L’Autismo non va in Lockdown. A cura della Dott.ssa Angela Borrone

L’Autismo non va in Lockdown. A cura della Dott.ssa Angela Borrone
image_print

Come hanno affrontato i bambini con Autismo il periodo di restrizioni?

Innanzitutto l’autismo è caratterizzato da una compromissione della comunicazione e dell’interazione sociale che è accompagnata da un pattern di comportamenti ripetitivi e stereotipati e da interessi ristretti.

È presente una forte tendenza all’immodificabilità, cioè per i bambini con autismo è necessario aderire a delle routine che sono prive di flessibilità, queste routine rappresentano per loro dei punti di riferimento e provano estremo disagio di fronte a piccoli cambiamenti o nelle fasi di transizione tra attività, questo è stato l’aspetto che maggiormente ne ha risentito durante la fase di lockdown.

La loro intera routine giornaliera è stata stravolta e, a questa rottura delle abituali routine, in un primo momento, hanno reagito con crisi comportamentali accompagnate da aggressività ed autolesionismo e, successivamente, hanno sviluppato una maggiore tendenza all’isolamento, è stato infatti registrato un aumento del 30% di stereotipie motorie o vocali. In mancanza quindi di stimoli esterni hanno ancora di più ristretto i loro interessi impegnandosi in attività non funzionali.

Come possono i genitori far fronte a questa situazione?

È necessaria una rimodulazione dei tempi e della riorganizzazione delle routine nell’ambiente domestico, così da instaurare una nuova prevedibilità degli eventi.

I genitori possono strutturare l’organizzazione della giornata,finalizzando il comportamento del bambino, aiutandosi con delle immagini, costruire una stringa di immagini in merito a quali saranno le attività da svolgere durante la giornata aiuta il bambino ad avere una prevedibilità degli eventi e quindi sapere cosa viene prima e cosa viene dopo, così da prevenire l’insorgenza di crisi comportamentali dovute all’improvvisa interruzione di routine o a delle brusche transizioni tra attività.

Durante il periodo di lockdown i bambini hanno avuto delle regressioni in merito alle proprie competenze?

Si, il loro repertorio di comportamenti funzionali è regredito a causa della sospensione delle terapie che abitualmente svolgono. È stato difficile questa estate recuperare le loro competenze, è stato necessario ritornare a inserire nei loro programmi comportamentali obiettivi che ormai erano stati raggiunti da tempo.

In assenza di stimolazioni non hanno avuto modo di mettere in atto alcune competenze che sono andate perse, è per questo che adesso stiamo cercando di non sospendere le terapie adottando tutte le precauzioni per salvaguardare le nostra e la loro salute.

È possibile svolgere le sessioni di terapia on line?

È possibile svolgere le sessioni di terapia on line ma è possibile, in questo modo, lavorare soltanto su alcuni obiettivi. Con i bambini un po’ più competenti si può interagire direttamente con loro tramite lo schermo, per i bambini più gravi, che non riescono a prestare attenzione allo schermo, si può svolgere il ruolo di figura ombra del genitore e guidare il genitore nell’interazione con il bambino

Molti genitori si stanno trovando in difficoltà in merito alla decisione di mandare i propri figli disabili a scuola in assenza dei compagni di classe, è giusto che vadano a scuola da soli?

Non è semplice per un genitore gestire le lezioni a distanza del proprio figlio, dovendo contemporaneamente gestire una piattaforma digitale sconosciuta e un bambino con disabilità che spesso presenta una scarsa tolleranza all’attesa e limitate capacità attentive, quindi, se in questo momento storico andare a scuola con la presenza dell’insegnante di sostegno è l’unico modo per assicurare un dignitoso diritto allo studio ai bambini con disabilità, ben venga che vanno a scuola.

Essere presenti a scuola con l’insegnante di sostegno non vuol dire necessariamente essere esclusi dalla didattica a distanza che stanno svolgendo i compagni di classe con l’insegnante curriculare. L’insegnante di sostegno funge da facilitatore fornendo, ai bambini più competenti, dei materiali didattici di supporto, quali mappe concettuali o materiale visivo, per permettere loro di seguire ugualmente la lezione che si sta svolgendo in quel momento on line e, per i bambini con una disabilità più grave, è stato suggerito loro di formare dei piccoli gruppi virtuali in cui i compagni di classe possono presentare del materiale visivo attraverso lo schermo all’alunno disabile e lavorare così insieme con le immagini, facendo domande semplici sulle immagini mostrate e offrendo all’alunno tanta lode sociale.

Come è possibile proteggere dal contagio i bambini con autismo? Possono indossare la mascherina e fare il tampone?

È possibile sicuramente indossare la mascherina, per l’accettazione della mascherina si effettuano delle procedure di condizionamento attraverso cui il bambino può accedere a delle attività a lui piacevoli soltanto per il tempo in cui utilizza la mascherina. Allungando man mano i tempi delle attività il bambino si abitua ad indossarla.

È possibile fare il tampone ma ovviamente anche qui abbiamo bisogno di associare l’esperienza traumatica ad un’esperienza piacevole e quindi offrire al bambino delle attività piacevoli così da abbassare l’avversività dell’esperienza traumatica

Che consiglio possiamo dare ai genitori quando i bambini sono molto piccoli e presentano dei comportamenti anomali?

Il consiglio che posso dare ai genitori è quello di non avere timore ma soprattutto di non avere paura di contattare le figure professionali di riferimento , perché una diagnosi precoce vuol dire un trattamento precoce e un trattamento precoce vuol dire migliorare la qualità di vita di tutta la famiglia e prevenire l’insorgenza di comportamenti disfunzionali che possono compromettere il benessere dell’intero nucleo familiare.

 

Dott.ssa

Angela Borrone

Psicologa

angelaborrone@gmail.com