ad ora, dovrà essere associata una strategia in grado di trasmettere l’innovazione tecnologica al settore industriale.

Eleonora M. Pani

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